Bittencourt, l’ex pupillo di Klopp che vuole salvare il Werder

bittencourt

Percorrere oggi la tratta calcistica tra Bragantino e Lipsia è abbastanza comune, visto che i club sono entrambi marcati Red Bull. Lo era meno nel 1992, quando Franklin Bittencourt si unì alla Lokomotive lasciando il club di San Paolo. Era cresciuto nel Fluminense, ma la sua carriera si sviluppò in Germania: giocò anche nell’Energie Cottbus. Lo stesso club nel quale si distinguerà qualche anno dopo il figlio Leonardo Bittencourt, quello che oggi, a tutti gli effetti, rappresenta la principale ancora di salvezza del Werder Brema.

Il classe 1993 in realtà sta vivendo una carriera sotto le aspettative. A 18 anni era già titolare con l’Energie in Zweite, dopo aver brillato nelle giovanili e aver esordito a 17 anni. Trequartista o ala in grado di creare gioco, saltare l’uomo concludere con grande facilità. Era già nel giro delle nazionali Under e ci è rimasto fino al 2015 con l’Under 21. Lo seguivano Bayern, Leverkusen e Borussia Dortmund. Alla fine se lo aggiudicarono i gialloneri, nel 2012, per la gioia di Jürgen Klopp.

“Sono orgoglioso che ci abbia scelto. È veloce, forte tecnicamente, si adatta perfettamente al nostro sistema”.

Alla benedizione del tecnico non corrispose altrettanto spazio: giusto alcune panchine, tante presenze con la seconda squadra in 3. Liga, due gare da titolare nel finale di stagione e anche un goal segnato contro il Friburgo – al quale ha segnato 7 goal sui 22 totali in Bundesliga. Totale di 7 presenze, delle quali una in Champions League. Troppo poco per le sue ambizioni, tanto che dopo appena un anno decise di andare via, sponda Hannover. Trovò maggior spazio, ma mai quella continuità sperata. Dopo due anni, altro cambiamento, a Colonia. Con le prime prove di ‘salvezza’.

Al secondo anno, in realtà, arrivò anche una storica qualificazione in Europa League. Bittencourt contribuì con 3 goal e 7 assist, occupando prevalentemente la corsia di sinistra del 4-4-2, a volte trasformato in 4-2-3-1, di Peter Stöger. Per un ambidestro come lui, comunque, passare da una fascia all’altra non è mai stato un grande problema, per tutta la sua carriera. La stagione 2016/17 è stata la sua migliore in assoluto: entrò in 10 goal giocando solo 975 minuti a causa di ripetuti problemi fisici. I primi segni di talento puro, quello che aveva stregato Klopp.

L’anno successivo è finito insieme all’effzeh nel vortice negativo che ha portato la squadra alla retrocessione. Tra la 24ª e la 32ª giornata ha segnato 5 goal e fornito 3 assist, provandole tutte per salvare i suoi, piegati dagli infortuni e da ogni tipo di sfortuna possibile. Così nell’estate 2018 è passato all’Hoffenheim, dove ha giocato in Champions League, ma senza mai calarsi al 100% nella realtà. Tanto che all’ultimo giorno di mercato è arrivata la chiamata del Werder. 

A Brema ha ereditato la 10 di Max Kruse e ha continuato a giocare sulla sua corsia sinistra, spesso anche a tutta fascia o come terzino, anche a destra. Insomma, giocando più o meno ovunque, anche perché è stato uno dei pochi ad avere continuità a livello fisico. Non ha brillato nella prima parte di stagione, ma nelle ultime 5 partite, nelle quali Kohfeldt gli ha dato maggior libertà sul fronte offensivo, ha segnato due goal – entrambi decisivi, contro Friburgo e Schalke – e due assist. 

Ha fruttato sei punti provvidenziali per tenere i Grünweiß in linea di galleggiamento per puntare ancora alla salvezza. Qualora dovesse arrivare, c’è un diritto di riscatto di 7 milioni che il DS Baumann può esercitare. Un passo alla volta, però: prima di tutto c’è una categoria da mantenere. Con un Bittencourt così, di certo, è tutto più semplice.

Un pensiero riguardo “Bittencourt, l’ex pupillo di Klopp che vuole salvare il Werder

Rispondi