L’osservato speciale: Kevin Volland, l’underdog

Kevin Volland

Da due stagioni Kevin Volland raggiunge la doppia cifra in termini di gol e, da quando Peter Bosz si è seduto sulla panchina del Bayer Leverkusen, anche di assist. Tuttavia, il suo nome non circola mai quando si parla di grandi club o di Mannschaft. E francamente è difficile spiegarselo.

Dopo esser sbarcato a Leverkusen nell’estate 2016 dall’Hoffenheim e dopo un’annata interlocutoria, Volland si è preso la maglia da titolare e da allora non ha fatto altro che migliorarsi. Arrivato come esterno di fascia destra o attaccante, nel corso della sua esperienza con le Aspirine ha imparato a destreggiarsi in ogni ruolo del fronte offensivo garantendo una duttilità con pochi eguali.

Con Herrlich prima e Bosz ora, l’attaccante tedesco ha imparato a condividere il peso dell’attacco con i tanti talenti presenti in rosa. L’esplosione di Havertz gli ha tolto la responsabilità di essere l’uomo più attenzionato dalle difese avversarie e lo ha costretto a dividere o creare gli spazi con le incursioni del giovane compagno reinventandosi anche come uomo assist. Le sue qualità in fase di rifinitura lo hanno portato ad essere il terzo attaccante come numero di assist nelle cinque principali leghe dietro a Slimani e ad un certo Luis Suarez.

Nonostante le prestazioni di grande sacrificio la sua prolificità non ha mai subito grandi cali, portandolo a segnare 35 reti in 84 partite, ma spesso e volentieri è stato ignorato dalle big e soprattutto da Joachim Löw. In un periodo in cui la Germania si è trovata orfana di Miroslav Klose – peraltro ammiratore della prima ora di Volland – e alla disperata ricerca di una prima punta, il giocatore del Leverkusen ha raccolto nella Mannschaft solamente dieci presenze, quasi tutte tra il 2015 ed il 2016 prima di sparire dai radar nazionali. L’esplosione di Timo Werner ha certamente contribuito alla minor considerazione di Volland, ma un giocatore così versatile avrebbe fatto comodo in diverse occasioni alla nazionale, anche e soprattutto come opzione dalla panchina.

In questa prima parte di stagione il tedesco ha già raccolto 7 gol e 7 assist, la doppia doppia non è lontana e sarebbe la seconda stagione consecutiva in cui raggiunge questo obiettivo. Non è e non sarà mai la punta da 30 gol a stagione, ma sono pochi i colleghi che possono vantare una tale duttilità e, solitamente, non hanno il suo fisico. Questo però non è bastato e non basta per renderlo appetibile di club più blasonati. Il futuro di Kevin Volland difficilmente differirà dal resto della sua carriera.

È sempre stato un underdog e probabilmente lo rimarrà sino a quando deciderà di smettere. Nessun grande club ha mai mostrato un reale interesse per le sue capacità, anche dopo le recenti evoluzioni, ma per una squadra come il Leverkusen lui resta un pezzo di fondamentale importanza in grado di abbinare quantità e qualità. Caratteristiche essenziali per chi è allenato da Peter Bosz.

Il tecnico olandese gli ha garantito fiducia, schierandolo titolare già 26 volte su 28 presenze stagionali. Il classe 1992 dovrà ripagarlo regalandogli una grande notte da ex contro il Borussia Dortmund di Haaland. Volland non reggerà magari il confronto con il super-talento norvegese, ma ha la possibilità e l’intenzione di fare male ai gialloneri, a cui ha già segnato 6 volte in carriera.

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