Roland Sallai, dalla Sicilia ai goal al Friburgo

Roland Sallai

Negli ultimi anni il Palermo di Maurizio Zamparini ha portato in Italia tanti calciatori che, da sconosciuti, si sono rivelati talenti veri se non addirittura dei crack a livello mondiale. Dal 2008 al 2011, per esempio, l’allora direttore sportivo Walter Sabatini era riuscito a portare in Sicilia gente del calibro di Simon Kjaer, Kamil Glik, Fabio Liverani, Abel Hernández, Jošip Iličić e Javier Pastore. L’opera di ‘scouting’ della società siciliana è continuata negli anni seguenti, con la scoperta di Paulo Dybala e Edinson Cavani, tanto per fare due nomi. Nell’estate 2016 il Palermo provò a saccheggiare il mercato ungherese pescando due giocatori: uno era Norbert Balogh, classe 1996, prelevato dal Debrecen; l’altro era Roland Sallai, classe 1997, preso dalla Puskas Academy.

Su Sallai, trequartista di ruolo ma adattabile anche come esterno offensivo, le speranze della compagine rosanero, all’epoca allenata da Davide Ballardini, erano davvero tante ma, un po’ per via della giovane età del calciatore, un po’ per la stagione drammatica vissuta dal Palermo (19° posto finale, retrocessione in Serie B e altri 4 allenatori fino al termine del campionato…), non è riuscito ad imporsi nel nostro campionato.

In quell’annata italiana, infatti, Sallai, che era stato preso in prestito con diritto di riscatto per un totale di 3 milioni di euro, collezionò appena 1.081 minuti sul terreno di gioco, diluiti in 22 presenze tra Serie A e Coppa Italia (49’ di media per partita) ed appena una rete, realizzata il 19 marzo 2017 in occasione di Udinese-Palermo 4-1, quella dell’illusorio vantaggio ospite. Uno ‘score’ che, malgrado gli ampi margini di miglioramento del ragazzo, non fu sufficiente ai fini del riscatto.

Tornato in Ungheria per un breve periodo, Sallai ha poi proseguito la sua carriera, triste per aver fallito la grande opportunità italiana, nelle fila dell’APOEL Nicosia, squadra cipriota, nelle cui fila, con 9 gol, 5 assist e 6 presenze nel girone di Champions League, ha cominciato a far vedere di che pasta fosse fatto. Ecco, allora, che, nell’estate successiva, anno di grazia 2018, per Sallai si è riproposta la grande occasione.

Niente Italia, questa volta, per Roland, il nipote di Sandor Sallai, difensore della Nazionale Ungherese ai Mondiali 1982 e 1986, bensì la Germania e la Foresta Nera: il Friburgo di Christian Streich, da sempre molto attento ai calciatori Under 21, con un investimento di appena 2 milioni di euro se l’è portato a casa. E, a conti fatti, la scommessa sta cominciando a pagare i suoi dividendi: nella prima stagione con la maglia rossonera, Sallai aveva iniziato bene, con due gol contro Wolfsburg e Mainz fino a novembre, salvo poi accusare un problema agli adduttori che lo ha messo fuori causa per lungo tempo.

Tornato pienamente disponibile, poi, nell’attuale stagione, Streich, che sta lavorando su Roland Sallai nel tentativo di plasmarlo e farlo diventare un calciatore sempre più adatto ai più alti palcoscenici, gli sta dando maggiore fiducia ed il ragazzo lo sta ripagando con impegno, duttilità, spirito di sacrificio ed anche gol, come l’ultimo realizzato contro l’Union Berlino. Sallai sta reagendo ad inizio di carriera non propriamente brillante e, a quasi 23 anni, sembra davvero pronto, adesso, per spiccare il volo.

“È veloce, ha grandi abilità calcisticheha detto di recente Streich su Sallai in un’intervista a ‘Kicker’ – anche se a volte perde la concentrazione a gara in corso. Ma è totalmente migliorato”, ha concluso il suo allenatore. Se non è un’investitura per un maggior utilizzo nell’undici titolare nel prossimo futuro, poco ci manca.

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