L’osservato speciale: Neuhaus, tra Gladbach e Europei

Neuhaus

Dopo 22 giornate di Bundesliga, il Borussia Mönchengladbach può tranquillamente definirsi la vera sorpresa. La squadra di Marco Rose, con una partita in meno, è a -4 dal Bayern Monaco capolista. Potenzialmente, quindi, a -1. Certo, non ci dovrebbe essere particolare stupore se pensiamo che fino a dicembre i Fohlen erano in testa alla classifica. Eppure ammettere che questo Gladbach sia lo stesso di dicembre sarebbe una bugia. E al cambiamento ha partecipato in maniera decisiva Florian Neuhaus, la più grande differenza tra il Borussia del 2019 e quello del 2020. Non tanto per una questione di spazio, ma di ruolo e prestazioni.

Il classe 1997 ha giocato la prima parte della stagione nel 4-3-1-2 da interno del centrocampo a tre o a volte anche da trequartista, con compiti prevalentemente offensivi. Una scelta logica, visto il rendimento straordinario dell’anno precedente proprio da ‘terzo’ a sinistra di centrocampo sotto la gestione di Dieter Hecking. Letture da campione, classe ed eleganza nella conduzione del pallone, grande senso dell’ultimo passaggio. In più, doti difensive – per così dire – ben nascoste. Fatturato totale: 4 goal e 10 assist, dopo aver giocato da professionista soltanto una stagione in Zweite in maniera stabile.

La nuova guida tecnica gli ha chiesto un’evoluzione, spesso e volentieri sacrificandolo: ha giocato da titolare 12 volte nelle prime 19 giornate. Colpa anche di una condizione fisica non eccezionale causa Euro Under 21, ma soprattutto un’evoluzione tattica che ha provato a imporgli Marco Rose.

L’ex allenatore del Salisburgo ne ha raccolto i risultati nelle ultime due giornate. Neuhaus ha arretrato il suo raggio d’azione, fino ad arrivare a fare da spalla a Denis Zakaria in quello che è a tutti gli effetti un centrocampo più a due che a tre. Ovviamente ha mantenuto, rispetto al compagno, il permesso di svariare, ma Rose ora sfrutta meglio la sua tecnica per la distribuzione del pallone e la prima impostazione, dando più qualità al gioco in mezzo al campo. Ci ha aggiunto anche quella sostanza che gli era mancata nel girone d’andata e anche lo scorso anno, quando c’era spesso Tobi Strobl a coprirgli le spalle.

L’iniezione di fiducia decisiva è stata probabilmente la splendida rete da centrocampo contro il Mainz. Da lì, 180 minuti al limite della perfezione contro Lipsia e Fortuna Düsseldorf. Giocando più in zona centrale, con le spalle coperte da Zakaria. L’evoluzione da 4-3-1-2 a una sorta di 3-4-3 (anche se le posizioni nel calcio di Rose sono molto liquide) lo ha reso un giocatore ‘nuovo’, forse meno appariscente ma complessivamente migliore. Tanto che il suo inizio del 2020 ha fatto anche suggerire un’eventuale convocazione per l’Europeo di quest’estate.

“Se fossi l’allenatore, lo chiamerei 100 volte. Spero che vada all’Europeo”

Marcus Thuram

Più che Marcus Thuram, però, ci sarà da convincere Joachim Löw, che a centrocampo conta già su Gündogan, Kimmich e Kroos come trio titolare, più altri nomi pesanti come Goretzka o Can come alternative. Neuhaus dal canto suo aspetta paziente una chiamata, sapendo di star mostrando sul campo la miglior versione di sé stesso. In quello che i tedeschi chiamano ‘ruolo del 6’, rifacendosi alla vecchia numerazione sulle maglie. Dopo aver concluso in estate il ciclo con l’Under 21, è arrivato il momento di fare il salto di qualità. Lo ha fatto a livello di club, ora spera di farlo anche con la Mannschaft.

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