Lokomotive Lipsia: fallimenti, difficoltà, iniziative e sogni

Lokomotive Lipsia

Tornare tra i professionisti. È questo il sogno della Lokomotive Lipsia. I gialloblù, che sono l’erede del club che ai tempi della Germania Est ha vinto quattro coppe nazionali ed è arrivato fino alla finale di Coppa delle Coppe nel 1987, militano dal 2016 in Regionalliga Nordost, la quarta serie del campionato tedesco. Ci sono finiti, dopo essere falliti con il nome di VfB Leipzig ed essere ripartiti dalla 3. Kreisliga, quasi sul fondo delle serie dilettantistiche.

Un 2019/2020 al top, sul campo – Dopo tre anni di Regionalliga l’obiettivo della dirigenza è chiaro: la 3.Liga. E l’undici, guidato in panchina prima da Rainer Lisiewicz e poi da ottobre da Wolfgang Wolf, anche direttore sportivo del club, non ha deluso. Con una rosa “di categoria”, con due figli d’arte come il portiere Benjamin Kirsten e il difensore Patrick Wolf (figlio di Wolfgang), si è candidato alla testa del girone, conteso dai berlinesi del VSG Altglienicke e di un’altra “nobile decaduta” come l’Energie Cottbus. Al momento dello stop per il Coronavirus la Lokomotive Lipsia è seconda, a pari punti con l’Altglienicke, ma con un match in meno.

Le difficoltà economiche e un’idea geniale – Lo scoppio della pandemia però ha fermato il sogno della promozione e ha reso ancora più drammatica sportivamente parlando una situazione finanziaria già difficile. Nel gennaio 2020 la ETL, lo sponsor principale dei sassoni ha annunciato che non avrebbe rinnovato il contratto in scadenza il 30 giugno. In più la sospensione dei campionati ha tolto alla Lok anche gli introiti, non esattamente esaltanti ma comunque discreti, derivanti dai biglietti delle partite casalinghe al Bruno-Plache-Stadion. Per evitare di sprofondare, come successo per esempio al Rot-Weiß Erfurt, i dirigenti del club di Lipsia hanno avuto un colpo di genio. Vendere a un prezzo minimo, un euro, il biglietto per una “partita fantasma”, in programma tra la Lokomotive Lipsia e l’”avversario invisibile” nel suo impianto l’8 maggio.

La risposta è stata eccezionale: i tagliandi “virtuali” venduti sono già più di 125mila, più delle persone che erano al vecchio “Zentralstadion” il giorno della semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe 1987 vinta contro il Bordeaux, forse il momento più alto della storia del club. L’obiettivo è battere il record di spettatori per un match giocato in Europa.

Lascia.. o raddoppia – Le entrate derivate da questa iniziativa dovrebbero consentire alla società della Sassonia di sopravvivere e di provare anche l’assalto alla licenza utile per la 3.Liga, una categoria, che a dir la verità la Lok non è neppure sicura di poter guadagnare sul campo, visto che se il campionato fosse dichiarato chiuso ora (ipotesi peraltro molto remota) a giocarsi la promozione agli spareggi sarebbe il VSG Altglienicke. I dirigenti della Lokomotive hanno già fatto richiesta alla DFB per la licenza, ma la prima risposta è stata, nella terza settimana di aprile, un secco “no”.

A non convincere gli esperti della Federazione alcuni parametri finanziari, ma soprattutto la situazione del Bruno-Plache-Stadion. Sono necessari lavori di ammodernamento, per esempio per l’impianto di illuminazione e la tribuna stampa. Altrimenti bisognerebbe, sempre in caso di ammissione alla 3.Liga, giocare in un altro impianto. Secondo alcuni media locali i dirigenti della Lokomotive avrebbero preso contatti con i proprietari del “Steigerwaldstadion”, la vecchia “casa” del Rot-Weiß Erfurt. C’è tempo fino al 22 giugno. Poi sarà un’occasione persa, l’ennesima per i gialloblù di Lipsia.

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