Le ali Chandler e Kostic fanno volare il nuovo Eintracht

Chandler Eintracht

Dopo l’ampia vittoria sull’Augsburg per 5-0, l’Eintracht Francoforte è in testa alla classifica del girone di ritorno insieme al Bayern, grazie a 10 punti raccolti in 4 partite. La società di Francoforte non aveva mai fatto meglio di così, senza considerare che nel frattempo è arrivato anche il passaggio del turno in DFB Pokal ai danni del Lipsia. La svolta ha la faccia di tre protagonisti: Adi Hütter, Filip Kostic e Timothy Chandler sono i volti del nuovo Eintracht.

Tutto nasce dal pessimo girone di andata, chiuso con soli 18 punti in piena zona retrocessione. Dopo un’annata come la 2018/2019, con la splendida cavalcata europea delle Adler, la sorpresa era ancora più negativa, anche perché c’era la convinzione che la rivoluzione estiva (di cui abbiamo parlato a settembre) richiedesse meno tempo per essere assimilata.

Hütter, il primo protagonista di questa storia, arriva al ritiro invernale con una panchina decisamente traballante, ma con le idee ben chiare. Imposta il lavoro tattico sul ritorno al 4-2-3-1, abbandonando quindi la difesa a tre che era un marchio di fabbrica. La squadra pare subito beneficiarne a partire dalla fase difensiva, grazie a due centrali adattati a terzini, Toure e N’Dicka, che garantiscono una maggiore stabilità. I numeri parlano chiaro: 29 gol subiti nelle diciassette gare dell’andata vogliono dire 1,70 in media a partita, i 2 subiti nelle quattro del ritorno significano 0,5 a partita. Un bel cambiamento.

Ma sono gli esterni alti del 4-2-3-1 a determinare la svolta. Per Filip Kostic, il secondo protagonista, un livello così alto in realtà è una conferma. Serbo classe 1992, giunge in Bundesliga dal Groningen nel 2014, acquistato dallo Stoccarda. Il rendimento, anche in termini di gol e assist, è buono sia nelle due stagioni con gli Svevi sia nelle successive due con l’Amburgo. Ma entrambe le esperienze terminano con dolorosissime retrocessioni. All’Eintracht invece non solo il rendimento è decisamente cresciuto, ma i risultati a livello di club sono stati ottimi e il suo contributo decisivo, come confermano i 4 gol e gli 8 assist raccolti finora. In tanti si chiedono quando le cosiddette grandi metteranno gli occhi sulla freccia serba: il suo cartellino vale 30 milioni di euro.

Il terzo protagonista è la sorpresa più clamorosa dell’inizio del 2020. Lo statunitense classe 1990 è nato e cresciuto anche calcisticamente proprio a Francoforte. Chandler è dunque quasi sempre rimasto con l’Eintracht, a parte una parentesi di quattro stagioni a Norimberga. Una serie di infortuni, una condizione fisica altalenante e l’esplosione di Danny Da Costa hanno fatto della scorsa stagione la peggiore della carriera, chiusa con una sola presenza. E l’inizio del campionato 20/2020 non sembrava molto più convincente, al di là di qualche gettone in più.

Con il cambio di modulo, però, Hütter ha deciso di affidarsi a lui per la posizione di esterno alto a destra. Un ruolo che Chandler all’Eintracht non ha mai ricoperto. I risultati sono sorprendenti, non solo per le prestazioni: 4 gol in quattro partite, dopo che nelle precedenti settantanove erano stati soltanto 2, sono numeri di primissimo livello. Soltanto l’inarrivabile Haaland ha fatto meglio. Chandler, leader dello spogliatoio anche grazie alla sua innata simpatia, ora è leader anche sul terreno di gioco. L’Eintracht vola quindi grazie alle sue due ali, la conferma e la sorpresa. Trattandosi di Adler (aquile) non poteva essere altrimenti.

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