Come sta andando l’annata di André Silva all’Eintracht

André Silva Eintracht

Dejan Joveljic, Bas Dost e André Silva sono stati i tre grandi colpi dell’estate dell’Eintracht Francoforte per rinforzare un attacco che doveva dimenticare Rebic, Jovic e Haller. In realtà il miglior attaccante di questi primi quattro mesi  stato colui che del trio che faceva sognare tutti è stato il back-up, ovvero Gonçalo Paciência. Per prestazioni e continuità ha fatto meglio sia del giovane Joveljic, sia del veterano Dost, sia di un André Silva che in questi primi 120 giorni di Eintracht ha vissuto tra alti e bassi, senza mai riuscire a trovare grande continuità.

Come era già successo lo scorso anno al Siviglia, il portoghese di proprietà del Milan è partito fortissimo con 3 goal nelle sue prime 4 presenze in Bundesliga, contro Dortmund, Union e Werder. Giocando in tandem sia con Paciência che con Dost, l’attaccante scuola Porto è sembrato immediatamente integrato nel sistema di Adi Hütter: nelle prime 6 gare sin Germania non ha saltato nemmeno un minuto, che fosse Europa League o campionato.

“Sono molto contento di André. Si è integrato velocemente e sta mostrando a tutti le sue qualità”.

Adi Hütter, 12 settembre 2019

Una partenza perfetta, che ha poi subito una brusca frenata e condizionato i successivi mesi del classe 1995. A fine ottobre un problema al tendine d’Achille lo ha tenuto ai box per circa tre settimane. Uno stop che ha fermato l’onda positiva. Tra novembre e dicembre André Silva non ha mai giocato gli interi 90 minuti, è partito titolare soltanto per tre volte in Europa League, ma venendo sempre sostituito dopo prestazioni decisamente sotto tono. Simbolico il cambio al 45′ della partita contro l’Arsenal: l’Eintracht ha ingranato nel secondo tempo senza di lui, dopo aver deluso per la prima frazione di gioco.

Anche in campionato ha giocato da titolare soltanto una delle ultime 8, contro l’Hertha Berlino. Ancora una volta, senza trovare il goal. In altri casi si è dovuto accontentare di ritagli di gara nel finale, oppure di un secondo tempo contro il Paderborn in cui è stato piuttosto deludente.

“Andrè sta bene, ma non ha raggiunto il livello che ci aspettavamo da lui. È calato dopo la pausa per le nazionali, dobbiamo aiutarlo a uscirne”.

Adi Hütter nel dicembre 2019

Come lui in realtà è stato deludente tutto l’Eintracht, che da novembre in avanti ha battuto soltanto Bayern e Arsenal, perdendo 9 delle altre 10 partite complessive. André Silva, così come quasi tutti i compagni ad eccezione di Hinteregger e Kostic, è finito nel vortice negativo che sta portando le ‘Adler‘ verso il basso della classifica: solo 18 punti in 17 partite, a -9 dal settimo posto che potrebbe valere un posto ai play-off di Europa League. Troppo poco per una squadra che certamente non ha più la forza offensiva delle scorse due stagioni, ma che allo stesso tempo ha tutte le carte in regola per poter confermare la classifica dell’anno scorso. O forse, aveva.

La stagione è in realtà ancora lunghissima e tra Europa e Bundesliga il tempo per provare a dare una volta c’è tutto. Così come le armi a livello tecnico per riuscire a riemergere dalla crisi che ha travolto la squadra di Hütter. Tra i giocatori chiamati a fare il salto di qualità e provare a trascinare l’Eintracht c’è per forza anche André Silva, forse una delle principali delusioni della prima parte di stagione rispetto alle aspettative che venivano riposte in lui. L’obiettivo del club di Francoforte è ritrovare l’André Silva delle prime settimane. Il suo quello di centrare una stagione convincente dopo aver deluso al Milan e al Siviglia. Il tempo non manca.

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