🎥 VIDEO – Il super gol di Emre Can

Emre Can gol

Sta diventando un’abitudine quella di segnare all’esordio per i giocatori del Borussia Dortmund. Dopo il sensazionale atterraggio di Erling HÃ¥land a suon di gol, anche Emre Can ha voluto dire la sua alla prima apparizione con la divisa giallonera. Dopo il goal alla Ronaldinho di Gio Reyna in DFB Pokal, il centrocampista tedesco appena arrivato dalla Juventus ne ha messo a segno uno davvero incredibile.

Dopo i pochi minuti di match ottenuti in settimana, Lucien Favre ha deciso di lanciare Emre Can da titolare al fianco di Axel Witsel nel centrocampo del Borussia Dormtund e l’ex Juve ha deciso di premiarlo con un goal meraviglioso. Scavando nella nostra memoria non ne abbiamo trovato uno che possa somigliarli, quindi ve lo lasciamo guardare senza troppi giri di parole.

Ecco il meraviglioso gol di Emre Can.

https://twitter.com/BorussenEdits/status/1226205440943558658

Da Palermo alla Bundes: Quaison è la star del Mainz

Quaison

Se c’è un aspetto sul quale si è contraddistinto in positivo il Palermo di Zamparini è la capacità che i rosanero dimostravano ogni anno di investire su giovani sconosciuti o quasi che di lì a poco sarebbero diventati vere e proprie stelle. I casi più eclatanti sono Paulo Dybala, Edinson Cavani o Javier Pastore, ma l’elenco potrebbe essere ben più lungo. Robin Quaison, nato nel 1993 in Svezia da papà ghanese e mamma svedese, è un esempio del modus operandi della società siciliana di quel periodo. Arriva a Palermo nell’estate del 2014 dall’Aik a vent’anni (ne avrebbe compiuti ventuno a ottobre) e il nuovo Direttore Sportivo Franco Ceravolo lo inserisce in un reparto offensivo di alto livello accanto ai più quotati Abel Hernandez, Franco Vazquez e ai giovani Paulo Dybala e Andrea Belotti.

Quaison come previsto all’inizio ha bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi in una realtà così diversa da quella di provenienza. Ma l’11 gennaio 2015 allo stadio Artemio Franchi di Firenze sembra possa essere la svolta della sua giovane carriera: Iachini lo inserisce al 52° al posto di Maresca per provare la rimonta (i rosanero erano sotto 2-0) segna una doppietta in due minuti, al 59′ e al 61′ (vale la pena rivedere gli highlights…). Finirà 4-3 per i viola, ma i segnali per l’attaccante sono incoraggianti.

Gli Europei Under21 in Repubblica Ceca l’estate di quello stesso anno sembrano essere un’ulteriore conferma della forza del ragazzo. È infatti tra i protagonisti dell’inaspettata vittoria della Svezia (la prima nella storia degli scandinavi), segnando in semifinale contro la Danimarca e giocando bene nella finale contro il Portogallo vinta ai rigori. C’è da aggiungere che il suo rapporto con la Nazionale, anche quella maggiore, ha continuato ad essere molto positivo negli anni: 7 reti in 15 presenze rappresentano un ottimo bottino.

A Palermo però dopo la prima stagione di ambientamento le cose non sono andate appieno come sperato e come il primo anno faceva presagire. Gioca tanto, 47 presenze in Serie A in una stagione e mezza, ma segna davvero poco, 5 gol in tutto.

È vero che per caratteristiche si tratta di una seconda punta di movimento, che rende meglio con accanto una punta di peso, ma anche il primo anno e mezzo a Mainz il numero di reti è stato troppo basso per un giocatore che di ruolo fa l’attaccante.

La svolta avviene nella scorsa stagione di Bundesliga, quando nel 4-3-1-2 di Sandro Schwarz compone un trio molto ben assortito con Jean-Paul Boetius trequartista e Jean-Philippe Mateta punta di peso. Quaison si muove bene intorno a Mateta, spaziando con Boetius su tutto il fronte d’attacco. Inoltre incide in zona gol in modo molto più efficace rispetto alle annate precedenti, chiudendo con 9 reti (7 in Bundesliga e 2 in DFB Pokal) e 4 assist (3 in Bundesliga e 1 in DFB Pokal).

Quest’anno a livello personale sta andando ancora meglio: gli 11 goal segnati ad oggi significano già record in una stagione e siamo solo all’inizio del girone di ritorno.

Per il Mainz invece finora è stata una prima parte di Bundes complicata. Dopo il buon impatto del nuovo tecnico Achim Beierlorzer (9 punti nelle prime 5 della sua gestione) quattro sconfitte consecutive hanno riportato i Nullfünfer in piena zona retrocessione, confermando le difficoltà soprattutto in fase difensiva peraltro già venute a galla sotto la gestione Schwarz.

Restano però delle certezze, su cui l’ex tecnico del Colonia sa di doversi aggrappare: l’attacco e in particolare la coppia Mateta-Quaison. Perché il giovane ragazzo visto a Palermo è diventato grande e ora da promessa si è finalmente trasformato in certezza. E la tripletta decisiva di Berlino contro l’Hertha, la seconda stagionale dopo quella firmata contro il Werder Brema a  dicembre, ne è l’ennesima conferma: Quaison vuole salvare il Mainz. E ha tutto per riuscirci.

