Cosa dobbiamo aspettarci da Piatek all’Hertha Berlino

Piatek Hertha

Il quarto ‘regalo’ di Lars Windhorst all’Hertha Berlino, il colpo ad effetto che ti aspetti fino a un certo punto, è Krzysztof Piatek. Un’operazione che sfiora i 30 milioni di euro. Si tratta del terzo acquisto consecutivo che diventa record di spesa per il club, dopo Lukebakio e Tousart: ora Piatek, il colpo da record dell’Hertha. In mezzo Santiago Ascacibar, che, nel dubbio, è comunque il quarto più costoso di sempre.

Circa 85 milioni di euro complessivi per quattro giocatori, quando prima andare a spendere anche solo una doppia cifra di euro per un giocatore sembrava già un confine invalicabile per Die Alte Dame. Il magnate tedesco ha aperto una nuova frontiera – come vi avevamo raccontato nelle scorse settimane – acquistando prima il 37,5% del club, poi crescendo fino al 49,9%, rispettando dunque la regola del 50%+1. Ma portando nuovi capitali che possono far sognare i tifosi. Esattamente ciò che spera di fare Piatek, che viene da mesi difficili dopo aver completato una super stagione 2018/19 (19 goal col Genoa, 11 con il Milan).

Quest’anno i goal sono stati soltanto 5, numeri che rispecchiano sì il momento del Milan, ma anche un suo calo. E, ovviamente, la classica domanda che ci si pone in questi casi: si tratta di un periodo di annebbiamento per un giocatore di buon livello oppure, al contrario, è un ‘One season wonder’, come dicono in Inghilterra, che ha esaurito l’entusiasmo e l’hype? L’esperienza all’Hertha Berlino, specialmente nei primi 12 mesi, potrebbe fornirci subito la risposta.

Nella capitale tedesca Piatek trova una squadra ancora alla ricerca della sua vera natura e di certezze chiare in campo, con dei dubbi sul futuro della panchina, anche se con un progetto ambizioso. Jürgen Klinsmann, attualmente allenatore, potrebbe salire in dirigenza e fare spazio a un altro (alcuni dicono Niko Kovac), oppure rimanere, se i risultati dovessero appoggiarlo. Insomma, in questo momento l’Hertha è un cantiere aperto. Dettaglio che di certo non dovrebbe essere di grande aiuto a un giocatore in un momento come quello del polacco. Anche se, comunque, Klinsi sta discretamente limitando i danni e sta provando a restituire un’identità alla squadra. Che ha però un problema: segna troppo poco.

Il bilancio dall’arrivo dell’ex CT in panchina è di 11 punti in 7 partite, con 9 goal subiti e soltanto 7 realizzati. L’unico attaccante ad avere segnato in questo intervallo di gare è Lukebakio, a quota 2 goal, pari con Darida. Selke e Ibisevic, gli altri potenziali ‘9’ titolari in rosa, sono entrambi a secco rispettivamente da inizio novembre e da inizio ottobre. Redan (classe 2002) è troppo giovane mentre Köpke (sì, il figlio) non sembra ancora essere all’altezza della Bundesliga. Un paradosso per una squadra allenata da uno dei migliori attaccanti nella storia del calcio tedesco.

Piatek Hertha
Krzysztof Piatek, 25 anni a luglio. Fonte: Getty

Da quest’astinenza, comunque, l’esigenza di avere un attaccante di primo piano, in grado di segnare 15 goal all’anno. Uno come Piatek, che potrà ricevere i consigli di un ex attaccante di fama mondiale. E, da qui a maggio, portare il club il più lontano possibile dalla zona retrocessione: ora il terzultimo posto, che vale lo spareggio salvezza, dista solo 5 punti.

Per le caratteristiche che possiede a livello fisico e tecnico, Piatek all’Hertha può assolutamente essere in grado di fare la differenza. Con ogni probabilità giocherà da terminale offensivo del 4-3-3 o in qualche occasione anche insieme ad un altro attaccante, soluzione che Klinsmann ha più volte sperimentato. Non cambieranno i compiti, perché, come succedeva già al Genoa, potrebbe essere la squadra che proverà ad adattarsi a lui.

Per la verità già in questo momento il polacco potrebbe riuscire a fare ciò che gli riesce meglio: avere campo da attaccare in profondità, crearsi gli spazi per il tiro, avere la possibilità di muoversi lungo tutto il fronte. Il fatto che l’Hertha sia una squadra con un baricentro mediamente basso gli permette di avere più campo a disposizione. Altrettanto il fatto che cerchi lo sviluppo palla a terra piuttosto che i cross: è la squadra che crossa meno. Per un ‘9’, come il polacco, può essere piuttosto positivo. Non che comunque disdegni di incornare in rete qualche pallone, certo, ma non è comunque la sua principale caratteristica.

La rapidità di Piatek può fare le fortune dell’Hertha nel presente, ma anche nel futuro. Raramente un attaccante in grado di muoversi velocemente in campo e che soprattutto vede la porta con enorme facilità da dentro l’area riesce a mancare l’occasione di segnare. A Lukebakio, Wolf, Dilrosun, Darida e tutti gli altri esterni/fantasisti di Klinsmann il compito di servirlo a dovere. Al polacco il compito (difficile) di emulare il connazionale. E di farsi rimpiangere a Milano.

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