Come Gikiewicz, in due stagioni, è entrato nella storia dell’Union Berlino

Quando lo speaker annuncia la formazione che sta per scendere in campo, i tifosi dell’Union Berlino sono soliti a incitare ogni singolo beniamino con l’appellativo di Fußballgott “Dio del calcio”, panchinari compresi. E in alcune circostanze anche ad avversari com’è capitato di recente a Steffen Baumgart, allenatore del Paderborn, ma soprattutto ex Unioner da giocatore. Per i supporter della squadra di Berlino Est chiunque abbia calpestato l’erba dello Stadion An der Alten Försterei merita un posto nell’Olimpo pagano non fosse altro per il solo motivo di aver scelto di indossare la casacca della loro squadra. Rafał Gikiewicz è tra quelli che, al di là della tradizionale consuetudine, la nomina di Fußballgott se l’è presa sul campo e fuori, un legame viscerale con i tifosi e con l’ambiente, nonostante le sole due stagioni. E lo sarà per sempre anche se non ci sarà una terza stagione: il 30 aprile con un comunicato arrivato un po’ a sorpresa, l’Union Berlin ha annunciato che il portiere 32enne polacco non rinnoverà il contratto in scadenza a giugno 2020. L’estremo difensore, ex Friburgo ed Eintracht Braunshweig, sarà dunque libero di trovare una nuova squadra, dopo i fallimentari tentativi di proposta e controproposta tra le due parti.

L’arrivo di Gikiewicz nell’estate 2018 e la firma sul contratto

«Ci sarà un nuovo club nella mia vita e un nuovo portiere nell’Union Berlino», ha detto Gikiewicz, una doccia gelata arrivata in un momento per altro delicato. Feriti, ma non traditi i tifosi anche se sanno che da quelle parti un ragazzo così non lo si vedeva da tanto e chissà in futuro. Fedeltà, devozione, sicurezza, garanzia, determinazione, trascinatore: Rafa è uno scrigno che in sole 67 partite ha racchiuso tutto questo.

Solamente a inizio mese aveva svelato in una trasmissione televisiva polacca che l’Hertha Berlino aveva sondato il terreno per valutare la sua disponibilità a trasferirsi a Ovest della capitale, proposta seccamente rifiutata con messaggio allegato.

“L’Hertha può probabilmente offrirmi di più dell’Union, ma nella mia vita ci sono altri valori più importanti del denaro”.

Il nome di Gikiewicz è già scolpito nella storia per essere stato il portiere della prima storica promozione in Bundesliga, in cui certamente il suo apporto è stato decisivo nella strampalata e sorprendente scalata in Zweite: 33 gol subiti in 34 partite, difesa meno perforata nella stagione 2018-2019 quando l’Union è storicamente riconosciuta come squadra da “over 2.5” con quasi 60 gol subiti in alcune nefaste annate. Le sue parate, ma anche le sue scorribande offensive come in occasione del gol di testa oltre il 90’ per l’1-1 contro l’Heidenheim che permise di difendere l’imbattibilità stagionale. E poi le lacrime, abbracciando in tribuna sua moglie e i suoi figli, sotto la pioggia, al termine del 2-2 contro il Bochum, ultima giornata di Zweite, con la promozione diretta sfuggita per una vittoria mancata.

Definito dai canali social – a proposito, seguitelo, ne val la pena – della Bundesliga “party-pooper” cioè “guastafeste” perché nel corso dell’attuale stagione è il portiere con il più alto numero di salvataggi. È stato il primo calciatore a decurtarsi lo stipendio all’inizio della pandemia di Covid-19 per non gravare sulle finanze del club, ha indossato i panni di Pizzabote, di consegna-pizze con mascherina e guanti protettivi, per consegnare pasti a 25 persone tra medici e personale sanitario del DRK Kliniken Berlin di Köpenick, distretto e quartier generale dell’Union.

C’ha messo sempre la faccia anche quando si trattava di andare “contro” i suoi stessi sostenitori come quando all’esordio assoluto in Bundesliga contro l’RB Lipsia ha chiesto di non pensare alla rivalità, ma di sostenere lui e i suoi compagni, ma soprattutto quando a termine del derby di novembre vinto con rigore di Polter al 92’ ha ricacciato in curva alcuni Eisernen incappucciati con l’intenzione di attaccar briga contro gli ospiti. A muso duro e guantoni stretti ha rispedito tutti fuori dal manto erboso.

Rimarrà certamente un rammarico: a causa dello slittamento nel 2021, non sarà l’Union a portare Gikiewicz all’Europeo con la Polonia, o quantomeno provarci considerando la positiva stagione che stava disputando. A luglio le strade si separeranno, ma Rafał è riuscito anche in un’altra, ultima, impresa: molti supporter avranno la sua maglia appesa in camera. La maglia di un portiere. Una cosa rara ma da vero Fußballgott.

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