L’osservato speciale: Perisic, tra Bayern e riscatto

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Quando in estate Ivan Perisic è passato al Bayern Monaco, gli interrogativi sul riscatto erano già molti. Il motivo era semplicemente nella ragione dell’acquisto stesso: una soluzione di ripiego dopo il disastro/caso Leroy Sané, così come di fatto è stato anche l’acquisto di Coutinho. Arrivo tardivo, negli ultimi giorni di mercato, con una formula che lascia il futuro incerto e non dà alcuna garanzia sul futuro. Insomma, l’Inter rimane comunque in bilico per conoscere il futuro di un giocatore che, paradossalmente, nonostante non rientri nei piani dei campioni di Germania può essere un uomo chiave per il girone di ritorno.

Al momento infatti il croato è l’unica ala a disposizione di Hansi Flick senza problemi fisici. Coman è fuori da settimane e tornerà almeno a febbraio, Gnabry fa i conti con un problema al tendine d’Achille rimediato in preparazione a Doha, mentre Coutinho e Müller sono utilizzati preferibilmente al centro. Insomma, d’improvviso Perisic si ritrova ad essere un uomo potenzialmente decisivo almeno per le prossime partite, in una situazione d’emergenza in attacco.

Finora il classe 1989 ha collezionato 19 presenze complessive di cui soltanto 9 da titolare, con 953 minuti complessivi passati in campo. Bilancio di 4 goal e 6 assist, senza mai riuscire a essere decisivo nonostante un’ottima media: un goal segnato ogni 95 minuti passati in campo. Perisic è 14esimo tra i giocatori di movimento in rosa. Nonostante fosse una sua esplicita richiesta, il feeling con Kovac non è mai sbocciato al 100%, soprattutto per una questione di concorrenza. Anche perché, oltre ad essere un ripiego, Perisic è anche una riserva. Anche se quel diritto di riscatto avrebbe potuto lasciare aperte grandi porte.

Secondo quanto riporta ‘Sport Bild’, il tempo del giocatore di proprietà dell’Inter a Säbener Straße finirà al termine della stagione e non sembrano esserci margini per un riscatto al momento. Ciò che potrebbe far cambiare idea è soltanto una cosa: il rendimento dello stesso Perisic. Le occasioni non gli mancheranno, perché il Bayern è ancora attivo su tre competizioni e ha intenzione e possibilità di rimanerci a lungo: Bundesliga, Champions League e DFB-Pokal offrono un’ottima vetrina al croato per convincere di essere un’affidabile alternativa a Coman e non soltanto un vice a sinistra.

Finora, per usare paragoni, è stato più il Perisic versione Inter 2018/19, a tratti svogliato e impreciso senza mai essere incisivo con costanza, piuttosto che quello visto al Mondiale del 2018 con la Croazia, uno dei migliori in assoluto del torneo. Insomma, il solito giocatore che non trova continuità e che non riesce ancora a imporsi. Con 31 anni da compiere il 2 febbraio, si giocherà le sue ultime chances, a partire dalla trasferta contro l’Hertha Berlino di domenica in cui sarà con buona certezza titolare. L’obiettivo suo personale è uscire dall’anonimato di 5 mesi finora vissuti in secondo piano. Ne ha bisogno Perisic, ne ha bisogno il Bayern: il riscatto dipenderà da questo. Forse.

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