Le novità sulla ripresa della Bundesliga

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“La Bundesliga è pronta alla ripresa, che sia il 9 maggio o qualsiasi altra data. Ora sta alla politica”.

Con questa frase Christian Seifert, capo della DFL, in conferenza stampa ha dato l’ok da parte della lega tedesca per la ripresa del massimo campionato e della Zweite. La palla passa al cancelliere Angela Merkel, che il 30 aprile si riunirà insieme ai presidenti dei Länder per prendere una decisione anche sullo stato del calcio. Sarà la seconda mossa: la prima è stata il divieto dei grandi eventi aperti al pubblico. In sintesi, se si giocherà sarà senza pubblico, con buona pace dei tifosi che stanno manifestando il loro malcontento.

Non sono comunque gli unici ad opporsi alla ripresa: anche l’istituto medico Robert Koch e diversi esponenti politici si sono detti contrari. Intanto le squadre continuano ad allenarsi a piccoli gruppi, seguendo ognuno le normative del proprio Land. Il Werder Brema, nella figura del direttore sportivo Frank Baumann, ha fatto presente che la mancanza di una linea comune sotto questo aspetto renderà necessario un lasso di tempo di tre settimane tra il ritorno agli allenamenti a gruppo completo e l’inizio delle partite. Per questo il 9 maggio sembra una data altamente improbabile per la ripartenza.

Intanto Seifert ha messo al riparto ogni club dal rischio di insolvenza: sono stati raggiunti accordi commerciali con tutti i partner di modo da evitare che al 30 giugno alcune squadre di Bundes e Zweite vadano incontro al fallimento. A rischiare, secondo la ‘Bild’, erano soprattutto Karlsruher e Schalke 04.

La DFL è pronta a giocare e ha stabilito le linee guida per la ripresa della Bundesliga e della Zweite in un report di 41 pagine, diffuso da ‘Der Spiegel’ e da altri organi di stampa tedeschi. Lo ha redatto una Task Force con a capo Tim Meyer, medico della federazione.

Il piano della DFL per la ripresa della Bundesliga

Giocatori, staff, dirigenti e arbitri saranno testati prima di ogni partita: saranno necessari circa 20mila tamponi, lo 0,4% del totale dei test che si stima saranno disponibili nel paese. Se qualcuno sarà trovato positivo, non dovrà andare in quarantena l’intera squadra.

Alle partite saranno ammesse soltanto 322 persone (per la Bundesliga, 270 in Zweite) tra calciatori, staff, giornalisti, operatori tv, medici e raccattapalle. Saranno distribuiti tra l’interno e l’esterno dell’impianto in zone.

Sospese le strette di mano, le foto di squadra, l’ingresso in campo in fila, le mascotte. Mascherine obbligatorie per giornalisti e operatori, ai quali verrà provata la febbre. Niente mixed zone e conferenze live. Distanza di 2 metri in spogliatoio tra ogni giocatore e, in alcuni casi, anche doccia a casa o in hotel.

In hotel (sempre gli stessi), le squadre dovranno essere isolate su dei piani e non avranno accesso alle zone comuni, tipo bar, centro wellness o ristorante. Staff dell’hotel ridotto al minimo, niente buffet o self service. Si mangia solo take-away.

L’obiettivo della DFL, riferito in un comunicato, è ”giocare per non portare i club fino al fallimento e non dover arrivare a rotture strutturali”. E per far mangiare i 56mila dipendenti che ruotano intorno alla Bundesliga.

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