Cosa non sta funzionando tra il Bayern e Cuisance

Cuisance Bayern

Il mercato estivo 2019 del Bayern Monaco si è sviluppato in tre fasi. La prima: i colpi anticipati, ovvero Pavard ed Hernandez, ufficializzati prima della fine della stagione. La seconda: l’attesa per Leroy Sané, durata fino a metà agosto. La terza: i ‘panic buy’ post mancato acquisto di Sané. Il Bayern cercava un’ala con colpi da fuoriclasse e con un grande futuro. Il tedesco del City rispecchiava queste tre caratteristiche. Salihamidzic e la dirigenza, una volta saltato l’acquisto, hanno pensato di scindere le caratteristiche ed acquistare un’ala sinistra, uno con colpi da fuoriclasse e uno e con un grande futuro. Uno in tre. Rispettivamente Perisic, Coutinho e, per l’appunto, Michäel Cuisance, i tre acquisti dell’ultimo minuto del Bayern.

Se il primo ha parzialmente convinto e il secondo ha deluso tutti, il discorso sul classe 1999 francese è più spinoso, per noi come per gli uomini dietro le scrivanie di Säbener Straße. Anzitutto, per un motivo molto semplice: è arrivato a titolo definitivo e non in prestito, come gli altri due. Per cui il Bayern dovrebbe ragionare su di lui come progetto anche per il futuro. Eppure per il francese, acquistato per 10 milioni di euro dal Borussia Mönchengladbach, di un progetto non s’è vista neanche l’ombra.

Per ora in stagione il numero 11 ha giocato con la prima squadra soltanto 45 minuti, diluiti in quattro presenze, tutte nei minuti finali di partite che il Bayern stava già vincendo con ampio margine. Per il resto, qualche acciacco fisico, 5 presenze con la seconda squadra in 3. Liga (con due goal) e una ventina di panchine. Un bottino modesto per chi nell’annata 2017/18, appena diciottenne, è stato eletto giocatore dell’anno al Gladbach. La stagione scorsa, poi, l’ha passata tra panchine, prestazioni deludenti in campo e un mancato rinnovo che ha poi portato Max Eberl a venderlo. Il ragazzino magico che faceva magie al Nancy fino al 2017 non è ancora riuscito a fare il passo in avanti.

Anche per questo l’arrivo di Cuisance al Bayern era stato accolto con discreto entusiasmo, seppur moderato dal fatto che si trattasse abbastanza palesemente di un rimpiazzo, come d’altro canto era Coutinho (ne parlammo a suo tempo). In un ruolo in cui comunque il club contava già sul brasiliano, su Müller, Goretzka, ma volendo anche sullo stesso Thiago e Tolisso. Impensabile utilizzare da subito un giocatore con le sue caratteristiche – perlopiù offensive – come ‘6’, alla Kimmich o alla Martinez, per intenderci.

Cuisance si è così ritrovato in una posizione scomoda nella rosa del Bayern. Troppo forte per essere schierato costantemente nella seconda squadra in 3. Liga: come ammesso da Hansi Flick, ci è andato per mettere un po’ di minuti nelle gambe e prepararsi a essere maggiormente coinvolto tra i professionisti. Dall’altra parte, però, ha ancora dei punti del proprio gioco che vanno assolutamente migliorati e lo stesso allenatore lo ha chiarito a inizio gennaio.

“Siamo molto felici dei miglioramenti mostrati da Cuisance nel nostro training camp, una chance arriverà, ma Michaël ha ancora problemi a livello di ritmo in campo, lacune tecniche e anche a livello di passaggi deve migliorare molto”.

La stampa tedesca aveva rivelato che Niko Kovac non fosse particolarmente convinto della possibilità di fare affidamento da subito su Cuisance, tanto  che avrebbe chiesto lui per primo l’acquisto di un altro ‘6’. Sarebbe stato un acquisto voluto soprattutto da Salihamidzic. O, in altri termini, un’occasione da sfruttare. Solo che poi lo staff tecnico del Bayern non è mai riuscito a chiarire quali siano gli obiettivi con Cuisance, né a livello di ruolo né di prospettiva. Con Alphonso Davies, ad esempio, è stato svolto un lavoro più ad hoc per portarlo a diventare un terzino sinistro. Con ottimi risultati.

Il francese classe 1999 invece vive una fase di stallo della sua evoluzione. A 21 anni da compiere ad agosto, è ancora un giocatore dell’Under 20 francese e non è stato ancora preso in considerazione dall’Under 21, altro segnale che la sua crescita è piuttosto statica. Il Bayern secondo la ‘Bild’ ha anche respinto offerte di prestito a gennaio per lui, ma lo spazio che gli è stato concesso è stato lo stesso: poco. Forse troppo, per un giocatore di talento che, come molti altri transitati in prima squadra negli ultimi anni, rischia di perdere un’occasione e la strada giusta per il successo.

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