Da Palermo alla Bundes: Quaison è la star del Mainz

Quaison

Se c’è un aspetto sul quale si è contraddistinto in positivo il Palermo di Zamparini è la capacità che i rosanero dimostravano ogni anno di investire su giovani sconosciuti o quasi che di lì a poco sarebbero diventati vere e proprie stelle. I casi più eclatanti sono Paulo Dybala, Edinson Cavani o Javier Pastore, ma l’elenco potrebbe essere ben più lungo. Robin Quaison, nato nel 1993 in Svezia da papà ghanese e mamma svedese, è un esempio del modus operandi della società siciliana di quel periodo. Arriva a Palermo nell’estate del 2014 dall’Aik a vent’anni (ne avrebbe compiuti ventuno a ottobre) e il nuovo Direttore Sportivo Franco Ceravolo lo inserisce in un reparto offensivo di alto livello accanto ai più quotati Abel Hernandez, Franco Vazquez e ai giovani Paulo Dybala e Andrea Belotti.

Quaison come previsto all’inizio ha bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi in una realtà così diversa da quella di provenienza. Ma l’11 gennaio 2015 allo stadio Artemio Franchi di Firenze sembra possa essere la svolta della sua giovane carriera: Iachini lo inserisce al 52° al posto di Maresca per provare la rimonta (i rosanero erano sotto 2-0) segna una doppietta in due minuti, al 59′ e al 61′ (vale la pena rivedere gli highlights…). Finirà 4-3 per i viola, ma i segnali per l’attaccante sono incoraggianti.

Gli Europei Under21 in Repubblica Ceca l’estate di quello stesso anno sembrano essere un’ulteriore conferma della forza del ragazzo. È infatti tra i protagonisti dell’inaspettata vittoria della Svezia (la prima nella storia degli scandinavi), segnando in semifinale contro la Danimarca e giocando bene nella finale contro il Portogallo vinta ai rigori. C’è da aggiungere che il suo rapporto con la Nazionale, anche quella maggiore, ha continuato ad essere molto positivo negli anni: 7 reti in 15 presenze rappresentano un ottimo bottino.

A Palermo però dopo la prima stagione di ambientamento le cose non sono andate appieno come sperato e come il primo anno faceva presagire. Gioca tanto, 47 presenze in Serie A in una stagione e mezza, ma segna davvero poco, 5 gol in tutto.

È vero che per caratteristiche si tratta di una seconda punta di movimento, che rende meglio con accanto una punta di peso, ma anche il primo anno e mezzo a Mainz il numero di reti è stato troppo basso per un giocatore che di ruolo fa l’attaccante.

La svolta avviene nella scorsa stagione di Bundesliga, quando nel 4-3-1-2 di Sandro Schwarz compone un trio molto ben assortito con Jean-Paul Boetius trequartista e Jean-Philippe Mateta punta di peso. Quaison si muove bene intorno a Mateta, spaziando con Boetius su tutto il fronte d’attacco. Inoltre incide in zona gol in modo molto più efficace rispetto alle annate precedenti, chiudendo con 9 reti (7 in Bundesliga e 2 in DFB Pokal) e 4 assist (3 in Bundesliga e 1 in DFB Pokal).

Quest’anno a livello personale sta andando ancora meglio: gli 11 goal segnati ad oggi significano già record in una stagione e siamo solo all’inizio del girone di ritorno.

Per il Mainz invece finora è stata una prima parte di Bundes complicata. Dopo il buon impatto del nuovo tecnico Achim Beierlorzer (9 punti nelle prime 5 della sua gestione) quattro sconfitte consecutive hanno riportato i Nullfünfer in piena zona retrocessione, confermando le difficoltà soprattutto in fase difensiva peraltro già venute a galla sotto la gestione Schwarz.

Restano però delle certezze, su cui l’ex tecnico del Colonia sa di doversi aggrappare: l’attacco e in particolare la coppia Mateta-Quaison. Perché il giovane ragazzo visto a Palermo è diventato grande e ora da promessa si è finalmente trasformato in certezza. E la tripletta decisiva di Berlino contro l’Hertha, la seconda stagionale dopo quella firmata contro il Werder Brema a  dicembre, ne è l’ennesima conferma: Quaison vuole salvare il Mainz. E ha tutto per riuscirci.

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