Dortmund contro Tuchel: tra dissapori e ‘vendetta’

Tuchel Dortmund

Quando l’urna di Nyon ha accoppiato Borussia Dortmund e Paris Saint-Germain per gli ottavi di finale di Champions League, il pensiero di tutti è subito andato a Thomas Tuchel. Il rapporto tra l’allenatore bavarese e il BVB è durato tra alti e bassi due anni, dal 2015 al 2017, lasciando al termine dell’esperienza un ricordo più amaro che dolce da entrambe le parti.

Arrivato nell’estate del 2015 per sostituire Jürgen Klopp, raggiunge il secondo posto alle spalle del Bayern il primo anno e il terzo posto dietro anche al Lipsia la stagione successiva. I punti in comune con l’attuale allenatore del Liverpool sono parecchi: iniziano la carriera da capo allenatore al Mainz, dove restano per molte stagioni (sette anni e mezzo Klopp, cinque Tuchel) e ottengono ottimi risultati; entrambi passano poi tramite il Dortmund per poi finire all’estero.

Ma le somiglianze finiscono qui e la differenza che più conta in questo caso è il rapporto con l’ambiente giallo-nero. Certo le due vittorie del Meisterschale aiutano decisamente Klopp nel confronto, ma c’è tanto di più oltre ai risultati (dai nostri lettori è stato votato come miglior allenatore della decade 2010/2019). Tuchel non è riuscito a entrare nel cuore dei tifosi né tantomeno in quello dei dirigenti e dei calciatori. Le cause sono dovute al poco carisma dimostrato in un ambiente così caldo e alla poca empatia con i giocatori, ma anche ad un fatto ben preciso.

“Con Tuchel abbiamo lavorato bene insieme per due anni, poi alla fine è stato più diffiicile. Sicuramente non saremo grandi amici nemmeno nella vita”

Aki Watzke, CEO del Borussia Dortmund

Si tratta del giorno più drammatico della storia recente del BVB, l’11 aprile 2017, gara di andata del quarto di finale di Champions League contro il Monaco. Quello che succede in quell’assurdo viaggio del pullman della squadra verso il Westfalenstadion è cosa nota: lo scoppio della bomba, i giocatori sotto shock, Bartra ferito, la partita rinviata con polemiche alla sera successiva.

Come raccontato dal giornalista tedesco Pit Gottschalk nel libro ‘Kabinengeflüster’ (che si potrebbe tradurre con “Spifferi di spogliatoio”) il punto di non ritorno in un rapporto già non idilliaco tra l’allenatore, Watzke e lo spogliatoio si concretizza la mattina seguente, nella riunione pre-match. I giocatori sono ancora scossi, alcuni addirittura in lacrime. Gottschalk racconta che Tuchel, peraltro già sotto pressione vista la pesante sconfitta per 4-1 pochi giorni prima contro il Bayern, a un certo punto sbotta, affermando ad alta voce una frase pesantissima.

Come posso battere il Bayern Monaco con questo branco di femminucce?”.

La partita quella sera finirà 3-2 per i francesi, compromettendo il passaggio del turno dei tedeschi. Nonostante qualche settimana dopo il BVB batterà proprio i bavaresi in DFB Pokal, andandola poi a vincere nella finale di Berlino ai danni dell’Eintracht, il 30 maggio il tecnico, si può dire inevitabilmente, si dimetterà. L’anno sabbatico che si prenderà la stagione successiva sembra proprio la conseguenza di quel finale di stagione, in particolare di quei due giorni di aprile.

Tuchel stasera tornerà al Westfalenstadion di Dortmund ed è difficile aspettarsi un’accoglienza amichevole. E i giocatori del Borussia di oggi presenti in quella riunione pre-match (Piszczek, Guerreiro, Götze e Reus, anche se almeno all’andata non ci sarà) avranno un motivo in più per battere il PSG.

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