Giovanni Reyna, il talento ‘born in USA’ del Dortmund

Gio Reyna

In un Borussia Dortmund che vanta due dei migliori millennials al mondo, Jadon Sancho ed Erling Haaland, va segnalata la presenza di un paio di altri ragazzi nati nel terzo millennio, entrambi da considerarsi in qualche modo parte attiva del gruppo in dote a Lucien Favre. Il primo è lo spagnolo Mateu Morey, terzino destro classe 2000 arrivato in estate dal Barcellona ma senza ancora gettoni in prima squadra, per quanto spesso e volentieri in panchina in gare di Bundesliga, che presenta peraltro solo 9 slot rispetto ai più ampi e comprensivi canoni, ad esempio, della Serie A. Chi invece ha già debuttato è il protagonista della nostra scheda odierna, il fantasista leva 2002 Giovanni Reyna, la nuova star del Dortmund.

Il giovane americano è balzato agli onori delle cronache calcistiche tedesche nei giorni scorsi per via del primo gol segnato nel calcio dei grandi. Ha infatti siglato la rete della speranza nell’Ottavo di DFB-Pokal giocato dal BVB a Brema, che ha visto l’estromissione dei gialloneri dalla coppa nazionale per mano del Werder. Il tutto caratterizzato peraltro da un’esecuzione molto bella a livello balistico: un tiro a giro andato a morire all’incrocio dei pali dopo un bellissimo dribbling ai danni di Klaassen, non proprio l’ultimo arrivato. E così Reyna ha fatto impazzire tutti i tifosi del Dortmund.

Questo gol potrebbe quindi aprire quindi nuove chance di impiego al baby talento a stelle e strisce, che nel 2020 ha già avuto modo essere impiegato in 4 spezzoni di gare di campionato, nonostante la sua squadra sia più che in corsa per la bellissima lotta al titolo che sta caratterizzando il campionato da diverse settimane. Va detto, ad onor del vero, che – salvo nella sfida con il Leverkusen, in cui ha giocato l’intero secondo tempo – le chance dategli dal tecnico svizzero sono state relative ad occasioni in cui il risultato non era granché in discussione, probabilmente anche per non esporre a particolare pressione un ragazzo che a novembre ha compiuto solo 17 anni. L’infortunio che terrà fuori Reus per almeno un mese, più l’acciacco di Brandt, riduce però all’osso le alternative dello stesso Favre, che al trio d’attacco titolare potrà sostanzialmente affiancare il solo Götze tra i calciatori che ad inizio stagione erano considerabili parte del team in pianta stabile. Lo statunitense potrà quindi rivelarsi una risorsa molto importante nel corso delle prossime settimane, andando così a velocizzare la formazione del ragazzo, che potrà compiere step di crescita importanti con grande velocità prossimamente.

Reyna è giunto a Dortmund quest’estate dall’Academy del New York City, club facente parte della galassia del Manchester City tramite la City Football Group, società istituita con l’obiettivo di supervisionare la creazione e lo sviluppo di una rete di club collegati tra di loro sotto il controllo di quello che è ormai uno dei club più influenti al mondo. Proprio la franchigia americana degli Sky Blues era stata sostanzialmente affidato al papà di Giovanni, Claudio, che in carriera si tolse moltissime soddisfazioni nelle vesti da calciatore, vestendo anche la fascia di capitano della Nazionale americana in occasione del Mondiale tedesco del 2006. Claudio, anch’egli figlio d’arte, di Miguel che ha giocato in Argentina, era un centrocampista dotato di una grande estro, con qualità tecniche sopra la media, che gli consentirono di sbarcare in Europa giovanissimo a suo tempo con la maglia del Bayer Leverkusen. Anche la madre, Danielle Egan, è stata una calciatrice di livello in giovanissima età, salvo poi ritirarsi giovanissima per seguire le peripezie del marito in vari Paesi.

Gio è soltanto il secondo figlio avuto dalla coppia, anche se purtroppo il fratello maggiore (Jack) morì a soli 13 anni nel 2014 per via di un cancro. Il ragazzo era una grande promessa del calcio ed è spesso parte dei pensieri quotidiani del piccolo di casa, che avrà trovato grande forza interiore nel suo breve percorso calcistico anche da questo evento. Importantissimo, ad ogni modo, è stato il suo impatto sulla nuova realtà, che lo ha portato ad assaggiare la prima squadra in via ufficiale dopo solo pochi mesi dall’approdo in Europa. Il talento, d’altra parte, era stato evidente sin dalla più giovane età, come dimostrano i grandi traguardi raggiunti da giovanissimo: nell’aprile del 2017, a soli 14 anni aveva aiutato la sua squadra a vincere la Coppa Adidas Generation, una competizione addirittura per gli U17 ed è stato persino nominato giocatore del torneo. L’anno stesso vinse anche il prestigioso Torneo delle Nazioni in Italia con la propria rappresentativo, segnando ben 4 reti e 4 assist.

“Solo un cieco potrebbe non vedere che Gio Reyna ha qualcosa di speciale”

Lucien Favre

Fantasista di grande qualità, ha nelle posizione preferita quella di esterno sinistro d’attacco, anche se può essere impiegato con buona efficacia anche in zolle più centrali, soprattutto in un 4-2-3-1. Rapido e sgusciante, è in grado di creare superiorità numerica per via della grande abilità nell’uno contro uno, nonostante debba acquisire potenza per fare la differenza in questo aspetto quando ha di fronte calciatori esperti. Amante del cambio di direzione, per via della grande capacità di utilizzare entrambi i piedi riesce a risultare particolarmente imprevedibile per gli avversari. Dotato di notevoli capacità balistiche, è pericoloso nelle conclusioni dalla media-lunga distanza e soprattutto su calcio piazzato, specialità che gli ha reso possibile la realizzazione di varie reti. Gioca solitamente a sinistra per rientrare sul piede preferito, il destro, per liberarsi al tiro con maggior facilità. Una volta approdato nel calcio europeo sembra essere molto migliorato a livello di malizia e maturità a livello tattico, aspetto sicuramente che è necessario sviluppare in contesti di alto rango.

Nelle prossime settimane vedremo gli sviluppi relativi alle vicende di questo talento, per cui Favre ha già speso parole importanti nel corso delle scorse settimane, definendolo come: “Un ragazzo che ha un qualcosa di particolare”. Reyna non vede l’ora di dimostrarlo, al Dortmund e a tutto il calcio europeo.

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