La Bundesliga è un campionato per giovani

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Le statistiche sull’età media dei giocatori schierati dimostra che la Bundesliga è un campionato per giovani. Il dato è ancora più evidente se lo si confronta con gli altri principali campionati europei: Serie A, Liga e Premier League.

Innanzitutto in Bundesliga per 16 club su 18 (l’88,9%) l’età media dei calciatori utilizzati, calcolata tenendo conto dei minuti in campo dei giocatori stessi, è inferiore ai 27 anni. Soltanto Fortuna Düsseldorf e Union Berlin hanno una media superiore, tra l’altro di poco. Negli altri campionati la percentuale scende notevolmente: al 75% in Premier (15 club su 20), al 50% (10 club su 20) in Italia e addirittura al 35% nella Liga spagnola (soltanto 7 su 20).

Nel momento dello stop per l’emergenza coronavirus in Bundesliga 8 squadre hanno addirittura una percentuale di minuti giocati da calciatori di età inferiore a 22 anni superiore al 10%. Le prime due sono la seconda e la terza in classifica, cioè il Borussia Dortmund e il Lipsia. Il BVB ha molto aumentato l’utilizzo di under 22 da gennaio, con l’arrivo del classe 2000 Erling Haaland e la promozione in prima squadra di Giovanni Reyna (classe 2002). I sassoni continuano con la politica basata su una rosa con un’età particolarmente bassa, cosa che a volte comporta anche sacrifici dolorosi, come ad esempio la cessione di Diego Demme al Napoli a gennaio. Seguono Schalke e Colonia (dei cui giovani in rampa di lancio abbiamo parlato in un precedente articolo).

Gio Reyna
Gio Reyna ha segnato il suo primo goal col Dortmund. Fonte: Getty

Anche la classifica marcatori e la classifica assist, tenuta in particolare considerazione in Germania, confermano questa tendenza. Tra i marcatori dietro al “solito” Lewandowski ci sono il classe ’96 Timo Werner e il 2000 Jadon Sancho. Negli assist lo stesso Sancho tallona Müller e dietro di loro sul gradino più basso del podio si piazza il classe 1997 Christopher Nkunku. Sempre Dortmund e Lipsia…

È interessante inoltre l’età degli esordienti più giovani dell’attuale campionato: quattro hanno debuttato non avendo ancora compiuto 18 anni. Il più giovane è proprio Gio Reyna, che a gennaio contro l’Augsburg, nella partita dei record dell’altro giovanissimo Haaland, è stato schierato da Favre a 17 anni, 2 mesi e 5 giorni. Seguono Maximilian Beier dell’Hoffenheim, Jan Thielmann del Colonia e Nick Woltemade del Werder Brema.

Chiudiamo con gli allenatori, con cui il tema della Bundesliga “campionato per giovani” viene ulteriormente confermato. Il classe 1987 Julian Nagelsmann del Lipsia e il trentasettenne Florian Kohfeldt del Werder sono i due coach più giovani dei quattro principali campionati europei citati prima, seguiti da Arteta, di un anno più “vecchio” di Kohfeldt. Peraltro sono gli unici tre under 40. Inoltre tra i 18 club di Bundesliga dopo l’esonero di Fridhelm Funkel del Fortuna Düsseldorf non c’è nessun trainer sopra i 60 anni (il più anziano è Peter Bosz del Leverkusen, 56 anni).

Una tendenza confermata in ogni aspetto: nel calcio tedesco non c’è timore a puntare sui giovani. Forse perché, a differenza che in altri campionati, tifosi e opinione pubblica in generale hanno più equilibrio nel valutarli e più pazienza nel vederli crescere.

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