Bundesliga, un titolo d’estate non è una novità

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Ormai la DFL, Legacalcio tedesca, sembra decisa. La Bundesliga 2019/2020 finirà, anche a costo di terminare il campionato a porte chiuse e in estate, molto probabilmente a fine giugno. Per il calcio tedesco assegnare un titolo così tardi non è una novità. Ecco i precedenti in più di un secolo di storia.

Gauliga e Oberliga, si vince a giugno – Prima della creazione del campionato a girone unico, la Bundesliga, nel 1963, era normale giocarsi le partite che valevano il titolo tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, con la finale messa in calendario nella terza o nella quarta settimana di giugno. Così è accaduto ai tempi della Gauliga, il campionato organizzato durante l’epoca nazista (1933-1945) e nella Oberliga, il torneo, che tra il ’49 e il ’63 idealmente precede in Germania Ovest, la creazione della Bundesliga,. Uniche eccezioni, per la Oberliga, le stagioni che portavano al Mondiale (1953/1954, 1957/1958 e il 1961/1962). La ragione di questo prolungamento era legata alla struttura del campionato, che si articolava in due fasi. La prima, con gironi su base geografica, la seconda nazionale, a cui partecipavano le compagini meglio piazzate dei tornei regionali. Il risultato di questa formula, il cui ultimo atto era una finale unica in campo neutro, era una stagione molto diluita nel tempo, con un numero di partite, per alcuni club, che arrivava a sfiorare i 40 incontri.

Luglio, campionati “di guerra” – Ai tempi della Gauliga in due stagioni si arrivò addirittura a terminare a luglio inoltrato, nella stagione 1939/1940 e nel 1941/1942. In entrambi i casi vinse lo Schalke 04. Nel ’40 superò 1-0 il Dresdner SC, nel ’42 il First Vienna, compagine austriaca che come tutte quelle dei territori occupati partecipava al campionato tedesco. In quelle due occasioni la ragione del prolungamento della stagione era stata la seconda guerra mondiale. Nel 1939/1940 l’inizio del conflitto, che aveva causato difficoltà per esempio per i trasporti, portò a posticipare al primo week end di dicembre il calcio d’inizio delle fase ragionale, provocando lo slittamento dell’intero calendario, con la finale disputata il 21 luglio. Nel 1941/1942, la situazione era addirittura più complessa. I trasporti erano diventati ancora più difficili dalla mancanza per esempio di carburante e dal febbraio 1942 vennero vietate le trasferte più lunghe di 50 chilometri. In più la fase finale venne disputata non con una fase a gironi e poi dei turni “secchi”, ma tutta a eliminazione diretta.

Bundesliga, il caso del 1972 – Con la nascita del campionato a girone unico a 18 squadre il numero delle partite di prima divisione si ridusse e i tornei terminavano al massimo nella prime due settimane di giugno. Con due eccezioni. La stagione 1988-1989, la più lunga di sempre nella massima serie, con la prima giornata fissata il 22 luglio ’88 e l’ultima il 17 giugno dell’anno successivo. Il motivo? Le Olimpiadi di Seul, con la Nazionale tedesca maschile in campo, che fecero interrompere il torneo per quasi tre settimane, tra settembre e ottobre 1988. E poi la Bundesliga 1971-1972, che terminò il 28 giugno, in piena Estate. A causare questa chiusura “in ritardo” gli Europei in Belgio, in programma tra il 14 e il 18 giugno. Per consentire la preparazione alla Nazionale di Helmut Schön (che poi vincerà il suo primo titolo continentale) si sospese il torneo tra il 3 e il 23 giugno, riprendendo per le ultime due partite.

La giornata finale fu storica per molte ragioni. Si giocò di mercoledì e la programmazione delle partite fu “spezzata” tra le 15.30, orario a cui si disputarono otto match e le 20, quando scesero in campo solo due squadre: Bayern Monaco e Schalke 04, le prime due della classifica, nel primo caso dal ’63 in cui un titolo non era ancora assegnato a 90′ dal termine. In più quella “quasi finale” fu il primo match di Bundesliga, trasmesso in diretta e integralmente in televisione, ma solo per le emittenti regionali che facevano parte del terzo canale nazionale tedesco. Fu pure la prima partita giocata dal Bayern nel neonato “Olympiastadion” e anche la prima occasione in cui il club bavarese incassò un milioni di marchi, per circa 80mila spettatori sugli spalti. Per la cronaca i bavaresi asfaltarono lo Schalke 5-1, raggiungendo quota 55 punti e soprattutto 101 gol fatti, di cui 40 siglati da Gerd Müller. Tutti record, perché un Meisterschale d’estate non poteva essere “ordinario”.

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