🎙 BundesITalk, ep. 12 – Sané, Werner e il mercato

mercato bundesliga podcast

BundesITalk è il podcast di Bundesitalia.com, ideato, creato e gestito dalla redazione. In 45 minuti parliamo dei temi più caldi del calcio tedesco. In questo periodo di stop, abbiamo parlato dei principali argomenti di mercato che ruotano intorno alla Bundesliga.

La dodicesima puntata del podcast è infatti dedicata a Leroy Sané, Kai Havertz, Timo Werner e a tutti quei giocatori in orbita calciomercato nei top club del calcio tedesco. Chi prenderà il Bayern Monaco? Riuscirà finalmente ad arrivare Sané? Come si muoverà il Dortmund? Dove giocheranno Werner, Sancho e Havertz? Abbiamo provato a rispondere a queste e molte altre domande di mercato.

Con Giorgio Dusi, Stefano Fontana, Giorgio Tosatto e la partecipazione di Pietro Nicolodi.

Ascoltaci su Spotify!

Ascoltaci su Apple Podcast!

Ascoltaci anche su Spreaker!

Il Bayern ha multato Coman per aver sbagliato auto

coman auto

Dopo la multa di Boateng, in Baviera ne piove un’altra, piuttosto curiosa. Il Bayern Monaco ha multato Kingsley Coman per aver sbagliato auto. Sì, è andata proprio così. Il giocatore francese si è presentato all’allenamento senza utilizzare il mezzo ‘aziendale’, ovvero l’Audi (che paga discretamente bene il club…). E dovrà pagare una penale al club per non aver rispettato la regola.

Come ha spiegato la ‘Bild’, l’ex Juventus e PSG è arrivato a Säbener Straße a bordo della sua McLaren Mercedes bianca invece che con con l’Audi, auto che dovrebbero utilizzare tutti i tesserati per recarsi agli allenamenti o quando ci sono eventi ufficiali del Bayern. Una regola che Coman non ha rispettato.

Il giocatore, comunque, si è già scusato con il club e alla ‘Bild’ ha chiarito di non aver preso l’Audi semplicemente perché aveva uno specchietto danneggiato.

“Vorrei scusarmi con il club e con Audi per non aver utilizzato l’auto aziendale per presentarmi all’allenamento. La ragione per cui l’ho fatto è che c’era uno specchietto retrovisore danneggiato. Rimane comunque un errore”.

Uno sbaglio fatto in buona fede: d’altro canto in questo periodo anche andare dal meccanico per sistemare l’auto non è consigliabile, né per Coman né per nessun altro al mondo…

Hany Mukhtar, talento mancato del calcio tedesco

hany mukhtar

La storia del calcio è piena di giovani talenti che, dopo essere stati caricati di tante, forse troppe aspettative dai tifosi e dagli addetti ai lavori nei primissimi anni della loro carriera, hanno poi intrapreso un percorso sportivo nettamente al di sotto delle premesse. Uno di questi, certamente, può essere Hany Abubakr Mukhtar. Classe 1995, tedesco di Berlino ma con origini sudanesi, Mukthar ha mosso i primi passi della sua carriera nella Stern Marienfelde, società da cui, ad appena 7 anni, anno di grazia 2002, è entrato nelle giovanili del primo club della Capitale, l’Hertha Berlino.

Mukhtar è un trequartista di talento: rapido, veloce negli spazi stretti, amante del dribbling e del numero ad effetto, si adatta ben presto a giocare anche come esterno offensivo, tanto a destra quanto a sinistra, giacché è abile in egual maniera con entrambi i piedi. Insomma, un giocatore che non passa inosservato ai talent scout.

Nella stagione 2011/12, nell’Under 17 dell’Hertha Berlino, Hany Mukhtar gioca 26 partite, mette a segno 17 gol e fornisce 19 assist. Pertanto, nel 2012, a soli 17 anni, compie in anticipo il salto nella seconda squadra dell’Hertha Berlino, che milita nella Regionalliga Nordost, segnando 5 gol ed aggiungendo 3 assist in sole 13 gare disputate.

