Marcell Jansen e l’Amburgo: dal ritiro alla presidenza

Marcell Jansen

Il rapporto tra Marcell Jansen e l’Amburgo è pienamente classificabile come storia d’amore. È notizia degli ultimi giorni la nomina dell’ex terzino sinistro, già Presidente del club, a Presidente del Consiglio di Sorveglianza. Jansen viene visto come una figura che può dare stabilità alla società, da tempo agitata da dissidi interni e guerre tra fazioni. Dopo l’allontanamento di Bernd Hoffmann e di conseguenza dell’ex Presidente del Consiglio di Sorveglianza Köttgen e del Vice Presidente Schulz si è arrivati alla sua elezione. A soli 34 anni.

Nato il 4 novembre del 1985 a Mönchengladbach, quella dell’ex nazionale tedesco è una scelta coraggiosa ma allo stesso tempo si può dire intelligente da parte dell’HSV. La sfida infatti è ardua poiché a soli trentaquattro anni Jansen si trova a guidare uno dei club più storici e titolati di Germania, peraltro in un momento di grande incertezza non solo per l’Amburgo (alla seconda stagione di fila in Zweite dopo essere sempre stato in Bundesliga) ma per l’intero sistema calcio. D’altra parte però Jansen è già in società dal 2018 e si è sempre distinto per le idee chiare e la capacità di unire le diverse anime. Significativa in tal senso la prima dichiarazione da Presidente del Consiglio di Sorveglianza.

In questo momento così difficile per il calcio professionistico nel suo insieme non possiamo permetterci di disperdere energie o compromettere i rapporti di fiducia. L’attenzione deve essere concentrata sugli interessi dell’HSV”.

Marcell Jansen

Già da calciatore aveva dimostrato il suo attaccamento ai Rothosen. Cresce nel Borussia Mönchengladbach, con cui si fa conoscere ad alti livelli ottenendo anche la convocazione in nazionale maggiore a ventuno anni. Alla fine con la Mannschaft collezionerà 45 presenze, partecipando a due Mondiali e a un Europeo. Diventa una colonna dell’Amburgo dal 2008, dopo aver vinto nella stagione precedente il Meisterschale, la Coppa e la Supercoppa con il Bayern di Hitzfeld.

Al termine di sette buone stagioni, con 187 presenze, 24 gol e 27 assist, gli anseatici non gli rinnovano il contratto e così a neanche trent’anni decide di ritirarsi. La ragione con cui motiva la scelta è una dichiarazione d’amore nei confronti dell’Amburgo: dice infatti di essere troppo attaccato a quei colori per vestire un’altra maglia. In realtà non smetterà del tutto, pur continuando a mantenere la promessa. Da tre stagioni fa parte infatti della rosa della terza squadra ovviamente dell’Amburgo.

Per ottenere il ritorno nella serie che gli compete i Rothosen di Jansen se la dovranno vedere con un’altra nobile decaduta in cerca di riscatto, guidata anch’essa da un giovane ex calciatore ed ex nazionale tedesco. Si tratta dello Stoccarda, il cui CEO è il classe 1982 Thomas Hitzlsperger, che da giocatore ha collezionato qualche presenza anche in Serie A con la maglia della Lazio nel 2010. Una storia simile che dimostra come la maggior parte dei club tedeschi non abbia paura di puntare sui giovani, in campo come dietro la scrivania.

Un pensiero riguardo “Marcell Jansen e l’Amburgo: dal ritiro alla presidenza

Rispondi