Werner Liebrich, l’antieroe della Germania del 1954

Werner liebrich

Al termine del Mondiale 1954 la stampa internazionale votò la top 11 della competizione. Come miglior stopper i giornalisti scelsero Werner Liebrich, 27 anni, colonna difensiva della Germania Ovest, neo campionessa del mondo. Un difensore roccioso che nella storia dei Mondiali e del calcio ci è entrato non per le sue doti, ma per un intervento.

20 giugno 1954, St.Jakob-Park di Basilea. Per il secondo match del girone eliminatorio i tedeschi affrontano l’Ungheria. Per il formato della competizione quel match è inutile, dato che la Nationalmannschaft dovrà affrontare in ogni caso uno spareggio contro la Turchia. Per questa ragione il ct Sepp Herberger decide di schierare le sue seconde linee, rafforzate dalle stelle Helmut Rahn e Fritz Walter. Calcisticamente parlando è un “massacro”. Finisce 8-3 per i magiari, che alla mezz’ora sono già avanti 3-0. La seconda rete la segna Puskas. Ferenc è in stato di grazia e al 62′ va via per l’ennesima volta a Liebrich, al suo esordio in una Coppa del Mondo. La bandiera del Kaiserslautern interviene. Duro. Cade sul malleolo del fuoriclasse ungherese con tutto il suo peso. La stella della Honved deve uscire.

Le versioni sono diverse. Molti sostengono che l’abbia fatto volontariamente, altri (pochi) come Horst Eckel, suo amico, compagno al Kaiserslautern e quel giorno in campo con lui a Basilea, dicono che Werner Liebrich e Fritz Walter siano andati dopo la partita a scusarsi nello spogliatoio magiaro. Puskas non giocherà né i quarti, né le semifinali, recuperando in extremis solo per la finale. Dove ritrova il difensore della Germania Ovest. Liebrich, che lavora come postino, non è più uscito dall’undici di Herberger, giocando un grande quarto di finale, contro la Jugoslavia di Branko Zebec e Rajko Mitić, l’uomo a cui è intitolato il Marakana di Belgrado. A Berna il 4 luglio a vincere sono i tedeschi e Werner disputa un match perfetto. Alla fine c’è anche lui a festeggiare al Wankdorf di Berna. La DFB gli versa 1800 marchi di premio.

È una bella somma, soprattutto per uno che come lui nella Kaiserslautern degli Anni Trenta ha vissuto la povertà. Suo papà e suo zio sono membri del Partito Comunista di Germania e il nascente regime nazista incarcererà il padre di Liebrich per 22 mesi. Però c’è il calcio. A 11 anni Werner veste la maglia del Kaiserslautern, l’unica della sua lunga carriera. Esordisce nel 1943/1944 in prima squadra, condividendo lo spogliatoio anche con suo fratello maggiore Ernst. Ne uscirà 18 anni dopo, vincendo due titoli tedeschi, nel 1951 e nel 1953, accanto a Fritz e Ottmar Walter, Werner Kohlmeyer e Horst Eckel. E nel 1950 arriva pure la chiamata in Nazionale. Collezionerà 16 presenze. Una, oltre alla finale di Berna, che è rimasta nella Storia. Il primo dicembre 1954 i campioni del mondo vanno a Wembley per affrontare l’Inghilterra. La Nationalmannschaft perde 3-2 ma Liebrich annulla Ronnie Allen, il centravanti britannico e fa una bellissima impressione contro Stanley Matthews, da lì a due anni, il primo pallone d’Oro della storia. A Londra ci tornerà poco più di un anno dopo, nel febbraio 1956 e non per una partita di calcio. Va in tribunale per la causa contro l’editore della biografia di Ferenc Puskas, dove il colonnello avrebbe scritto che Liebrich gli avrebbe fatto male volontariamente. Il tedesco non vince la causa, ma viene risarcito con 1000 marchi.

Werner lascia la Nazionale nel ’56 e il primo luglio ’62 si toglie pure la divisa dei “Diavoli Rossi”, per uno scherzo del destino in una partita di Coppa Intertoto contro il Tatabanya, una squadra ungherese. Dopo il ritiro fa brevemente l’allenatore, ovviamente al Kaiserlautern nel 1965. La sua vita però sarà altro, da imprenditore, con una parentesi politica nella SPD. Muore a 68 anni, nel 1995 dopo tre operazioni al cuore. Nel 2002 muore anche Fritz Walter. Sono sepolti nello stesso cimitero, a trenta metri di distanza, quella che più o meno avevano in campo. Nel 2005 a Werner Liebrich, “De Rote”, il Rosso, hanno dedicato una via all’interno del centro di formazione giovanile del Kaiserslautern.

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