Schalke 04, la complicata missione di Christian Gross

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Christian Gross, 66enne tecnico svizzero è diventato il nuovo allenatore dello Schalke 04 lo scorso natale. Si tratta il quarto manager della stagione del club di Gelsenkirchen dopo David Wagner, il fallimento Manuel Baum e il brevissimo “interregno” di Huub Stevens. Ecco chi è Gross, il cui contratto scade nel giugno 2021, e cosa sta affrontando.

Uomo d’esperienza – Classe 1954 Gross, dopo aver avuto una buona carriera come centrocampista in Svizzera, con una breve stagione, la 1980-1981, in Bundesliga al Bochum, ha iniziato ad allenare nel 1988. Ha guidato lo Zurigo e il Grasshoppers, con cui ha vinto due campionati elvetici, prima di aprire a partire dal 1999 un ciclo decennale con il Basilea, condotta a quattro titoli nazionali e altrettante Coppe di Svizzera. In mezzo due esperienze all’estero con il Tottenham, tra il 1997 e il 1998 e lo Stoccarda tra il 2009 e il 2010. Nell’ultimo decennio, a parte un anno allo Young Boys, ha allenato in Egitto e in Arabia Saudita, dove si è seduto per ultimo sulla panchina dell’Al-Ahli. Quella del club saudita sarebbe dovuta anche essere l’ultima tappa della carriera da allenatore di Gross, che a maggio 2020 aveva annunciato il ritiro, lasciando aperto uno spiraglio. “Mai dire mai” aveva dichiarato ai giornalisti.

Uno specialista “low cost” in salvezze – La dirigenza dello Schalke l’ha scelto per quanto Gross aveva già fatto vedere nella veste di “Feuerwehrmann”, di “pompiere” in due occasioni. Con il Tottenham, dove subentrato nel novembre 1997 a Gerry Francis aveva ottenuto la salvezza con gli Spurs, che in squadra avevano giocatori come David Ginola, Nicola Berti e soprattutto Jürgen Klinsmann, e con lo Stoccarda. Come a Londra con gli “Schwaben” Gross era arrivato “in corsa”, a dicembre 2009, prendendo il posto di Markus Babbel e aveva condotto i biancorossi dalla zona retrocessione a un sesto posto, con conseguente qualificazione all’Europa League. Salvo poi essere cacciato all’inizio della stagione successiva. In quel periodo allo Stoccarda il direttore sportivo era Jochen Schneider, attualmente ds dello Schalke. A far propendere per lo svizzero e non per altre soluzioni (si era parlato dell’ex Lipsia Zorniger) è la possibilità di offrire a Gross un contratto non troppo oneroso per le casse già disastrate dei “Knappen”, che al momento pagano due tecnici: Wagner e Baum. Si parla infatti di un salario base contenuto con un ingente premio per la salvezza.

L’allenatore è il problema? – L’esonero di Baum, la parentesi di Stevens e l’ingaggio di Gross hanno fatto storcere il naso a molti, tifosi e addetti ai lavori. Perché appare evidente come la guida tecnica sia solo uno dei problemi dello Schalke (qui ne avevamo spiegati un po’), che non vince in campionato dal 17 gennaio e che è ultimo in classifica con sei punti in 13 partite. La rosa dei “Knappen”, pur avendo buone individualità, ha dei limiti, acuiti dagli infortuni e lo spogliatoio biancoblù è stato dipinto come una polveriera, come dimostrano gli episodi che hanno visto protagonisti Bentaleb, Vedad Ibišević e Amine Harit, messi provvisoriamente fuori rosa nel corso dell’anno. In più di un’occasione si sono viste le difficoltà a livello mentale dello Schalke, sia nell’approccio alla partita che nella sua gestione. Senza dimenticare la situazione societaria precaria con un club che a fine 2020 potrebbe avere 250 milioni di euro di debiti e la cui dirigenza è ormai contestata apertamente dai tifosi per le sue scelte, in campo e fuori.

Un contesto difficile, quello dello Schalke, in cui Christian Gross è partito con il piede giusto vincendo contro l’Hoffenheim e facendo tornare sorriso e fiducia. Ma anche con feroci critiche: a fine febbraio alcuni giocatori ne avrebbero chiesto il licenziamento. Secondo la ‘Bild’, in particolare, Mustafi, Kolasinac e Huntelaar ne hanno criticato le conoscenze tattiche, i metodi di allenamento, ritenuti antiquati, e il comportamento: sembra che il tecnico abbia in più di un’occasione sbagliato i nomi dei giocatori.

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