La straordinaria crescita di JP Mateta

Mateta

Negli ultimi anni le squadre di Bundesliga di bassa classifica hanno riservato una particolare attenzione a ciò che succede nelle seconde divisioni dei top campionati europei. Spesso hanno pescato dalla Championship o dalla Segunda División, così come dalla Ligue 2. Da qui in particolare ha attinto il Mainz nell’estate 2018, andando a comprare uno degli attaccanti migliori della categoria: Jean-Philippe Mateta. Aveva appena chiuso una stagione da 17 goal (vice-capocannoniere del campionato) in prestito al Le Havre, ma con il cartellino di proprietà del Lione, che lo aveva acquistato nel 2016 dallo Chateauroux per oltre 4 milioni.

Con l’OL Mateta era riuscito a esordire in Ligue 1, ma è stato in seconda divisione che è riuscito a emergere e distinguersi come un attaccante dal gran potenziale. Tanto da convincere il Mainz a farne l’attaccante titolare in una squadra alla ricerca di una salvezza tranquilla dopo molti anni di sofferenza. Risultato: dodicesimo posto e 43 punti, salvezza tranquilla, miglior risultato delle ultime tre stagioni. E, in proiezione, anche meglio di quella in corso. Nella quale però il classe 1997 francese non ha ancora lasciato il segno tanto quanto vorrebbe per problemi fisici. L’importanza di Mateta per i nullfünfer si evince anche da questi dettagli.

Lo scorso anno Sandro Schwarz gli ha dato immediata fiducia, nonostante fosse approdato in un campionato nuovo e soprattutto in un categoria superiore. E anche nonostante la concorrenza di Anthony Ujah, uno che la Bundesliga la conosce e ci ha giocato 125 partite. Eppure Mateta ha subito dato la sensazione di poter essere l’uomo giusto nel miglior contesto possibile. In una squadra che tendeva a giocare in ripartenza, il numero 9 ha saputo essere il punto di riferimento avanzato in grado sia di allungare la squadra attaccando la profondità, sia di farla respirare.

Non è infatti sbagliato definire l’ex Lione un attaccante potenzialmente completo. Naturalmente ha ancora margini di miglioramento e probabilmente è tutt’altro che pronto per un top club, ma l’aspirazione e le caratteristiche lo possono portare anche molto in alto. All’apparenza sembra il classico centravanti soltanto fisico, ma in realtà nonostante le sue lunghe leve ha un’ottima coordinazione, sia quando si tratta di gesti tecnici che quando si tratta di correre. Ha un fisico imponente, supera i 190 cm di altezza, ma non ha ancora imparato ad usarlo al meglio: raramente impone uno strapotere sotto questo punto di vista.

Gioca comunque molto meglio fronte alla porta che spalle alla porta, anche perché tende ad essere molto più un finalizzatore che un giocatore in grado di avere visione di gioco e dialogare con i compagni – nonostante i 3 assist messi a referto nella scorsa stagione. Il numero che però interessa è un altro, quello dei goal segnati: 14. Piuttosto equamente distribuiti tra piede destro, piede sinistro e colpi di testa. Anche se molti in situazione di contropiede, come predilige giocare il Mainz: molti di questi li ha condotti anche lui. E no, vedendolo non si direbbe. Anche se la base tecnica è discreta. E, come tutto il resto, certamente migliorabile.

Quest’estate, dopo aver fatto una discreta figura all’europeo Under 21. con la Francia, ha rimediato un grave infortunio al menisco che lo ha tenuto fuori fino a dicembre. Con il 2020 ha ritrovato anche la maglia da titolare. Ora è a quota due goal in 5 partite, ma punta ad aumentare. il suo bottino per riuscire a tenere il nuovo Mainz di Beierlorzer in Bundesliga per un’altra stagione. Anche se il suo nome è accostato al Napoli e probabilmente seguito da altri club. Potrà cambiare la maglia (nonostante Schröder, Ds del Mainz, abbia smentito), ma non cambieranno i miglioramenti. Quelli mostrati in un anno in grande crescita, la stessa che punta ad avere anche in questa seconda parte di stagione.

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