Germania tra note e palloni: una Nazionale in musica

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Cosa lega la Germania alla musica? Sei album e tredici singoli. Se fosse un gruppo musicale la Nazionale tedesca di calcio avrebbe avuto una discreta carriera, lunga più di quarant’anni. Ecco cosa cosa ha fatto cantare (letteralmente) i ragazzi e i tifosi della Nationalmannschaft.

1974, cantare porta bene… – Nel ’73 a pochi mesi dai Mondiali di casa l’ex difensore di Fortuna Colonia e TeBe Berlin Horst Nußbaum, diventato cantante di e produttore di Schlager, genere musicale molto popolare nei Paesi di lingua tedesca, con il nome di Jack White compone “Fußball ist unser Leben” (Il calcio è la nostra vita). La canzone, inserita nel LP omonimo edito dalla Polydor e a cui seguirà poi un altro singolo, diventa l’”inno” ufficiale della Nationalmannschaft per la rassegna iridata. Lo cantano tutti i giocatori della rosa, nessuno dei quali ha alcuna esperienza canora, tranne Franz Beckenbauer che nel ’66 aveva pubblicato “Gute Freunde kann niemand trennen” (“Nessuno può separare i buoni amici”). È un successo, anche perché quanto cantato in un verso “il König Fußball governa il mondo” si avvera visto che la Germania Ovest vince il titolo.

La risposta dell’Est – Più o meno in concomitanza con l’inno della Nationalmannschaft, la Repubblica Democratica Tedesca, presente a quel Mondiale, fa uscire, per l’etichetta locale Amiga “Ja, der Fußball ist rund wie die Welt” (“Sì, il calcio è rotondo come il mondo”). L’ha composta Frank Schöbel, cantante di Schlager nativo di Lipsia, che è anche l’uomo che la intona. Nessuna prova canora per i giocatori di Georg Buschner, che però appaiono sulla copertina del singolo.

1978-1994, un tradizione consolidata – Il successo di pubblico e di vendite di “Fußball ist unser Leben”, legato anche al momento di popolarità che negli Anni Settanta stanno vivendo calcio e musica Schlager spinge a replicare l’esperimento della Germania con la musica. Dai Mondiali di Argentina fino a quelli di Usa ’94 la Nazionale tedesca, prima dell’Ovest e poi riunita, pubblica un album. A cantare con i vari campioni del Fussball, artisti molto famosi nel mondo di lingua tedesca, come Udo Jürgens e Peter Alexander, ma anche gruppi di respiro internazionale, come i Village People. Il gruppo newyorkese incise nel ’94, “Far away in America”, che fu cantata in pubblico per la prima volta ad Hannover a fine maggio di quell’anno, in una puntata di “Wetten das…?”, l’edizione tedesca di “Scommettiamo… che?”. Il singolo arrivò solo alla posizione 44 in classifica.

1998, la canzone di Berti – In Francia la Germania ci arrivò dopo aver preceduto Ucraina e Portogallo. E proprio nel settembre ’97, alla vigilia di un match quasi decisivo con i lusitani, all’Olympiastadion di Berlino venne presentata “Running with a Dream”. Musica è dell’inglese Mike Batt, eseguita dalla London Royal Philharmonic Orchestra, le voci sono della canadese Anna Maria Kaufmann e dello svedese Joey Tempest, mentre le parole, o meglio le idee sul testo sono di Berti Vogts, il ct della Nazionale. Il suo sogno non andrà molto bene, visto che i tedeschi usciranno in malo modo ai quarti contro la Croazia.

Melodie sì, ma non ufficiali – Dal Mondiale 2002 la Germania non ha più avuto una “sua” canzone. Tuttavia dal 2006, prima delle partite casalinghe negli stadi si sentono le note di “Schwarz und weiß” (Nero e bianco, come i colori della Nazionale), scritta da Oliver Pocher, personaggio TV molto noto in Germania, mentre per gli Europei del 2016 Jeder für Jeden (“Uno per l’altro”) prodotta dal DJ Felix Jaehn e dal cantante Herbert Grönemeyer, era diventata la canzone di squadra dei tedeschi, anche perché alcuni di loro, come Mario Götze avevano collaborato alla stesura del testo e al ritocco della melodia. Nel 2018 è stato il turno di Jérôme Boateng, con il comico inglese Jack Whitehall. Sì, Germania e musica vanno di pari passo.

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