L’osservato speciale: Edmond Tapsoba, l’imbattuto

Tapsoba

Definirlo difensore goleador, nonostante i 16 centri (9 su rigore) nelle due stagioni e mezza della sua avventura in Portogallo, è decisamente riduttivo. A Edmond Tapsoba, infatti, sono bastate sei partite con la casacca del Bayer Leverkusen per mostrare alla Bundesliga che il suo talento va ben oltre le reti gonfiate.

Per comprendere l’impatto del classe 1999 sul campionato tedesco, però, non si può prescindere dal ripercorrere la sua carriera. Da adolescente scende in campo con le giovanili della squadra della sua città natale, l’US Ouagadougou – auguri se voleste provare a farne lo spelling – in Burkina Faso. Pochi mesi dopo viene notato, diciottenne, dal Leixoes, squadra di seconda serie portoghese. Quando si trasferisce a titolo definitivo dall’altra parte del Mar Adriatico, Tapsoba ha curiosamente già esordito tra i professionisti con la maglia della sua nazionale, pur non avendo mai messo piede in campo con la prima squadra del suo club.

Stesso destino che gli tocca nelle prime due stagioni nella penisola iberica. Transita prima per la squadra B degli Heròis do Mar e poi, l’anno successivo, per quella del Vitoria Guimaraes. Qui, però, le sue prestazioni toccano un livello tale da non essere più ignorabili: 30 presenze e 7 gol gli sono valsi la chiamata “tra i grandi” per l’inizio di questa stagione.

Proprio quando sembrava destinata ad assestarsi, la parabola esponenziale della carriera di Tapsoba è diventata ancora più ripida: 32 presenze e 9 gol nei primi sei mesi in un campionato maggiore. Numeri e prestazioni che hanno attirato l’attenzione di tutti i talent scout, grazie anche alla vetrina dell’Europa League: ecco che, all’ultimo giorno del mercato di riparazione, il Leverkusen è arrivato a bussare alla porta con la chiara intenzione di portarlo immediatamente in Renania.

Una delle caratteristiche più straordinarie del difensore africano è sicuramente la capacità di non farsi mai schiacciare (almeno all’apparenza) dalla pressione. Neanche al suo esordio in Bundesliga, contro il Borussia Dortmund, quando Peter Bosz lo ha incaricato di marcare Erling Braut Haaland, che arrivava a quella partita forte di 7 gol nei primi 126 minuti della sua esperienza tedesca. Il risultato è stata una prestazione di personalità, in una difesa a 3 completata da Sven Bender e Jonathan Tah, che ha annullato il norvegese e portato il Leverkusen alla vittoria per 4-3.

Da allora, il Bayer non ha praticamente mai rinunciato al suo astro nascente, e Tapsoba dal canto suo non ha fatto altro che migliorare. Oggi Bosz può già contare su un centrale dinamico, moderno e completo. Il burkinabé ha la stazza dalla sua (192 cm), il che lo rende un osso durissimo negli scontri aerei, ma non è il classico gigante di pietra: alla forza abbina la capacità di muoversi in maniera rapida, sia nel breve che quando deve allungare lo scatto. Questo gli permette di poter provare l’anticipo sulle ripartenze avversarie senza aver paura di coprire lo spazio alle sue spalle qualora non dovesse andare a buon fine, oltre a rendergli comode le diagonali difensive.

Anche in fase di possesso, Tapsoba si è dimostrato totalmente a suo agio: lucido nei passaggi, non prende quasi mai rischi pesanti, ma riesce a far circolare la palla in maniera veloce e pulita come il suo allenatore richiede, non disdegnando di uscire da portatore di palla a testa alta. In un articolo dedicato a lui su Bundesliga.com si accenna ad un paragone con Jerome Boateng che, per quanto frettoloso, non ha suscitato scandalo. In lui si rivedono parecchie caratteristiche del centrale tedesco, prototipo del difensore di questo decennio, visti anche i larghissimi margini di crescita. L’inizio, comunque, non è stato male: 10 partite giocate dal Leverkusen con lui in campo, 9 vittorie e un pareggio.

Nel corso dei mesi Rudi Völler e Simon Rolfes hanno speso parole d’oro nei suoi confronti, al pari di Peter Bosz, e lui ha ripreso il cammino come lo aveva interrotto: con una prestazione maiuscola nel deserto WeserStadion, dove le aspirine hanno demolito 4-1 il Werder Brema durante la prima giornata post-sospensione della Bundesliga.

Sabato dovrà ripetersi, ancora in trasferta, al Borussia-Park, dove ad attendere il Leverkusen ci sarà il Mönchengladbach, altro grande protagonista dell’ultimo weekend. Tapsoba e i suoi compagni di reparto dovranno fronteggiare un altro esame impegnativo: l’armata formata da Breel Embolo, Alassane Pléa e Marcus Thuram. Uscire con una vittoria da quella sfida vorrebbe dire tantissimo per il Bayer, che rincorre proprio il Gladbach ed il Lipsia (tutti distanziati di un punto) ai margini della zona Champions.

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