Il Bayern Monaco non può fare a meno di Goretzka

Goretzka

Da quanto Hansi Flick si è seduto sulla panchina del Bayern Monaco, le gerarchie tra centrocampo e attacco sono cambiate e si sono delineate diversamente rispetto al passato. Thomas Müller, che con Kovac era diventato quasi un problema, ora è un insostituibile, mentre Coutinho è scivolato in panchina. Anche Thiago ha perso posizioni nelle gerarchie, finendo in panchina nelle partite importanti. A prendersi un posto da titolare è stato Leon Goretzka, che si è messo alle spalle una prima parte di stagione piuttosto difficile a causa degli infortuni e ha iniziato il 2020 con un goal e 3 assist nelle prime due partite.

L’ex Schalke 04 dall’arrivo di Flick in panchina ha giocato da titolare 8 partite tra Bundesliga e Champions League, compresi i big match contro Dortmund, Gladbach, Schalke e Leverkusen, ovvero 4 delle prime 6 squadre della classifica. Ha coperto diverse posizioni del centrocampo: sia interno a tre che mediano a due, ma anche trequartista. Grazie alle sue caratteristiche è in grado di giocare più o meno ovunque, anche da esterno, dove ha iniziato, o in una posizione più avanzata dietro la punta come ha fatto nello Schalke 04 o nella Germania, quando ha giocato quasi da attaccante aggiunto. Come ha fatto anche ieri proprio nella sfida tra il Bayern e la sua ex squadra.

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What a game. What a team. 👏👊 @fcbayern vs @s04 5-0

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Flick ha schierato Goretzka dietro Lewandowski, con Müller e Perisic esterni e Thiago e Kimmich nei due di centrocampo. La scelta precisa è stata quella di giocare con un vertice alto e non con un vertice basso, come era successo ad esempio a Berlino contro l’Hertha, con Tolisso al posto di Kimmich (squalificato) e Thiago in mezzo ai due. La scelta è stata dettata ovviamente da ragioni tattiche, ma è stato Goretzka a permettere la ‘scelta’, offrendo di fatto un’alternativa valida sia come interno che come trequartista. Giocando due partite diverse, toccando palla in zone diverse e con compiti diversi. A Berlino ha giocato più da rifinitore, mentre contro lo Schalke è stato un vero e proprio attaccante aggiunto. Ciò che era anche Michael Ballack, con cui sono subito scattati i paragoni, riconosciuti anche dallo stesso giocatore a ‘Sport1’ ieri nel post.

“Ci sono cose peggiori che esser paragonato a Ballack. Era un giocatore fantastico, posso vedere somiglianze perché abbiamo alcune cose in comune: presenza fisica in area per raccogliere i cross, giocare la palla sulle fasce e poi inserirsi. Ho giocato in una posizione più offensiva: posso immaginarmi di giocare ancora lì in futuro”

La partita di Goretzka contro lo Schalke 04 a livello statistico si è chiusa con 59 tocchi, 47 passaggi (di cui 29 in avanti, 2 key passes e un assist), una volta in cui ha perso il possesso, 4 tiri dentro l’area (di cui 2 in porta) e un goal. Le indicazioni di Flick per lui erano chiarissime: andare a riempire l’area insieme a Perisic e Müller, portando ulteriore pericolo e schiacciando lo Schalke, che in diversi casi si è così trovato a non riuscire nemmeno a uscire dai propri 20 metri. Il risultato finale e il dominio del Bayern si sono costruiti anche su quest’aspetto.

Oltre ad avere un’importante presenza in avanti, Goretzka ha giocato a tutto campo e ha spesso aiutato lo sviluppo dell’azione abbassandosi vicino ai compagni quando si trattava di costruire dal basso. La sua gamba gli ha permesso di giocare da ‘box-to-box’ ed essere sempre presente in area di rigore partendo anche da dietro. Lo ha spiegato lui stesso: giocare la palla, anche spalle alla porta, aprirla sulle corsie dove il Bayern si appoggia sempre e poi essere presente in area per raccogliere la palla. Emblematici in questo senso l’assist di testa per Müller e la conclusione parata da Schubert prima del 2-0 e la sponda sul goal annullato a Lewandowski al 38′. Poi, al 50′, il capolavoro in rovesciata del 3-0 in acrobazia. La ciliegina sulla torta.

“Il goal è stato speciale, non è un segreto che allo Schalke sono stato benissimo per 5 anni, sentendomi a casa. L’esultanza? Non sono un fan del reprimere la propria gioia, è ipocrita”.

Goretzka nel post di Bayern-Schalke

Gennaio porta in realtà abbastanza bene al nativo di Bochum, visto che già lo scorso anno ha vinto il premio di giocatore del mese della Bundesliga. In generale nel girone di ritorno il suo rendimento è salito, anche grazie ai problemi fisici che hanno smesso di torturarlo. Ha chiuso la scorsa stagione con 9 goal e 7 assist in tutte le competizioni, mandando importanti segnali a Kovac: quando lo ha avuto a disposizione in Bundesliga, il croato lo ha sempre fatto giocare. Anche Hansi Flick si è allineato al suo predecessore. E ora ne sta facendo un insostituibile del Bayern. Le sue caratteristiche uniche consentono al tecnico di cambiare modulo molto facilmente e possono essere il valore aggiunto per il 2020 dei bavaresi e dare ulteriore completezza ad una squadra che sta trovando la sua dimensione. Una dimensione nella quale Goretzka rientra in pieno.

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