Klassiker -2: come stanno Bayern e Dortmund

Klassiker Dortmund Bayern

27 punti su 30 disponibili nel girone di ritorno per il Borussia Dortmund, 28 punti su 30 per il Bayern Monaco: il Klassiker di martedì alle ore 18.30 metterà di fronte le due squadre non soltanto più forti, ma anche più in forma della Bundesliga. I primi due migliori attacchi, le due squadre che insieme al Leverkusen hanno dato la maggior sensazione di solidità nelle ultime 10 partite di Bundesliga. Quelle che meno hanno sentito le due settimane di pausa, almeno a giudicare dal ritmo e dalle prestazioni. Dortmund e Bayern arriveranno alla sfida con delle certezze salde. Che possono diventare dubbi.

Qui Dortmund: le troppe certezze di Favre

Il punto di domanda principale riguarda Mats Hummels, ovvero il leader di una difesa che nelle ultime 6 partite di Bundesliga ha concesso soltanto un goal. Una striscia iniziata dopo il sonoro 4-3 subito dal Leverkusen. Il problema al tendine d’Achille mette un punto interrogativo riguardo l’utilizzo dell’ex di giornata, mentre saranno certamente fuori Reus e Zagadou. Difficile anche il recupero di Witsel, ma non impossibile. I problemi di Favre però sono altri, ovvero che la squadra schierata dal 1′ contro Schalke e Wolfsburg funziona. E funziona anche senza Sancho ed Emre Can, panchinati alla Volkswagen Arena. Dahoud e Delaney a centrocampo sono in perfetta sintonia, hanno intesa e formano una coppia in grado di produrre gioco dando copertura alla difesa. Ragioni per cambiarla? Poche.

Stesso discorso per il tridente con Brandt, Hazard e Haaland. Emre Can e Sancho scalpitano e probabilmente alla fine troveranno una maglia, a meno che l’ex Juve debba scalare in difesa per sostituire Hummels. Insomma Favre nelle ultime due partite si è costruito delle nuove certezze talmente solide che quelle precedenti sembrano ora essere passate in secondo piano, complice una condizione fisica ancora non proprio stabile. Anche se nel secondo tempo contro il Wolfsburg sia Can, sia Sancho sono apparsi piuttosto brillanti. Certo, con tutto il bene, il Klassiker non è la trasferta nel Niedersachsen e il Bayern non è il Wolfsburg: a Dortmund lo sanno.

Qui Bayern: la risorsa Goretzka

Che sia al posto di Gnabry, di Thiago, di Coman o di Müller, o persino di Kimmich, Leon Goretzka è il ‘dodicesimo’ per definizione in casa Bayern Monaco quando si parla di sostituire qualcuno tra centrocampo e attacco. Nelle due partite post Coronavirus c’è la sua firma indelebile: contro l’Union si è procurato il rigore che ha sbloccato la partita, contro l’Eintracht invece ha deciso di segnare direttamente l’1-0 con una delle sue armi migliori, cioè l’inserimento senza palla. La sua abilità di incidere su tutto il fronte offensivo è la miglior arma per Flick quando si tratta di rimpiazzare uno degli undici ‘titolari’. Tanto che alla fine ha giocato 15 partite dal 1′ su 25 totali. Certo, mai dando l’impressione di essere prima scelta, ma dimostrando l’abilità di poter essere sostituto ideale per chiunque.

Al Klassiker il Bayern ci arriverà con il dubbio Thiago Alcántara, alle prese con problemi muscolari che lo hanno escluso dalla sfida contro l’Eintracht, più Perisic al rientro dopo un infortunio e Coman sempre da utilizzare col contagocce. Con Gnabry, Lewandowski, Müller e Kimmich certi di occupare 4 dei 6 posti – più Coutinho e Tolisso out – l’ipotesi che Goretzka possa ancora una volta conquistarsi una maglia da titolare è tutt’altro che improbabile. Anche perché il Bayern visto all’Allianz Arena ieri è la miglior versione possibile. E l’ex Schalke 04 ne fa parte a pieno titolo.

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