Primo, secondo, terzo: Vladimir Darida si batte da solo per km percorsi

Vladimir Darida

Christian Streich a Friburgo prova a far capire ai propri giocatori un concetto, prima di tutti gli altri: se corri più degli altri, tendenzialmente hai più probabilità di vincere. Ecco, se qualcuno ha fatto tesoro del mantra, questo è sicuramente Vladimir Darida. Uno che occupa il primo, secondo e terzo posto nella speciale classifica dei km percorsi in Bundesliga dal 2013 ad oggi. Ovvero da quando Opta raccoglie questo dato. Il centrocampista dell’Hertha Berlino ha letteralmente monopolizzato il podio.

Contro l’Augsburg il 30 maggio Darida aveva percorso 14.35 km nei 90 minuti, facendo segnare un nuovo record per la Bundesliga. Aveva battuto… Vladimir Darida. Non un omonimo, ma sé stesso: nel marzo 2018 contro l’Amburgo aveva percorso 14.16 km. Una settimana dopo il nuovo primato, si è nuovamente superato: contro il Borussia Dortmund ha toccato quota 14.65 km percorsi in 90 minuti. Nuovo record, battendo nuovamente sé stesso. Evidentemente, un affare interno.

Già a metà primo tempo della sfida del Westfalenstadion, il centrocampista ceco classe 1990 aveva toccato i 7.5 km, doppiandosi poi nella ripresa. Merito di una condizione fisica invidiabile, ovviamente, e anche un grande senso di sacrificio per un giocatore che ha fatto più parlare di sé per la sua eleganza e pulizia tecnica piuttosto che per la gamba e le doti atletiche. Anche perché, purtroppo, spesso l’ex Friburgo e Viktoria Plzen ha dovuto convivere con problemi fisici che lo hanno limitato. Lo scorso anno ha giocato soltanto 10 partite in Bundesliga, ad esempio. Quest’anno ha avuto più fortuna. E si vede.

Vladimir Darida gioca all’Hertha dal 2015, dopo due stagioni alla corte di Streich chiuse con 11 goal e 10 assist in 61 partite. Come detto, a Charlottenburg ha avuto diversi problemi fisici nel corso degli anni che ne hanno limitato l’utilizzo a 126 partite in 5 stagioni. Quando c’è stato, comunque, ha quasi sempre giocato da titolare (ben 106 volte) e soltanto in 12 casi è rimasto in panchina per tutta la durata della partita. Se è in campo, insomma, si sente. Quest’anno sembra essersi ritrovato: ha già partecipato ad 8 goal in campionato (5 assist), tanti quanti nella stagione 2015/16, la sua migliore in termini di score e anche a livello di utilizzo con 31 presenze.

“È eccezionale, sensazionale per la volontà che ha. Non sapevo nemmeno se potesse correre così tanto. E poi non perde lucidità”.

Bruno Labbadia

In questa stagione è a 24, ma è probabile che arrivi fino a 28: Bruno Labbadia non si è mai privato di lui, se non alla prima contro l’Hoffenheim, obbligato dalla squalifica del ceco. Lo ha schierato sulla trequarti, libero di agire e cercarsi posizione e spazi a centrocampo, cercando di schermare i mediani avversari in fase di non possesso e dando supporto alle punte. Lega i reparti, lavora per la squadra e sa anche portare palla, oltre che giocarla sempre con lucidità. Anche dopo aver corso come un maratoneta su e giù per il campo. Come ha dimostrato contro l’Augsburg, mandando in porta Piatek al 92′. Anche Labbadia se ne è meravigliato. Vladimir Darida si è riscoperto atleta: nei 10 punti in 5 partite dell’Hertha 4.0 che sogna l’Europa c’è anche il suo fondamentale timbro.

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