Matheus Cunha, all’Hertha per spiccare il volo

Matheus Cunha

Tra i tanti soldi investiti negli ultimi tempi da Lars Windhorst nell’Hertha quelli per Matheus Cunha sono probabilmente quelli spesi meglio. Il classe ’99 brasiliano è infatti arrivato dal Lipsia nell’ultimo giorno del mercato invernale, per una cifra intorno ai 18 milioni di euro.

Attaccante rapido, tecnico e bravo ad aggredire gli spazi, Cunha si fa conoscere subito dagli appassionati di calcio tedesco, alla prima apparizione ufficiale del suo nuovo club, il Lipsia appunto, nella stagione 2018/19. Il brasiliano era stato ingaggiato da poco, scoperto nel campionato svizzero (al Sion) da Ralf Rangnick, uno che di giovani talenti se ne intende (abbiamo parlato di lui e delle sue capacità in un precedente articolo). A dire la verità Cunha aveva fatto di tutto per farsi notare, grazie a una stagione sorprendente per un ragazzo di soli diciannove anni.

La data dell’esordio è 26 luglio 2018. Il Lipsia inizia i preliminari di Europa League e come spesso accade nei primi turni delle coppe europee i big non sono ancora disponibili, soprattutto visto che si tratta dell’estate del Mondiale in Russia. Così Rangnick lo schiera subito titolare nell’andata del secondo turno contro gli svedesi dell’Häcken. L’impatto è ottimo: il gol del 2-0 al 38′ del primo tempo e l’assist ad Augustin per il definitivo 4-0 nel finale sono il miglior modo per presentarsi alla Red Bull Arena. La stagione sarà positiva, non tanto per le 6 reti in Europa League (preliminari compresi) e nonostante si fermi a 2 goal (uno dei quali candidato per il Puskas Award) e un assist in Bundesliga, ma perché la crescita è costante, continua. E 25 gettoni all’esordio a soli diciannove anni sono un dato significativo.

 

La prima parte della stagione in corso è invece abbastanza anonima. Con Nagelsmann non scatta mai l’intesa che ci si aspettava, a maggior ragione considerando la capacità del giovane allenatore di valorizzare e spesso far letteralmente esplodere attaccanti con le caratteristiche del brasiliano. Matheus Cunha di fatto viene retrocesso a vice Werner.

La chiamata dell’Hertha, invischiato in una crisi imprevista, arriva al momento giusto. Cunha si presenta qualche giorno dopo l’acquisto, dopo aver trascinato il Brasile Under 323 alla qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo. Quando arriva a Berlino è successo nel frattempo di tutto, dalle “strane” dimissioni di Klinsmann alla promozione in panchina del vice Alexander Nouri. Il nuovo tecnico lo schiera sempre titolare in coppia in attacco con Piatek, a partire dalla vittoriosa trasferta di Paderborn. Anche in questo caso Cunha si presenta alla grande: la Federazione non attribuisce a lui il gol del 2-1 (autogol di Collins), ma il gesto tecnico è da grande giocatore. Dimostra immediatamente una grinta e un senso di appartenenza nei verso il mondo Hertha sorprendenti e a parte nella disfatta interna contro il Colonia è sempre protagonista.

In particolare la differenza la fa alla Merkur Spiel Arena contro il Fortuna e a Berlino contro il Werder. Due rimonte, prima da 3-0 e poi da 2-0, sempre con il marchio di Cunha: destro da fuori per il 3-2 a Düsseldorf, destro appena dentro l’area per il 2-2 nella gara successiva. Ma al di là dei gol ha stupito tutti per l’impegno, la determinazione, il feeling con i nuovi compagni. Confermati anche dopo il cambio di guida tecnica e l’arrivo di Bruno Labbadia, uno che di attaccanti se ne intende: altri due goal nelle prime due partite contro Hoffenheim e Union Berlino.

Dopo il gol al Werder è corso sotto la curva, spiegando così il gesto: “Ho sempre trovato grandi i fan dell’Hertha. Volevo onorarli”. Poche e semplici parole, un grande significato: Matheus Cunha ora si sente a casa.

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