Karlsruhe, un salvataggio all’ultimo secondo

Karlsruhe

Una lunga telenovela. Con un lieto fine, almeno per ora. Così si potrebbero riassumere le ultime settimane del Karlsruhe, club di seconda divisione, tornato in campo nell’ultimo week end contro il Darmstadt e in lotta per non retrocedere in 3. Liga.

Aumento di capitale e riduzione del debito – Se il KSC, negli Anni Novanta una presenza fissa in Bundesliga, non ha avviato la procedura di fallimento, lo si deve all’intervento del KSC-Bündnis, cordata di imprenditori e aziende della regione, che è intervenuto aumentando per un valore di sei milioni di euro il capitale della società, creata neanche un anno fa, il 26 ottobre 2019, separando la prima squadra, l’ U-19 e del U-17 dalla vecchia società con la creazione di una GmbH & Co. KGaA, una società in accomandita per azioni. In più il KSC Bündnis ha ridotto il debito dai circa 30milioni stimati, a dieci.

Il braccio di ferro con Wellenreuther – Un intervento quello della cordata locale, che si è potuto concretizzare solo a ridosso dell’assemblea dei soci del 15 maggio e dopo una settimana di confronto, a tratti duro, con il presidente Ingo Wellenreuther. I nuovi investitori infatti avevano messo come unica condizione le dimissioni del massimo dirigente del Karlsruhe. Wellenreuther, papà di Timon, portiere del Willem II, ex Schalke 04 e importante politico della CDU, prima ha tenuto duro, chiedendo garanzie e trasparenza al KSC-Bündnis poi ha ceduto alle pressioni di tifosi, organi del club stesso come il Vereinsrat e organizzazioni di soci come “Der neue KSC”.

La situazione societaria confusa – Il passo indietro di Wellenreuther ha messo fino a una vicenda lunga, aggravata dai danni economici del Coronavirus con il KSC che si era salvato temporaneamente grazie all’accordo tra DFL e media per garantire il versamento della rata dei diritti televisivi. Un momento critico in cui sono emerse le spaccature interne alla dirigenza con Wellenreuther che lavorava per evitare il procedimento di fallimento garantendo solvibilità al club mentre Michael Becker e Oliver Kreuzer, i due direttori generali si adoperavano per una “Planinsolvenz”. L’avvio di un procedimento di fallimento “pianificato” che avrebbe avuto un vantaggio: avrebbe permesso al KSC di gestire autonomamente la salvezza del club senza la nomina di commissario esterno avrebbe evitato nella prossima stagione, tre punti di penalizzazione.

Da definire il futuro tecnico e societario – La boccata d’ossigeno data dal KSC-Bündnis però è solo il primo passo verso un cammino di rinnovamento del club, che sul campo deve pensare innanzitutto a salvarsi dalla retrocessione in 3.Liga. Fuori dal terreno di gioco ci sarà da scegliere il successore di Wellenreuther (si parla dell’inizio della prossima stagione), completare la ristrutturazione del Wildparkstadion e anche pensare eventualmente a un cambio nella direzione tecnica. Il nome che gira, nonostante le smentite da parte della dirigenza, è quella di Winfried “Winni” Schäfer, per 12 anni, tra il 1986 e il 1998, tecnico del Karlsruhe, con cui ha raggiunto anche una semifinale di Coppa UEFA nel 1993/1994 e una finale di Coppa di Germania nel 1996.

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