Haaland, debutto da sogno: 5 cose che vi siete persi

Haaland debutto

Inizia in panchina la sua prima con il Borussia Dortmund, entra al 56′, ci mette 183 secondi per segnare il suo primo goal e lanciare la rimonta sull’Augsburg, poi ne fa altri due per chiuderla. Quello di Erling Haaland in giallonero è stato un debutto da sogno. Il norvegese classe 2000 ha già conquistato il BVB e, per inciso, salvato la panchina a Favre.

Dettagli comunque di secondo piano di fronte all’hype che già un attaccante di un talento smisurato si porta dietro da mesi. Un hype che lo stesso Haaland ha deciso di trasportare in Bundesliga con ottimi motivi. E che è stato giustificato da un esordio che rimarrà nella storia. Anche per questi 5 dettagli tra campo e storia, che forse alcuni si sono persi.

Haaland come Auba: tre al debutto

Non è la prima tripletta di un giocatore del Borussia Dortmund all’esordio in Bundesliga. 6 anni e mezzo fa infatti Pierre-Emerick Aubameyang aveva iniziato la sua avventura nella massima serie tedesca con tre goal alla prima giornata. L’avversaria? La stessa di Haaland, l’Augsburg. Anche se ci ha messo 79 minuti e ha dominato sin dall’inizio, senza dover lanciare rimonte. Ah, ultima assonanza: entrambi con il numero 17. Corsi e ricorsi.

 

Il debutto da record di Haaland

Una delle differenze con Auba è invece che Haaland ha fatto tripletta con 4 anni e mezzo in meno sulla carta d’identità. Anzi, in assoluto, nessuno ha fatto meglio di lui nella storia del club giallonero: è il più giovane ad avere segnato più di un goal all’esordio in Bundesliga. Già che c’era, ha fatto le cose in grande alzando l’asticella.

Il ragazzo da quasi record (parte 2)

Standard altissimo non solo a livello di BVB, ma anche a livello di Bundesliga in generale. A 19 anni, 5 mesi e 28 giorni Haaland è diventato il secondo giocatore più giovane in assoluto a segnare una tripletta in Bundesliga. Ecco, vale la pena ricordare ancora una volta che per Haaland si trattava del debutto, mentre il primo, ovvero Walter Bechtold dell’Eintracht Francoforte 55 anni fa giocava la sua sesta partita.

100% di precisione

Vogliamo farne una questione di freddezza? Secondo le statistiche di ‘WhoScored’, Haaland ha toccato la palla per 14 volte totali, 5 nell’area di rigore avversaria. Per 3 volte è arrivato al tiro, per 3 volte ha centrato la porta, per 3 volte ha trovato il goal. 100% di conversion rate. Certo, uno dei tre goal era ad altissima percentuale, da solo a un metro dalla linea della porta vuota. Ma, in questo caso, uno vale uno.

Il carisma ai microfoni

A chiudere questo quadro perfetto è il post-partita. Freddezza e ironia ai microfoni di ‘Sky Sport DE’.

Giornalista: “Erling, ti sei allenato poco nelle scorse settimane. Ora sei pronto per i 90 minuti?”
Haaland: “Come sono andato oggi?”
Giornalista: “Direi bene!”
Haaland: “Ecco, ti sei dato la risposta che cercavi…”

Uno che conosce l’hype che genera (primo in tendenze su Twitter), ma l’aspettativa non lo fa sentire a disagio. Anzi, lo esalta. Insomma, uno di cui la Bundesliga aveva bisogno.

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