Cosa aspettarci dal Lipsia in Champions League

Lipsia Champions

Per la prima volta nella sua giovane storia, il Lipsia è approdato agli ottavi di finale di Champions League. Nella sua undicesima stagione di vita, la quarta in Bundesliga, alla sua seconda apparizione nella massima competizione europea. Insomma, un record di precocità che soltanto un club con risorse economiche importanti alle spalle poteva raggiungere. Non è però soltanto questione di avere i soldi, ma anche di utilizzarli nella giusta maniera. E a Lipsia ci riescono benissimo. Tanto che ora la squadra di Nagelsmann punta ad entrare tra i migliori 8 club d’Europa. Anche se prima dovrà battere il Tottenham, finalista lo scorso anno.

Se gli inglesi sono una squadra ormai nota, i tedeschi lo sono decisamente meno. Ed è per questo che la domanda intorno al Lipsia in Champions League è tanto semplice quanto di difficile risposta: cosa ci dobbiamo aspettare dai ‘Roten Bullen’? Passare la fase a gironi era un obiettivo chiaramente alla portata, visto che il sorteggio li ha inseriti in un girone equilibratissimo con Benfica, Zenit e Lione. Con il percorso in campionato e in DFB-Pokal dell’anno scorso, la squadra aveva già dimostrato di poter battere le squadre alla sua altezza. La vera sfida è provare a fare il salto di qualità contro gli Spurs.

I cambi in panchina, il cambio di guida tecnica e le molte defezioni di quest’anno hanno ‘declassato’ il club londinese da favorito a club alla portata del Lipsia. Difficilmente l’anno scorso saremmo stati in grado di pensare a un’eventuale vittoria dei tedeschi, cosa che invece quest’anno possiamo prendere in considerazione. Specie se dovessero giocare con la fiducia messa in campo nella fase a gironi – che ha portato anche a goal come quello di Marcel Sabitzer contro lo Zenit.

Insomma, l’aspettativa di vedere il Lipsia nei quarti di finale non è totalmente campata per aria, anche se sarebbe realisticamente il massimo obiettivo (salvo upset e imprevedibili sorteggi fortunati). Anche perché né Nagelsmann né i suoi giocatori hanno esperienza di scontri diretti. Soltanto Schick, Nkunku e Kampl hanno giocato delle partite di Champions League dopo la fase a gironi nella loro carriera.

Ciò che compensa questa mancanza di esperienza è la mentalità che in generale contraddistingue il Lipsia in campo, senza quel classico ‘timore reverenziale’ che può penalizzare le squadre più giovani. Insomma, la sfacciataggine sarà senza dubbio un fattore. A partire da quella dell’allenatore, fino a quella dei giocatori. Un punto chiave nel percorso potrebbe essere anche il fatto di essere usciti per la prima volta dall’Allianz Arena senza una sconfitta ma con uno 0-0. Anche all’andata con il Bayern era finita in parità. Pareggi che ora permettono alla squadra di essere soltanto a -2 in classifica dalla capolista e non a -8 come poteva essere in caso di sconfitte.

La rapidissima crescita del Lipsia passa infatti anche, se non soprattutto, dalle sfide contro le potenze europee. Cosa che forse il Tottenham non è, specialmente quest’anno. Valutare i 180 minuti contro gli Spurs renderà un primo quadro su quali dovranno essere i miglioramenti e quali saranno raggiunti. Se poi arriverà ai quarti, sarà un altro passo avanti. L’ennesimo di una squadra sempre più in ascesa, che non vede l’ora di stabilirsi tra i top club.

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