Il caso Colonia e le dichiarazioni di Verstraete

Verstraete Colonia

Il tema del weekend del calcio tedesco è stato quello del Colonia, della positività di tre tesserati e delle dichiarazioni di Birger Verstraete, ‘chiarite’ a propria volta dal club in una nota ufficiale. Cerchiamo di fare ordine.

La prima notizia, quella di venerdì sera: dopo i test effettuati nei giorni scorsi da tutti i club, tre dipendenti del Colonia sono risultati positivi al Coronavirus. La società ha emesso un comunicato ufficiale (che potete leggere qui). Alcuni organi di stampa hanno riportato che due di questi fossero calciatori, notizia che il club non ha confermato né smentito, in quanto non tenuto, da protocollo DFL, a diffondere i nomi dei giocatori e dei dipendenti. Una scelta probabilmente dettata dalla volontà di evitare una sovraesposizione mediatica ai giocatori stessi, nonché speculazioni sullo stato di salute. Insomma, una questione di privacy.

Pù che la notizia delle positività, a far rumore è stata la decisione presa dal club di continuare gli allenamenti, isolando i tre positivi per 14 giorni (inizialmente, poi verranno nuovamente testati e reinseriti in gruppo quando saranno negativi). In realtà, però, non è nemmeno una decisione: il Colonia si è attenuto al protocollo di cui sopra, redatto dal dottor Tim Meyer (medico della DFB, la federazione tedesca) e approvato dall’assemblea della lega calcio e dalla politica, che ha già ricevuto riscontri positivi dai capi dei Länder e non solo.

Il dottor Paul Klein, capo dello staff e responsabile dell’igiene del club durante la pandemia di Covid-19, sul sito del Colonia ieri ha risposto alle domande riguardo i tre positivi.

“Sono stati contattati dalle autorità, hanno spiegato come stanno e ora andando iil quarantena per 14 giorni. [… ] La scelta di potersi continuare ad allenare è stata presa dalle autorità. Gli esperti l’hanno presa valutando le misure di prevenzione e igiene durante gli allenamenti. I giocatori negativi possono continuare ad allenarsi. […] Le istruzioni possono essere lette sul sito del Robert-Koch-Institute: la quarantena a casa è prevista solo per le persone in diretto contatto con positivi di categoria 1, ovvero che possono infettare gli altri. […] Secondo le autorità sanitarie, non c’è un rischio di contagio attraverso l’allenamento, per cui non c’è necessità di quarantena per tutti. Ovviamente il prerequisito è testare continuamente tutti i tesserati almeno due volte a settimana. […] Su 1000 tamponi in tutta la Bundesliga, era improbabile che tutti risultassero negativi”.

Qui la versione integrale dell’intervista

Il club ha anche annunciato che, non appena si ritornerà a un allenamento normale, la squadra intera – ovviamente eccetto i testati positivi – andrà in ritiro. Fino a quel momento si continuerà a lavorare in gruppo.

Per ora, per dovere di cronaca, aggiungiamo che nelle altre squadre testate (circa un terzo del totale) non si sono stati registrati altri positivi.

Sulla situazione si è espresso anche uno dei giocatori del Colonia, Birger Verstraete. Il centrocampista belga ha parlato alla televisione fiamminga ‘VTM’, criticando la decisione di riprendere a giocare.

“Ciò che ha dichiarato il club è che nessuno è entrato in contatto con i giocatori positivi. È corretto solo in parte, perché il fisioterapista è l’uomo che ha trattato me e altri giocatori per settimane. E con uno dei due giocatori in questione, ho lavorato in coppia giovedì in palestra. Quindi dire che non siamo entrati in contatto con loro non è del tutto corretto. Spero che nessun altro sia positivo, ma so anche che c’è il rischio contagio. È bizzarro che ci si continui ad allenare e che non siamo tutti in quarantena. È un po’ strano che tutto vada avanti. Credo che sia ingenuo da parte mia e degli altri dire che il campionato debba riprendere. Il virus è ancora tra noi giocatori e va preso sul serio. Non spetta a me decidere cosa fare della Bundesliga, ma posso dire che la mia testa non pensa al calcio. Sono sicuro che se ogni giocatore potesse decidere, oggi probabilmente non parleremmo di ripresa”.

I timori del belga sono anche per la sua fidanzata, che convive con problemi di cuore ed è considerata soggetto a rischio.

Il Colonia, tramite un altro comunicato ufficiale, ha chiarito la situazione.

“Soltanto i giocatori risultati negativi due volte consecutivamente si alleneranno. Per questo la squadra sarà testata nuovamente prima della ripresa degli allenamenti”.

All’interno, un’altra dichiarazione di Verstraete, richiesta probabilmente dallo stesso Colonia per “fare chiarezza” e contraddirsi.

“[…] nella traduzione ci sono state delle incomprensioni e mi scuso a riguardo. Avrei dovuto contattare lo staff medico del club per avere risposte, prima di parlare in televisione. Mi sento sicuro e in buone mani con il Colonia. Voglio aiutare i miei compagni e finire qui la stagione”.

Il centrocampista ha anche aggiunto che la sua fidanzata è tornata il Belgio e vi rimarrà per i prossimi giorni, onde evitare l’esposizione a rischi.

Qui la nota ufficiale con le dichiarazioni e le spiegazioni

La parte della traduzione sbagliata non è piaciuta a tutti, per la verità. Tanto che alcuni giornali, tra cui Sportschau, si sono affrettati a chiarire pubblicamente che la traduzione era stata effettuata da un madrelingua, conseguentemente inattaccabile. In realtà non è piaciuto nemmeno il modo in cui il Colonia ha “manovrato” le dichiarazioni di Verstraete: in molti, tifosi e stampa, l’hanno fatto notare. Forse anche con delle buone ragioni.

L’opinione pubblica in questo senso si è equamente spaccata, tra i sostenitori della ripresa e quelli dello stop. Tra chi sostiene Verstraete e chi le ragioni della DFL e del protocollo. Una spaccatura che fa da contorno agli allenamenti delle squadre, che proseguono. L’impressione è che lo scenario si ripeterà ogni qualvolta che un giocatore venga testato positivamente. Per fortuna è successo soltanto con il Colonia e che comunque fosse un’eventualità messa ovviamente in conto dalla DFL nel suo protocollo. Le polemiche, comunque, oltre a Verstraete e al Colonia, non si fermeranno.

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