Il nuovo Hertha di Labbadia sogna l’Europa

Labbadia Hertha

Il fatto che Bruno Labbadia sia un allenatore perfetto per “normalizzare” un ambiente in fibrillazione è cosa risaputa dai tempi di Amburgo e più recentemente Wolfsburg. Ma una scossa del genere in una realtà come quella di Berlino sponda Hertha a marzo, dopo altri tre coach e in piena crisi sanitaria con l’impossibilità di allenarsi normalmente, forse neanche i suoi più grandi sostenitori se l’aspettavano.

Il segreto nasce proprio da quel drammatico periodo: l’allenatore di origini italiane ha subito organizzato call personali con i giocatori, per capire gli umori e individuare i punti da cui partire. La parola chiave è stata dialogo. Poi sono iniziati gli allenamenti in piccoli gruppi e infine tutti insieme, sempre con ascolto e confronto in primo piano.

Labbadia ha cambiato modulo rispetto alle ultime uscite di Nouri, puntando su tre certezze: difesa a quattro, più fantasia grazie alla posizione di Cunha (acquisto di gennaio in ulteriore crescita con la nuova gestione) e Lukebakio (o Dilrosun) e giocatori esperti che vedevano poco il campo rimessi al centro del progetto, come ad esempio Pekarik, Plattenhardt o Ibisevic. La scelta che ha stupito di più è proprio quella dell’attaccante bosniaco, preferito a Piatek in tutte le 4 partite. È vero che i due avevano già lavorato insieme a Stoccarda, ma mettere da parte un acquisto da quasi 30 milioni non era una mossa così scontata. La scelta peraltro è risultata vincente per entrambi gli attaccanti: due reti a testa dopo l’arrivo di Labbadia, il polacco sempre da subentrato.

La squadra, impostata tatticamente sul 4-2-3-1, è apparsa trasformata fin dalla ripartenza e lo 0-3 di Sinsheim non ha fatto altro che dare fiducia a un gruppo che appariva alla deriva. Il modulo sembra perfetto per valorizzare i movimenti e gli inserimenti dei tre attaccanti dietro la punta. Fondamentale poi l’apporto dei terzini, tra cui il redivivo già citato Pekarik. La coppia di centrali difensivi finora è sempre stata composta da Boyata e Torunarigha, un altro che il campo non lo vedeva molto con i precedenti allenatori. Anche quando prima della gara tra Hertha e Augsburg erano in dubbio entrambi i terzini sinistri di ruolo e l’unica scelta sembrava lo spostamento del classe ’97, Labbadia è stato chiaro, come riportato dal ‘Kicker‘: Torunarigha ha trovato l’intesa con Boyata e i centrali titolari finché sarà possibile saranno loro. In più, non ha fatto pesare gli infortuni dei vari Ascacibar, Stark, Rekik, Wolf.

I numeri della svolta sono chiari. L’Hertha grazie alla vittoria contro l’Augsburg è arrivato al sesto risultato utile consecutivo, contando i due pareggi prima della pausa della gestione Nouri. Una striscia così non accadeva da più di quattro anni. Inoltre nella storia del club capitolino soltanto Falko Götz ha ottenuto più risultati consecutivi all’esordio, sette tra febbraio e marzo 2002. Dalla ripresa del campionato l’Alte Dame ha raccolto 10 punti su 12, seconda solo al Bayern. In queste 4 partite i gol fatti sono stati 11 e i subiti 2, con +9 di differenza reti, mentre nelle precedenti 25 giornate era -16 (32 gol fatti e 48 subiti). Alla pausa il rischio di essere invischiati nella lotta per non retrocedere era concreto, ora dopo pochissimo tempo la prospettiva è diventata quella europea.

All’Hertha finalmente si guarda al futuro con ottimismo e visto il feeling con Michael Preetz questa volta Labbadia potrebbe finalmente avere il tempo di costruire. Bruno l’”aggiusta-tutto” ha già conquistato Berlino.

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