Paulinho, la scommessa di Bosz e del Leverkusen

Paulinho leverkusen

Il Bayer Leverkusen bruciò la concorrenza addirittura ad aprile 2018, tre mesi prima dell’inizio della stagione successiva, per assicurarsi le prestazioni di Paulinho, brasiliano classe 2000. Considerato il diamante più pregiato della nuova generazione carioca, assieme a Vinicius Jr., per lui il Vasco Da Gama ha incassato una clausola rescissoria da 30 milioni.

Con addosso gli occhi di mezza Europa, molti sono rimasti sorpresi dalla scelta della giovane ala di accasarsi in Renania. Funambolo con un fisico forse più nei canoni dell’atletica leggera che in quelli del calcio, il suo approccio ad un campionato ad alto ritmo come quello tedesco non è stato, a dire il vero, indimenticabile. Poco più che adolescente, infatti, il brasiliano ha visto pochissimo il campo nella sua prima stagione in Bundesliga. Appena quindici presenze, tutte nei finali di partita, per un totale di soli 165 minuti in campo. L’unico gol segnato risale alla goleada (1-5) sul campo dell’AEK Larnaca in Europa League.

Quest’anno le cose non sembravano cambiate. In un modulo atipico come il 3-6-1 (poi virato verso un 3-4-3) di Peter Bosz, con uno stile di gioco particolare come quello imposto dal tecnico olandese, per Paulinho lo spazio pareva limitato e il suo ruolo in rosa incerto. Ancora tanta panchina, ancora l’etichetta di oggetto misterioso attaccata sulla fronte.

Prima che il mondo del calcio (e non solo) si fermasse, però, il nativo di Rio De Janeiro ha mandato il primo segnale importante su un palcoscenico di prestigio assoluto. Tra gennaio e febbraio, infatti, è stato tra i protagonisti dell’ottima cavalcata del Brasile Under-23 nei gironi di qualificazione al torneo olimpico di Tokyo 2020: tre gol e quattro assist in sette partite.

Una volta rientrato a pieno ritmo in gruppo, Bosz lo ha sorprendentemente schierato titolare nella partita contro l’Eintracht Francoforte. Alla prima presenza dall’inizio in campionato, lo score di Paulinho è stato decisamente soddisfacente: due gol e un assist per coronare quella che potrebbe essere ricordata come la partita della svolta per la sua carriera, vinta per 4-0 dalle aspirine.

Certo, la fortuna non gli ha strizzato l’occhio. Nella BayArena festante, infatti, pochi avrebbero immaginato di stare assistendo all’ultima partita dal vivo, almeno per un bel pezzo. Tra le milioni di vite sconvolte dal COVID-19, dunque, c’è anche quella di un ragazzino brasiliano che è – forse – riuscito finalmente ad esplodere, prima di dover congelare i suoi piani e quelli della sua squadra, quantomeno nel breve termine. Con la promessa implicita di farsi trovare altrettanto pronto quando ci sarà da allacciare di nuovo gli scarpini e scendere in campo.

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