Quando Joshua Kimmich chiese al Bayern il motivo del suo acquisto

Joshua Kimmich

Che Joshua Kimmich sia un giocatore ‘sui generis’, nel migliore dei sensi possibili, lo si sapeva già. Secondo molti è l’erede designato di Philipp Lahm, anche se lui ha affermato di ispirarsi a un’altra leggenda del Bayern Monaco, ovvero Bastian Schweinsteiger. La leadership comunque è quella, e anche la testa per il calcio. Tanto che, quando i bavaresi lo hanno acquistato, si è verificato un episodio non molto usuale.

A rivelarlo è stato lo stesso Kimmich al canale YouTube ufficiale del Bayern Monaco. Appena acquistato dallo Stoccarda (via Lipsia) nel 2015, una delle prime cose che ha fatto il classe 1995 è stato recarsi negli uffici dei dirigenti. Ai piani alti, insomma. Immaginatevi Rummenigge mentre lavora alla sua scrivania e sente bussare alla porta e poi entrare questo ragazzo di 20 anni, già con la personalità di un veterano.

Ovviamente la visita non era di cortesia, ma per chiarire una cosa: conoscere il motivo per cui il Bayern aveva deciso di puntare su di lui e non su altri, nei dettagli.

“Per me era importante capire perché il Bayern mi avesse scelto. Dal mio punto di vista, è un club che può comprare chiunque nel mondo, specialmente nel mio ruolo. Ecco perché mi intrigava rispondere al ‘perché io?, qual è stato il fattore decisivo?’”.

Una domanda che ha trovato risposta negli anni successivi, senza alcun dubbio. Certo il trasferimento di Joshua Kimmich al tempo fu particolare, visto che venne acquistato dal Lipsia nel 2015, dopo che la squadra aveva disputato una stagione mediocre in Zweite Liga e l’anno prima aveva vinto la 3.Liga. 

Non andò nemmeno in prestito, ma rimase. E giocò 36 partite in ogni ruolo possibile tra difesa e centrocampo. Con un certo Guardiola in panchina. Non sappiamo cosa gli abbiano risposto i dirigenti del Bayern nel 2015, ma di certo una buona risposta l’ha avuta. O meglio, l’ha data lui stesso. Vincendo anche il Klassiker con un goal decisivo. Certo nel 2015 non potevano ancora dargli una risposta così: visionari sì, ma fino a un certo punto.

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