Perché il Lipsia ha venduto Diego Demme al Napoli?

Diego Demme Napoli

Mentre tutti i media italiani impazziscono per tracciare profili di Diego Demme, nuovo acquisto del Napoli – per inciso,  tra tutti quelli che abbiamo letto vi consigliamo quello di Goal, perché l’ha scritto chi sta scrivendo queste righe… – noi da buoni malati di Bundesliga proviamo a leggere questo trasferimento in un’altra chiave: perché il Lipsia ha deciso che poteva vendere un centrocampista che fin qui era stato senza dubbio determinante?

La domanda che ci poniamo è questa e la risposta si fonda soprattutto su supposizioni, visto che la rinuncia al proprio vice-capitano a metà stagione sembra una mossa decisamente azzardata. Anche perché Demme fino ad ora ha giocato 24 partite sulle 25 totali disputate dal Lipsia ed è stato titolare in 20 di queste. Insomma, un insostituibile. Anche per caratteristiche il classe 1991 sembra un giocatore piuttosto unico, il vertice basso ideale per la squadra di Nagelsmann, l’equilibratore perfetto. E non lo diciamo noi, bensì il campo: è sempre andato oltre i 2000 minuti giocati in stagione con il Lipsia.

Ciò che potrebbe aver fatto pensare Mintzlaff e compagnia è soprattutto il fattore anagrafico. Il centrocampista ha appena compiuto 28 anni a novembre e va in scadenza nel 2021, ovvero nell’anno dei 30. Un po’ per politica societaria, un po’ per concorrenza (ci arriveremo) sarebbe stato molto difficile vedere firmato un rinnovo sostanzioso o comunque garantito come il contratto che Diego Demme firmerà a Napoli: fino al 2024, nell’anno dei 33. Sarà un trattamento che la dirigenza dei Roten Bullen garantirà soltanto a giocatori di livello superiore come Emil Forsberg. Anche perché parliamo di una società che per politica non acquista giocatori oltre i 24 anni, salvo rare eccezioni. Stupisce comunque la tempistica: sarebbe potuto rimanere fino all’estate. Anche se il treno del Napoli, per le note questioni affettive, forse non sarebbe ripassato.

Inoltre Demme copre un ruolo in cui il Lipsia ha dei giocatori che vanno analizzati attentamente. Konrad Laimer, classe 1997 austriaco, è sulla strada per diventare un top player ed è già un insostituibile per Nagelsmann per come gioca a tutto campo, caratteristiche che il tecnico ex Hoffenheim adora. Gli altri sono Amadou Haidara e Tyler Adams, giovani scuola Red Bull, rispettivamente Salisburgo e New York, che nella prima parte di stagione hanno trovato poco campo per questioni di adattamento il primo e di infortuni il secondo, su cui il Lipsia punta. Haidara sembra essere l’ideale vice-Laimer, mentre Adams ha caratteristiche più simili a quelle di Demme, ma anche 8 anni in meno e un potenziale superiore.

E poi c’è Kevin Kampl, il centrocampista tuttofare che Rangnick l’anno scorso ha trasformato in un mediano davanti alla difesa. Un’evoluzione inaspettata per uno che in origine faceva l’ala, ma che ha avuto un incredibile successo: lo sloveno è stato uno dei migliori nel ruolo nella scorsa stagione. Anche quest’anno avrebbe dovuto coprire quel ruolo, non fosse che un infortunio alla caviglia lo ha frenato e lo ha costretto a giocare pochissimo. Finora ha collezionato soltanto 327 minuti, mai per scelta tecnica: l’operazione avvenuta a novembre dovrebbe aver risolto definitivamente il problema.

In più, ci sono Chris Nkunku e Hannes Wolf, due nuovi acquisti: il primo sta già brillando anche se schierato qualche metro più avanti rispetto alla mediana, mentre il secondo è un trequartista naturale. L’elasticità tattica di Nagelsmann porta comunque a valorizzare giocatori come loro, che hanno bisogno di spazio. C’è anche Ampadu, anche se è solo in prestito dal Chelsea.

In questo quadro di centrocampo, Demme sembrava essere il più sacrificabile per età e per prospettive future. Perché è vero che il Lipsia si gioca il Meisterschale e ha chiuso l’anno da capolista, ma per stessa ammissione di Nagelsmann non è ancora pronto ad essere un top club. Per diventarlo deve passare anche da sacrifici come quello di Diego Demme, il cui futuro è a Napoli. Probabilmente sarà rimpianto, ma la sua cessione potrebbe rivelarsi necessaria per poter far crescere talenti limpidi e pronti a spaccare il mondo.

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