Cosa è successo tra Polter e l’Union Berlino

polter union

Non tutte le storie d’amore, si sa, trovano il lieto fine. E se, come vuole una retorica spesso molto cavalcata nel mondo sportivo, a legare un giocatore al suo club sono passione e fedeltà prima ancora dei contratti, è inevitabile assistere anche a parentesi dal finale amaro come quella che coinvolge Sebastian Polter e l’Union Berlino.

Il club di Köpenick ha infatti comunicato l’esclusione del suo attaccante dalla rosa da qui al 30 giugno, data di scadenza del contratto che lega le due parti. Il rapporto si è logorato rapidamente e in maniera abbastanza imprevedibile negli ultimi giorni: Polter sarebbe infatti stato l’unico dei ragazzi al servizio di Urs Fischer a rifiutare il taglio dello stipendio, annunciato dalla dirigenza a seguito dell’emergenza COVID-19. La squadra della capitale è stata una delle prime ad agire in questo senso in assoluto.

A proposito della questione-Polter sono arrivate le parole del presidente Dirk Zingler.

“Come Unioner, noi siamo una comunità e siamo l’uno a fianco all’altro per il club. Sebastian, sfortunatamente, non lo è. Per noi non è comprensibile e molto deludente. È mia responsabilità proteggere la coesione della squadra e dello staff”.

Una decisione chiara e decisa, con lo scopo di tutelare il club: Polter potrà allenarsi con la squadra, ma non scenderà più in campo con la divisa dell’Union. A differenza, ad esempio, del portiere Rafal Gikiewicz, che ha comunicato alla squadra di non voler rinnovare il suo contratto, ugualmente in scadenza a fine stagione, trovando tuttavia l’accordo per continuare a giocare sino al termine del campionato.

Eppure, il centravanti tedesco non è sempre stato una mela marcia come molti lo stanno dipingendo, anzi. Il suo nome è inciso tra quelli degli eroi della promozione dalla Zweite dello scorso anno: nonostante i due infortuni che gli hanno fatto saltare diversi incontri ad inizio stagione e poi a cavallo tra febbraio e marzo, Polter è riuscito a mettere a segno nove gol, tra cui alcuni cruciali per permettere all’Union di conquistare la prima promozione in Bundes della sua storia.

In questa stagione l’ex-QPR è finito indietro nelle gerarchie, con sole due presenze da titolare e pochi spezzoni di partita come sostituto di Andersson o Ujah, ma è rimasto comunque nel cuore dei tifosi grazie ai due gol realizzati, dal dischetto, in due match piuttosto pesanti: il 2-1 dell’Allianz Arena contro il Bayern e lo storico derby vinto ad un minuto dal termine, allo Stadion An der Alten Försterei, per 1-0, contro l’Hertha. Nel corso del tempo, però, il numero 9 è finito ai margini del progetto tecnico, e negli ultimi giorni la sua posizione è definitivamente precipitata. Un muro contro muro con la società che nessuno prospettava né si augurava, e che sporca pesantemente il finale di una storia a suo modo gloriosa.

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