Flop a Palermo, rilancio a Dresda: Makienok è tornato

Makienok

Gli appassionati di calcio sicuramente ricorderanno Simon Makienok, classe 1990, centravanti danese che, nella stagione 2014/15, venne portato in Italia dal Palermo di Maurizio Zamparini. Giunto in Sicilia sul finire del mese di agosto dal Brøndby, pagato circa 2,5 milioni di euro, avrebbe dovuto rinverdire, in rosanero, i fasti del bomber Luca Toni che, al Palermo, aveva segnato 51 gol tra Serie B e Serie A a cavallo tra il 2003 ed il 2005. Ma l’esperienza italiana non andò esattamente come Makienok avrebbe immaginato: di lui, in Italia, ci si ricorda soltanto per i tanti tatuaggi, per il sospetto che fosse un massone e per un carattere stravagante (eufemismo). Non propriamente per quanto fatto in campo.

Nel Palermo, infatti, Makienok giocò appena 52’ in Serie A, distribuiti addirittura in 4 presenze, contro Verona (4’), Lazio (14’), Empoli (32’) e Cesena (2’). Chiaramente, nessun gol e nessun assist all’attivo per un calciatore che, al termine di quella stagione, fu scaricato in prestito dapprima al Charlton Athletic e poi al Preston North End, compagini della Championship inglese.

Anche nella seconda serie inglese, però, Makienok non è riuscito ad imporsi ed a lasciare il segno. Tornato al Palermo nel 2017, per l’alto centravanti scandinavo è arrivato il tempo della separazione definitiva: cessione all’Utrecht per 1,5 milioni di euro e l’Eredivisie come rampa di lancio per una nuova carriera.

La prima stagione in Olanda, però, è stata contrassegnata da una grave rottura ai legamenti del ginocchio che, di fatto, ha messo Makienok fuori gioco per tutto l’anno. Tornato disponibile la stagione seguente, ha totalizzato 83’ in 3 gare di campionato salvo poi fermarsi nuovamente per tutto l’arco del campionato per un’altra operazione al ginocchio.

Una carriera, quella di Makienok, caratterizzata da tanti, troppi infortuni e davvero pochi minuti in campo. Finché, in questa stagione, tornato a disposizione nell’ottobre 2019, l’Utrecht ha deciso di privarsene, vendendolo alla Dynamo Dresda, compagine della 2. Bundesliga tedesca, per appena 100mila euro a gennaio. Un’occasione, per Makienok, per ripartire da zero. Ed una chance, per la squadra dell’ex DDR, di salvare un’annata fin qui fallimentare.

La compagine allenata da Maik Walpurgis, infatti, dopo il 12° posto del 2019, è crollata nel campionato in corso e, attualmente, occupa l’ultima posizione nella seconda serie tedesca, a -4 dal Bochum che, ora, sarebbe la prima squadra a salvarsi. Tutto è ancora possibile, naturalmente, per i gialloneri, anche grazie al loro tifo molto caldo, forse tra i più appassionati dell’intera Germania. Per non retrocedere in 3. Liga, però, serviranno anche i gol di Makienok.

Nei suoi primi passi a Dresda non tutto è andato meravigliosamente: la sua prima partita è durata 6 minuti, per un’espulsione dopo un fallo durissimo contro il Darmstadt. Poi danese è andato a segno in trasferta, contro lo Jahn Regensburg, in una partita molto importante per la Dynamo (28 febbraio), vinta 2-1 dai gialloneri ed è stato protagonista di un altro bel match la settimana seguente, quando, in casa, i ragazzi di Walpurgis hanno superato con lo stesso risultato l’Erzegebirge Aue. Sei punti in due partite, una boccata d’ossigeno vitale per una squadra che, ora più che mai, si aggrappa al suo uomo nuovo per tornare a respirare aria di salvezza.

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