Max Meyer flop al Palace: ritorno in Germania vicino?

Max Meyer

Cercando “Max Meyer” su Google, le prime due pagine di risultati del motore di ricerca rimandano ad una famosa azienda produttrice di vernici. Ad un occhio non troppo attento, potrebbe quasi sembrare che un calciatore con quel nome non sia mai esistito. Insomma, chi va oltre la prima pagina dei risultati dei motori di ricerca? Forse un errore nel digitare, una lettera al posto sbagliato. Maximilian e non Max? Mayer e non Meyer?

Il fu Max Meyer

La verità è che Max Meyer, nato a Oberhausen nel settembre 1995, è stato ed è tuttora un giocatore di calcio. Tra il 2012 e il 2018 ha vestito la maglia dello Schalke 04, squadra che lo ha scovato dal Duisburg a 14 anni, curato e cresciuto. Nella fase centrale del decennio appena concluso, Mayer sembrava essersi imposto come uno dei talenti più limpidi a livello mondiale: 78 presenze tra tutte le competizioni nelle due stagioni cardine della sua esperienza tedesca, nelle quali ha occupato sostanzialmente tutti i ruoli di centrocampo e attacco. Principalmente un trequartista di fosforo e tecnica, ha vissuto una doppia transizione: prima da ala sinistra, poi addirittura da regista davanti alla difesa. Senza disdegnare un paio di apparizioni da seconda punta e da esterno di centrocampo. 

Il passaggio al Crystal Palace

Dopo il 2016, che lo ha visto in campo anche con la rappresentativa tedesca alle Olimpiadi di Rio, qualcosa si è rotto. Un’apparente regressione dal punto di vista atletico e tecnico, incomprensioni con lo staff e la società, fino all’epilogo meno auspicabile per entrambe le parti: nell’estate 2018 Meyer è arrivato alla conclusione del suo contratto senza accordo per il rinnovo, ritrovandosi così svincolato. Tante le pretendenti che avrebbero creduto in lui (tra cui, in Italia, il Milan), puntualmente fuggite però davanti alle richieste particolarmente esose per quanto riguarda ingaggio e durata del contratto. A farlo firmare, alla fine, è stato il Crystal Palace, che ha messo sul piatto 10 milioni di euro annui fino al 2021. 

Le difficoltà continuano

Lieto fine? Tutt’altro. In Premier League Meyer non ha mai trovato la sua dimensione: solo 20 presenze da titolare in campionato ed un solo gol, in un anno e mezzo. Numeri in picchiata a fine 2019: fuori dalle rotazioni, il tedesco ha accumulato appena 17 minuti in campo tra il 18 agosto e il 16 dicembre. Senza di lui, Roy Hogson ha trovato l’equilibrio con Milivojevic davanti alla difesa, Kouyate e McCarthy da mezzali e il tridente formato da Zaha, Ayew e TownsendNelle ultime partite Meyer ha riassaporato il campo, approfittando dei problemi fisici dell’inglese e degli altri sostituti (Benteke e Schlupp), ma la sensazione è che non rientri nei progetti della squadra londinese né a breve né a lungo termine. 

Un grande ritorno?

Ecco perché, in questa sessione di mercato, potrebbero aprirsi per lui le porte di un clamoroso ritorno in Bundesliga. Meyer farebbe sicuramente gola a tante squadre, ispirate dalla possibilità di recuperare un giocatore che sembra in fase calante già a soli 25 anni, ma al contempo frenate dal suo ingaggio mastodontico. Provando a fare un po’ di fantamercato, si potrebbe immaginare Meyer come ricambio per il 3-6-1 (o come volete chiamare quella strana creatura tattica) di Bosz al Leverkusen, o ancora pensarlo nel ruolo di ala in un Hoffenheim che sta insistentemente bussando alle porte della zona Europa League. Difficile immaginare il tedesco in una delle top del campionato (anche solo per quel vecchio detto secondo il quale non si aggiusta qualcosa se non è rotto) così come è molto poco probabile ritrovarlo a lottare per non retrocedere. L’Eintracht Francoforte, recentemente colpito dagli infortuni, e l’Hertha Berlino in risalita con Klinsmann potrebbero beneficiare di un regista offensivo, ma anche per loro sarebbe un rischio aggregare a gennaio un giocatore che ha visto il campo così poco in questa stagione. 

Insomma, la storia di Max Meyer sembra aver imboccato la strada sbagliata, trasformandolo da gioiello a costosissimo esubero. Anche rinunciando a una parte di stipendio, ingaggiarlo sarebbe un azzardo per chiunque non si chiama Bayern Monaco o Borussia Dortmund, ma riportare a casa una delle più grandi promesse mancate dell’ultimo decennio di calcio tedesco potrebbe rivelarsi una soluzione in grado di cambiare la stagione di una squadra.

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