Felix, Rani e gli altri: i fratelli delle star in Bundesliga

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La Bundesliga conferma come spesso i fratelli minori prendano esempio dai maggiori e vogliano seguirne le orme. Nel campionato tedesco ci sono casi conosciuti e altri meno, ma vediamo quali sono.

Florian Hübner, difensore classe 1991 dell’Union Berlin è il fratello minore di Benjamin, di due anni più grande e anche lui di ruolo difensore. Entrambi sono cresciuti nel Wehen Wiesbaden, squadra della loro città nella quale hanno anche giocato insieme fino alla Dritte 2010/2011. La stagione in corso è la seconda in cui i fratelli Hübner militano contemporaneamente nella massima serie. Benjamin in Bundesliga c’è ormai stabilmente dal 2015, quando ha debuttato come perno della difesa del neopromosso Ingolstadt. Poi dall’estate successiva la Rhein-Neckar Arena di Sinsheim è diventata la sua casa e la carriera è cresciuta di pari passo con le ambizioni dell’Hoffenheim targato Sap. Florian invece ha esordito in Bundes con l’Hannover nella stagione 2016/2017 prima della cessione all’Union, racimolando soltanto 9 presenze. La storica promozione con gli Eisernen è storia recente, così come l’inizio della sua seconda esperienza, avvenuto alla tredicesima giornata subentrando all’infortunato Schlotterbeck. Due ultime curiosità: il fratello maggiore Christopher, classe 1986, si è ritirato nel 2016 dopo una lunga militanza nel Wiesbaden; il padre Bruno, anche lui ex calciatore, dal 2011 è il Direttore Sportivo dell’Eintracht Francoforte. Insomma, una famiglia protagonista in Bundesliga.

Per Felix Kroos la differenza di carriera con il fratello maggiore Toni è decisamente più netta. Di un anno più giovane (è del 1991 mentre Toni è un classe 1990), Felix esordisce a diciannove anni in Bundesliga con il Werder Brema e dalla stagione 2013/2014 vi gioca con una certa regolarità ma senza l’esplosione che ci si attendeva. La ripartenza arriva grazie alla cessione all’Union nel gennaio 2016, con cui torna in Bundesliga la scorsa estate. Di Toni si sa quasi tutto. Cresciuto come Felix nell’Hansa Rostock viene acquistato dal Bayern Monaco ed esordisce in Bundesliga appena maggiorenne. Da lì in avanti è storia: vince tutto a livello di club con i bavaresi prima e con il Real Madrid dopo, diventa campione del Mondo nel 2014 con la Mannschaft, con la quale per ora ha segnato 17 reti in 96 presenze. Anche nella famiglia Kroos il calcio è una questione ereditaria: il padre Roland allena la squadra della città dove sono nati e cresciuti i figli, Greifswald, che milita in Oberliga Nord.

Un altro campione del Mondo è Mario Götze, protagonista a soli ventidue anni del gol vittoria nei tempi supplementari della finale Mondiale. La sua finora è stata una più che buona carriera, anche se soprattutto negli ultimi anni al di sotto delle enormi aspettative che c’erano su di lui a inizio carriera, esplose dopo il Brasile. Felix è più piccolo di sei anni (classe 1998). Cresciuto nel Bayern mentre Mario militava proprio nelle file dei bavaresi, non esordisce mai in Bundesliga fino al passaggio all’Augsburg nel 2018. Tra scelte tecniche e infortuni gioca meno di quanto ci si aspettasse, nessuna presenza nella stagione in corso e sei presenze lo scorso anno, quando però si è tolto la soddisfazione di segnare il suo primo gol, proprio contro l’ex club. Felix e Mario hanno anche un fratello maggiore, Fabian, capitano dell’Under19 del Borussia Dortmund di cui Mario era la stella.

Rani Khedira si sta costruendo una buona carriera. Centrocampista, cresce nello Stoccarda ed è tra i protagonisti della promozione dalla Zweite del nuovo Lipsia targato Red Bull, con cui esordisce in Bundesliga nella stagione 2016/2017. Dal 2017 è uno dei leader dell’Augsburg, in cui è titolare inamovibile anche grazie alla duttilità tattica che gli permette di poter essere schierato con buoni risultati anche da difensore centrale. Sami ha sette anni in più e anche lui è diventato campione del Mondo nel 2014 da protagonista (77 presenze e 7 reti con la Mannschaft, di cui uno nello storico 1 a 7 al Brasile). Come il fratello meno famoso cresce nello Stoccarda, dove si capiscono da subito le grandi doti da centrocampista moderno, completo. Il Real Madrid non se lo lascia sfuggire e lo ingaggia a soli ventitré anni; poi la Juventus dal 2015. Qualche infortunio di troppo ne ha ridotto spesso il minutaggio, ma resta una centrocampista di altissimo livello.

Rani e Sami Khedira. Fonte: Bundesliga

Thorgan Hazard, classe 1993, negli ultimi due anni sta riducendo il gap della popolarità rispetto al fratello maggiore Eden. Il Chelsea acquista entrambi nel luglio del 2012 dal campionato francese. Eden, già affermato al Lille, resta a Londra fino all’estate scorsa, quando passa al Real Madrid per una cifra intorno ai cento milioni di euro. Thorgan, arrivato dal Lens, viene mandato in prestito prima in Belgio e poi dal 2014 al Borussia Mönchengladbach, da cui verrà definitivamente acquistato la stagione successiva. Anche per lui il grande cambiamento avviene pochi mesi fa dopo due ottime stagioni al Gladbach, con il passaggio all’altro Borussia. C’è un terzo fratello molto meno famoso, Kylian. Classe 1995, ovviamente attaccante e ovviamente passato dalle giovanili del Chelsea, oggi gioca in patria al Cercle Bruges.

Johannes Eggestein è del 1998 e ha due anni in meno del fratello Maximilian. Il loro percorso è praticamente identico: introdotti alla passione per il calcio da papà Karl (ex giocatore e allenatore del TSV Havelse) i due fratelli di Hannover sono cresciuti nelle giovanili del Werder Brema e sono entrati presto in prima squadra. Certo Johannes al momento è ancora “il fratello di Maxi”, non solo per questioni anagrafiche. Maximilian infatti è già stato convocato in nazionale maggiore e resta uno dei centrocampisti tedeschi più interessanti in prospettiva, nonostante un inizio di stagione non esaltante (peraltro come per tutto il Werder). Johannes, esterno offensivo, è diventato il capitano della nuova Under21 di Stefan Kuntz e lavora per migliorare quella mancanza di continuità che ancora gli impedisce di essere protagonista a Brema insieme al fratello maggiore.

Si tratta in fondo di racconti di storie famigliari, famiglie che hanno fatto del calcio la loro missione. Magari con risultati anche molto diversi, ma sempre continuando a inseguire quel pallone come facevano da piccoli tra fratelli nel cortile di casa.

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