Kabak e la siringa: svelato il mistero dell’intervallo

kabak siringa

Negli ultimi giorni in Germania un’immagine curiosa e allo stesso tempo inusuale aveva scaturito grande curiosità. Durante la partita tra Schalke 04 ed Hertha Berlino, valida per gli ottavi di finale di DFB-Pokal, le telecamere della televisione avevano pescato una siringa tra le mani di Ozan Kabak.

Il turco aveva cominciato la sfida in panchina per turnover, lasciando spazio a Todibo e Nastasic dal 1′. All’intervallo però è entrato in campo per sostituire il francese, in grande difficoltà. Un cambio che ha sortito gli effetti sperati, visto che con l’ex Stoccarda in campo la squadra di Wagner ha ritrovato solidità e certezze.

Prima di entrare in campo, però, Kabak si è fatto portare dal compagno e amico Mercan una siringa e il suo smartphone. Poi si è iniettato qualcosa nella pancia, giusto qualche attimo prima di essere sostituito. Ovviamente le ipotesi sono state le più disparate…

E comunque no, non si tratta ovviamente di sostanze dopanti, bensì di insulina. Lo ha rivelato la ‘Bild‘, che ha spiegato che il turco è diabetico. Deve quindi fornire continuamente insulina al proprio corpo, misurandone le dosi tramite il proprio smartphone e un sensore che porta attaccato sul braccio, che gli indica lo zucchero nel sangue.

Una scena curiosa, più che altro per la sua unicità: raramente si vede un calciatore che in campo ha tra le mani una siringa. Kabak è stato probabilmente tra i primi.

Tre domande a Pietro Nicolodi – Speciale Bayern-Lipsia

Bayern-Lipsia

“Tre domande a Pietro Nicolodi” è una rubrica mensile di Bundesitalia.com: ogni mese parleremo con la voce del calcio tedesco in Italia. Tre domande e risposte-lampo sui temi del momento del calcio tedesco. Questa puntata è dedicata a Bayern-Lipsia, la sfida probabilmente più attesa di questa stagione di Bundesliga.

Che Bayern-Lipsia dobbiamo aspettarci all’Allianz Arena e quanto può spostare a livello di classifica?

Storicamente di partite equilibrate ce ne sono state poche. Quella di quest’anno è una partita importantissima. Sono dell’idea che se il Bayern dovesse vincere, non lo fermerà più nessuno. Poi può succedere di tutto, ma se batte il Lipsia e poi resta integro fa abbastanza paura. Müller sembra ringiovanito di 5 anni. L’unica che può avere le carte per fermarla sarebbe il Borussia Dortmund, ma è una squadra ingestibile. Se invece dovesse vincere il Lipsia, rientrerebbe in gioco tutto, anche il Gladbach se dovesse vincere il derby sarebbe lì. Mi aspetto un 4-4 più che uno 0-0, o un 4-5 come nella stagione 2016/17, quando Robben diede una dimostrazione di onnipotenza calcistica in una partita che non contava niente. Nella sfida nella sfida tra Lewandowski e Werner per la classifica cannonieri rimango con il polacco, anche perché la produzione offensiva del Bayern è estasiante.

Il precedente del 2017.

Il Bayern viene da un ottimo momento di forma: come credi approccerà la partita, sia a livello mentale che tattico?

Credo che vedremo un Bayern aggressivo, che carichi la partita come una finale, come quello che ha giocato contro il Dortmund l’anno scorso e non la versione degli ultimi 20 minuti contro l’Hoffenheim che ha rischiato di passare da 4-1 a 4-4. Comunque, quanto mi annoiavo a vedere il Bayern di Kovac, quanto è divertente quello di Flick. Recupero palla altissimo, anche se si aprono certe voragini… Gioca con quattro attaccanti, più un centrocampista offensivo, e ci metto anche Alphonso Davies, che non è assolutamente un difensore ed è un giocatore d’attacco fantastico. In più Alaba mi fa impazzire dalla prima volta che l’ho visto, giocava da centrale già con Guardiola in maniera fantastica. Lucas è stato pagato 80 milioni e potrebbe rimanere in panchina, ma il problema dei soldi è relativo al Bayern.

Cosa sta succedendo invece ai Roten Bullen e qual è lo step che deve rappresentare questo Bayern-Lipsia per Nagelsmann e i suoi giocatori?

Dal Lipsia mi aspetto una partita da grande squadra, e non magari non capendoci nulla come nelle precedenti trasferte. Mi aspetto un match buono sin dal primo tempo, perché tante volte quest’anno il Lipsia è arrivato di rimonta nel secondo tempo. Anche all’andata il primo tempo ha sofferto, prima di uscire nel secondo. Viene da un pessimo momento in questo inizio di 2020, non so cosa possa essere successo. Erano presi dall’entusiasmo, pensavo andassero avanti, invece si sono arenati. Contro il Gladbach nel 2-2 sono stati aiutati dalla fortuna. Anche contro l’Union riuscirono a girarla grazie a un gran goal di Timo Werner. Pensavo andassero anche meglio a livello di gioco. I giocatori alla Demme non mi fanno impazzire, ma è evidente che fosse molto importante anche per l’equilibrio della squadra.