Jhon Cordoba, re di Colonia

Nella versione in spagnolo del sito di ‘Deutsche Welle‘, celebre emittente televisiva tedesca, un occhio di riguardo è sempre rivolto al Sud America, ed in particolare agli emigrati latini in Bundesliga. Tra il Super Bowl, Djokovic e Claudio Pizarro (potete concedervi una lacrima di commozione a leggere il suo nome), spunta il titolo di un articolo pubblicato ieri pomeriggio: “Jhon Cordoba: el colombiano que conquistò Colonia”, di abbastanza immediata traduzione.

Ma, esattamente, come ha potuto Cordoba conquistare Colonia? Lo stesso giocatore altalenante, considerato incompleto e poco freddo, capace di non segnare in oltre 900 minuti della sua prima stagione in Bundesliga, ora viene celebrato come un re, e definisce addirittura il RheinEnergieStadion come “casa mia”.

La metamorfosi di Jhon parte sicuramente da lontano: con l’Espanyol, a vent’anni, accumula 54 presenze, perlopiù fatte di spezzoni, e otto reti in Liga nel giro di due anni. Il talento si intravede, ma è nascosto sotto troppe prestazioni svogliate: il ragazzo si muove bene (il fisico è sin troppo reattivo ed atletico per essere distributo su un metro e novanta), vede la porta, ma spesso e volentieri si assenta e fatica ad incidere nelle partite. I numeri crescono leggermente, ma i problemi rimangono, anche nelle prime due stagioni in Bundesliga, in maglia Mainz. Il Colonia, nell’estate 2017, lo acquista con la convinzione di aver trovato una stella per il presente ed il futuro. Lui, dal canto suo, sembra destinato a rimpiazzare il partente Modeste, in campionato ed in Europa League.

La stagione, però, va a rotoli sin da subito: nonostante il cambio in panchina a fine anno, e la storica vittoria interna contro l’Arsenal (1-0), il Colonia non riesce a schiodarsi dal fondo della classifica e, con 22 sconfitte su 34 partite, è condannato alla retrocessione. Cordoba è letteralmente frullato in un periodo da incubo: un infortunio gli nega tutta la parte centrale della stagione, e anche quando torna a disposizione la forma fisica ideale rimane un lontano ricordo. Alla fine, i minuti in campo in Bundesliga saranno 952, senza mai andare in gol. Ne arriva uno in Europa, all’Emirates contro l’Arsenal, quasi da centrocampo.

Dopo un annus horribilis del genere tanto a livello individuale quanto a livello di squadra, l’idea più logica ed istintiva sarebbe fuggire, cambiare aria. Cordoba, però, è per certi versi un anti-eroe. Forse ispirato dal capitano Jonas Hector, che si auto-infligge il purgatorio della Zweite (nonostante gli occhi di mezza Europa addosso) pur di non abbandonare Colonia, Jhon rimane. La discesa nella categoria inferiore sembra far trovare a Cordoba delle sensazioni mai provate: si sblocca alla quinta giornata contro il Paderborn e da lì non si ferma più, chiudendo il campionato con 20 reti e 4 assist in 31 partite. Nonostante l’esonero, a tre giornate dalla fine, di Markus Anfang, il Colonia non esce mai dai primi tre posti e può festeggiare l’immediato ritorno nella massima serie.

In questa stagione, il nuovo Jhon sembrava sparito per fare spazio a quello impreciso, spesso timido e confusionario. Schiacciato dalla pressione e da una concorrenza di livello abbastanza alto (Modeste e Terodde non sono esattamente due nomi di secondo piano in Bundes, nonostante entrambi stiano avendo un rendimento disastroso), Cordoba non trova la porta nelle prime otto presenze, contribuendo all’avvio schock del Colonia, relegato di nuovo al diciassettesimo posto, tra i fantasmi già affrontati due stagioni fa.

A novembre, però, arriva la svolta, col primo gol in campionato contro l’Hoffenheim, prima di un nuovo cambio in panchina: Achim Beierlorzer ha lasciato il posto a Markus Gisdol, che ha da subito fornito grande fiducia all’attaccante colombiano. Quasi sempre titolare, il centravanti dell’Effzeh sembra essere rinato: come in Zweite, si trova sempre al posto giusto al momento giusto, sfruttando un mix di rapidità, fisicità e un pizzico di fortuna per arrivare sempre prima del diretto avversario. Sei gol nelle ultime otto, tutti segnati in casa: al RheinEnergieStadion segna da 6 gare consecutive, come non faceva nessuno dai tempi di Klaus Allofs.

Sono cinque per altrettante vittorie nelle ultime sei, con gli scalpi, tra gli altri, dei rivali del Leverkusen e Friburgo. Il Colonia ora può respirare, a sei punti dalla zona retrocessione, e Cordoba sembra aver ritrovato sé stesso. È diventato un idolo nel giro di poche partite e si gode il suo momento di gloria. Ed è solo l’inizio.

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