“#JusticeForGeorgeFloyd”: la DFB apre un’indagine su Sancho e Thuram

Thuram

L’ultmo weekend di Bundesliga è stato caratterizzato, tra le altre cose, da messaggi importanti a livello di uguaglianza e antirazzismo. Thuram che si inginocchia, la fascia di McKennie, le maglie di Sancho e Hakimi. Fotografie simboliche che hanno fatto il giro del mondo sotto il grido e sotto l’hashtag di #JusticeForGeorgeFloyd.

Ha fatto discutere una notizia lanciata dai media tedeschi nelle scorse ore, secondo la quale la DFB, la federazione tedesca, avrebbe aperto un’indagine proprio sui gesti e sui segni dei quattro calciatori citati, coloro che in maniera esplicita hanno preso posizione mentre erano in campo.

La risonanza mediatica è stata positiva, così come il messaggio antirazzista lanciato dai calciatori della Bundesliga. Eppure, paradossalmente, coloro che hanno mandato messaggi “politici” rischiano di essere puniti da un punto particolare del regolamento.

La regola 4 a pagina 27 dello statuto della DFL, adottata su indicazione dell’IFAB, vieta infatti ai giocatori di fare gesti, segni o simboli religiosi, politici o personali. L’indagine della federazione dovrà dunque valutare se quelli di Thuram, Sancho e compagni rientrino o meno nella categoria dei gesti “punibili”. Qualora lo fossero, ai giocatori sarebbe comminata presumibilmente una multa o un’ammonizione.

In ogni caso, sembra poco probabile che si arrivi a un finale di questo tipo, anche perché diverse associazioni all’interno del calcio tedesco sono attive con campagne contro il razzismo (fortunatamente, aggiungeremmo). Lo stesso presidente della DFB Keller ha applaudito i giocatori e la loro maturità, al pari di Oliver Kahn. E nonostante Favre “non abbia visto” il gesto di Sancho, tutto il calcio tedesco è con Sancho e gli altri. Probabilmente, in fondo, anche la DFB. Il buonsenso e l’antirazzismo dovrebbero prevalere.

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