Tifosi a distanza: Union Berlino, cori e saluti fuori dallo stadio

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Durante la sfida di ieri tra Union Berlino e Schalke 04, i più attenti avranno certamente distinto, in mezzo alle urla dei giocatori e degli allenatori, anche dei cori. Non arrivavano dagli altoparlanti dello stadio e nemmeno dai dirigenti presenti in tribuna, bensì da un gruppetto di tifosi dell’Union Berlino che si sono radunati fuori dall’Alte Försterei per incitare la squadra. Tanto che al goal di Andrich si sono fatti sentire anche con applausi scroscianti. Pur essendo in pochi.

Apparentemente si potrebbe parlare di violazione della legge, poiché sia la DFL che i club hanno invitato i loro fan a non creare assembramenti fuori dallo stadio. Eppure, la Polizia, presente con diverse volanti, non è intervenuta perché non sono state riscontrate violazioni. I tifosi dell’Union Berlino, circa una trentina, rispettavano la distanza interpersonale tra di loro e non hanno creato alcun problema di ordine pubblico. Si sono ritrovati nel bosco all’interno del parco che ospita anche l’impianto, hanno bevuto qualche birra insieme, brindato a distanza, cantato per la squadra. E, a fine partita, salutato alcuni giocatori.

Gikiewicz, Bülter e altri si sono infatti affacciati all’esterno dopo essersi arrampicati su una recinzione, di modo da poter salutare i fan che li hanno chiamati (cantavano “vogliamo vedere la squadra”) e si sono fatti sentire per tutti i 90 minuti. E alla fine sono riusciti a scambiare un sorriso e qualche parola, rigorosamente a distanza. Lo stesso Andrich ha affermato: “È stato davvero un bel momento”. Vissuto in sicurezza e senza violazioni.

Christian Arbeit, capo ufficio stampa dell’Union, ha fatto chiarezza in conferenza stampa, sottolineando che non sono state commesse violazioni di alcun tipo: “Non ci sono state lamentele da nessuno, la Polizia era lì, ma non sono arrivati ordini. Nessuno si è avvicinato ai tifosi, sono state rispettate tutte le norme di sicurezza”.

I tifosi hanno anche rispettato le regole della città di Berlino, secondo le quali possono incontrarsi soltanto gruppi di cinque persone di famiglie diverse in spazi pubblici.

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