È la stagione in cui Mukhtar fa il suo esordio con la prima squadra dell’Hertha, all’epoca in 2. Bundesliga ed allenata dal tecnico olandese Jos Lukuhay: maglia numero 34 sulle spalle, Mukhtar gioca la prima delle sue 7 gare con i ‘grandi’ il 26 settembre 2012, entrando a un minuto dalla fine in occasione della partita vinta per 1-0 all’Olympiastadion contro la Dynamo Dresda.

Sembra essere l’inizio di una lunga storia d’amore tra Mukhtar e l’Hertha Berlino, nonché i primi passi di un piccolo fenomeno nel calcio che conta. Ma la storia non è andata proprio così. Nel 2013/14, con i capitolini approdati in Bundesliga, la sua stagione è condizionata, all’inizio, da una rottura del legamento collaterale della caviglia e da qualche sporadica comparata nel finale d’annata.

La stagione successiva è ancora peggio: mai considerato nella prima parte dell’anno da Lukuhay, a metà gennaio 2015 viene scaricato dall’Hertha e, per soli 500mila euro, si trasferisce in Portogallo, al Benfica, speranzoso di far vedere tutto il proprio talento. Eppure, con la maglia delle ‘Aquile’ di Lisbona, riesce ad esordire soltanto il 23 maggio, ultima gara di campionato, giocando gli ultimi 15’ in casa contro il Maritimo dopo un gettone collezionato nella seconda squadra.

A soli 20 anni la carriera di Mukhtar, insomma, sembra aver già imboccato una parabola discendente. Il suo nome viene depennato dai taccuini degli osservatori, messo ai margini e pressoché dimenticato. Torna a Berlino per poi trasferirsi in Austria, al RB Salisburgo, società che, dalla sua fondazione, punta su calciatori talentuosi e di prospettiva, ma non riesce ad imporsi nemmeno lì: 15 anonime gare per soli 416’ sul terreno di gioco.

E per Mukhtar, che nel frattempo aveva collezionato 45 presenze e 20 gol nelle selezioni giovanili della Germania, dall’Under 15 all’Under 20, è, probabilmente, il canto del cigno nonostante sia ancora tanto giovane. Il Benfica, proprietario del suo cartellino, non crede più in lui, e lo gira in prestito addirittura in Danimarca, al Bröndby. Qui, Mukhtar si rilancia: in un campionato di livello inferiore, le sue qualità emergono.

9 gol e 11 assist nella sua prima stagione in gialloblu, 2016/17, gli valgono il riscatto per 1,5 milioni di euro. Finalmente Mukhtar ha trovato la sua dimensione: 11 gol e 17 assist nel 2017/18 e 7 gol e 6 assist in quella successiva, 2018/19. L’esperienza in Danimarca, però, si è conclusa sul finire dello scorso anno, dopo altri 3 gol in 18 partite, poiché, dallo scorso mese di gennaio, Mukhtar ha deciso di varcare l’oceano e provare l’avventura nella Major League Soccer statunitense.

La MLS è un campionato dove, di frequente, approdano calciatori europei sul finire della carriera, alla ricerca di lauti ingaggi e di un calcio non propriamente impegnativo. Scegliere di approdare in MLS a 25 anni non è da tutti ma, evidentemente, il ragazzo ha capito che non è più il momento di sognare ben altri palcoscenici, rassegnandosi al fatto che la sua carriera avrebbe potuto essere tanto e che, alla fine, difficilmente sarà tramandata ai posteri.

Hany Mukhtar si è trasferito al Nashville Soccer Club, franchigia dell’omonima città di Nashville, nel Tennessee, per mettersi alle dipendenze del coach inglese Gary Smith nell’anno in cui i gialloneri avrebbero fatto il loro debutto nel massimo campionato a stelle e strisce. Avrebbero, appunto, perché la pandemia da coronavirus, che ha imposto anche lo stop alle attività sportive, calcio incluso, in giro per il mondo, ha stoppato il torneo dopo due giornate.

Vedremo, quando il calcio ripartirà, se Hany Mukhtar, che si è sempre ispirato a Kevin-Prince Boateng (anch’egli tedesco di origini africane …), lontano dai riflettori dell’Europa e del grande calcio, saprà ancora far parlare di sé oppure se si è già avviato, suo malgrado, verso il triste epilogo della sua storia personale.