Come stanno andando Stoccarda e Amburgo in Zweite

Amburgo Zweite

L’edizione 2019/20 sta già facendo registrare numeri da record per la storia della Zweite Liga. Il motivo è duplice: la presenza di due nobili decadute che hanno un palmarès che, francamente, con la seconda serie c’entra poco. Parliamo ovviamente di Amburgo e Stoccarda, che hanno portato in Zweite il loro blasone, 11 campionati, 6 DFB-Pokal, una champions e molto altro. Eppure, dopo 25 giornate, nessuna delle due squadre occupa la prima posizione in classifica: entrambe sono finite dietro l’Arminia Bielefeld, che domina il campionato a 51 punti, mentre gli schwaben sono a 45 e l’Amburgo insegue a 44, al terzo posto, quello valido per lo spareggio contro la terzultima della Bundesliga. Nessuna delle due, per ora, è riuscita a trovare continuità di risultati, cosa comunque molto difficile in un campionato come la serie cadetta tedesca.

Stoccarda, le solite incertezze

Lo Stoccarda in particolare ha vissuto la stagione più travagliata. L’inattesa retrocessione dell’anno scorso dopo la sconfitta allo spareggio con l’Union Berlino ha causato grossi scossoni nella tifoseria, nella squadra e in dirigenza. Attualmente il presidente è l’ex centrocampista Hitzlsperger, eletto negli scorsi mesi. La parte sportiva, affidata all’ex capo scout del Dortmund Mislintat, sta faticando a trovare un indirizzo chiaro. A testimoniarlo c’è il cambio di allenatore avvenuto a gennaio, quando Tim Walter, ex tecnico di Holstein Kiel e giovanili del Bayern, è stato rimpiazzato da Pellegrino Matarazzo, ex assistente di Nagelsmann all’Hoffenheim, al primo vero incarico da capo allenatore a livello professionistico.

Walter ha pagato un pessimo rendimento in autunno, con sole 3 partite vinte su 10 da ottobre a dicembre e alcune sconfitte umilianti, tra quella interna contro il Wehen e soprattutto il 6-2 subito ad Amburgo. Matarazzo, 42 anni, di chiare origini italiane ma nato e cresciuto negli Stati Uniti, ha risistemato le cose conquistando 14 punti nelle 7 gare disputate fin qui nel 2020, riuscendo anche a sopravanzare l’Amburgo di un solo punto, ma senza riuscire a staccare l’Heidenheim, quarto a 41 e mina vagante per la zona promozione.

Una delle grandi difficoltà dello Stoccarda è stata la gestione degli uomini. Raramente ci sono state idee chiare su come mettere in campo la squadra, sulla gestione di un nome ingombrante come quello di Mario Gomez, che nel 2020 con Matarazzo ha segnato 4 dei suoi 6 goal. L’idea, comunque, sembra quella di non farlo mai giocare tre partite in fila per questioni fisiche. Eppure la sua presenza in campo a volte pare indispensabile. A 6 goal, comunque, ci sono anche Nico Gonzalez (nazionale argentino), Didavi e Al Ghaddioui. Male, per ora, Philipp Klement, trequartista che l’anno scorso volava con il Paderborn. La poca chiarezza tattica e il calcio non propriamente super-propositivo hanno un po’ condizionato. In ogni caso, lo Stoccarda non è poi così lontano dalla seconda risalita immediata. Manca solo continuità.

Amburgo, la Zweite è una maledizione

Nonostante tutto, lo Stoccarda in Zweite sta riuscendo a stare davanti all’Amburgo, che ormai vede la Zweite come una maledizione. Ci è arrivato per la prima volta nella scorsa stagione e quest’anno le cose non sembrano andare meglio. Alterna momenti di incredibile gloria, come la vittoria per 6-2 di ottobre proprio contro lo Stoccarda, a momenti di profonda crisi, come quello tra novembre e dicembre con una sola vittoria. Dati che stupiscono, soprattutto perché in panchina l’HSV si concede il lusso di avere Dieter Hecking, uno che ha a curriculum oltre 400 partite in Bundesliga. E che, va detto, fino a inizio febbraio non era mai uscito dalle prime due posizioni, dopo esserci entrato ad agosto.

Il turning point è una sconfitta che probabilmente ad Amburgo si ricorderanno per un po’: quella in casa contro il St. Pauli nel derby. Uno 0-2 che brucia, anche perché è lo stesso risultato dell’andata: mai nella storia i Kiezkicker erano riusciti a vincere due volte la stracittadina nello stesso anno. L’anno scorso tra l’altro l’Amburgo, nella prima volta al Millerntor in Zweite, aveva vinto con un netto 0-4 che aveva rappresentato l’inizio della fine, il declino fino a perdere una promozione che sembrava scontata,  regalata a Paderborn e Union.

Quest’anno i Rothosen hanno costruito una squadra più adatta alla categoria, con molti giocatori esperti, magari non di grido, ma che conoscono il campionato: Heuer Fernandes in porta, Leibold in difesa, Kinsombi e Dudziak a centrocampo, Kittel e Hinterseer in attacco (20 goal in due). Hanno trovato un faro come Adrian Fein, talento del Bayern (di cui vi abbiamo già parlato), certezze in difesa e in avanti. Eppure vivono nel costante limbo tra dominare le partite e fallirle miseramente. Ragion per cui la promozione è a serio rischio e un altro crollo emotivo stile 2019, in un ambiente comunque difficile, sembra dietro l’angolo.

Rispondi