Il Bayern e l’interrogativo Lucas Hernandez

lucas hernandez

Dall’arrivo di Hansi Flick al Bayern Monaco, la linea difensiva ha avuto tre solide certezze e un elemento ‘variabile’. Pavard a destra è stato intoccabile, al pari di Alphonso Davies a sinistra e Alaba sul centro-sinistra. Vicino all’austriaco si sono alternati Javi Martínez prima e Boateng poi, due giocatori di piede destro. A farne le spese è stato Lucas Hernandez, mancino naturale, che tra i problemi fisici e le scelte, ha giocato titolare soltanto due volte: in casa contro il Paderborn e in casa contro il Fortuna Düsseldorf, due delle ultime tre squadre della classifica. Non proprio ciò che si aspettavano i tifosi del Bayern da un acquisto da 80 milioni di euro. Al netto dei quattro mesi saltati per l’infortunio alla caviglia.

Nei piani di Kovac, il francese ex Atlético Madrid doveva essere idealmente il nuovo centrale di sinistra vicino a Süle e l’alternativa a David Alaba sulla corsia mancina, come è effettivamente stato fino a che il tecnico croato è stato sulla panchina bavarese. Poi il classe 1996 si è infortunato, al pari di Süle. Kimmich è tornato a centrocampo. Alphonso Davies è esploso diventando molto più di una certezza nel ruolo in cui Kovac lo voleva lentamente inserire. Alaba è stato portato in mezzo. E al suo rientro Lucas Hernandez si è ritrovato ad essere la riserva dei due – più occasionalmente di Boateng, ma solo nei finali e spesso a risultato già acquisito e complici i problemi fisici di Martínez.

Con il rinnovo di Alaba che, secondo le notizie dalla Germania, sembrerebbe una formalità, e quello di Davies già firmato, le due posizioni in cui il francese doveva imporsi sono già occupate. Certo, le stagioni sono lunghe, ma un campione del mondo è difficile si accontenti di giocare solo le partite ‘facili’. Hansi Flick ha un rebus da risolvere.

Nella partita del 21 febbraio contro il Paderborn, l’allenatore del Bayern ha varato una difesa a tre, con Kimmich sul centro-destra e Alaba perno centrale, con Lucas Hernandez a completare il trio a sinistra. Soluzione permessa dall’utilizzo di un terzino di maggior spinta come Odriozola rispetto a Pavard. Un tentativo che comunque non ha particolarmente convinto, sia perché a centrocampo il filtro e lo schermo di Kimmich è mancato, sia perché le distanze tra i reparti si sono perse piuttosto presto. Lo stesso Odriozola ha faticato a prendere i tempi da ‘quinto’, tanto che quella partita è stata una bocciatura quasi totale per lui. Il numero 21, dal canto suo, non ha brillato. Anzi, è spesso andato in difficoltà non avendo i tempi da terzo.

Nella seconda occasione, il 30 maggio contro il Fortuna Düsseldorf, l’ex Atlético ha invece fatto coppia con David Alaba a quattro nel primo tempo, prima di essere sostituito all’intervallo per un leggero problema all’adduttore. A destra si è spostato l’austriaco, con il francese lasciato sul centro-sinistra, sul piede forte. La squadra di Rösler ha lasciato spesso il francese libero di impostare il gioco, cercando di schermare i compagni, soprattutto Alaba e Kimmich, i due principali costruttori di gioco. I suoi 45 minuti si son chiusi con 7 passaggi sbagliati, più di tutti i suoi compagni.

La differenza tecnica ha portato il Bayern a vincere senza affanni, al contrario di quanto successo contro il Paderborn (3-2 con goal decisivo all’88’), ma ancora una volta è mancata quella sensazione di solidità, data anche dalla scarsa intesa tra Alphonso ed Hernandez. Il Fortuna ha attaccato soprattutto sulla sua fascia destra proprio per sfruttare questa mancanza. Certo, tempo e minuti potrebbero eventualmente limare le difficoltà, ma David Alaba è apparso meno brillante del solito sul centro-destra, non potendo agire preferibilmente sul piede forte.

D’altro canto, già nei mesi scorsi Alaba aveva pubblicamente manifestato i suoi dubbi sulla possibilità di giocare centrale di destra, anche per una questione di caratteristiche. La coppia con Hernandez mancherebbe di fisicità, quella che uno come Süle, titolare del futuro, saprebbe certamente garantire. La soluzione di provare Lucas Hernandez come centro-destra per ora non è ancora stata esplorata, se non nei finali di partite in cui in ballo, comunque, c’era decisamente poco, salvo lo 0-0 contro il Lipsia in cui il cambio fu per necessità al posto di Boateng. Per ora, però, può sembrare ancora un azzardo. Anche se, con il Meisterschale in tasca (questione di poco) Flick potrà permettersi qualche sperimentazione in più. Una di queste, senza dubbio, riguarderà l’uomo da 80 milioni.

Non sarà facile, visto che nel gennaio scorso sulle pagine del ‘kicker’ si leggeva di come Flick non fosse propenso a giocare con due centrali mancini. Salvo radicali cambi di programma, dunque, Lucas Hernandez dovrà cercare di ritagliarsi i suoi spazi quando Alaba e Davies riposeranno. Per lui, però, c’è una brutta notizia: Alphonso Davies non ha saltato neanche una partita da quando c’è Flick in panchina, mentre Alaba ha riposato soltanto due volte in Champions League, a girone di fatto già vinto. Il rebus, insomma, rischia di persistere ancora per qualche mese. Oppure fino a quando a Lucas Hernandez andrà bene essere una ‘riserva di lusso’: il Bayern ha messo a tacere le voci di mercato rinnovandogli fiducia. Rimane da capire quanto la senta lui in primis.

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