Cara (vecchia) casa: gli stadi storici della Bundesliga

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La stagione 2019-2020 sarà l’ultima da protagonista dello Schwarzwald-Stadion di Friburgo. La società della Brisgovia non è la prima a cambiare “casa” nella sua storia. Ecco un piccolo viaggio alla scoperta degli ex stadi della Bundesliga

Rote Erde, un campo per tutti – Fino al 1974 il Borussia Dortmund disputava i suoi match casalinghi nell’impianto che si trova di fianco all’attuale Signal Iduna Park. Costruito tra il 1924 e il 1926 nell’ambito di una campagna di opere pubbliche programmate dall’allora governo per dare a lavoro ai milioni di disoccupati della Repubblica di Weimar, lo stadio è stato il teatro della prima grande epoca d’oro della storia del BVB, quella tra Anni Cinquanta e Sessanta, oltre che di una finale del campionato tedesco e di due match della Nazionale, uno nel ’35 e uno nel ’67. Lo stadio però ha ospitato anche molto altro: da eventi religiosi come la giornata nazionale dei cattolici del 1927, officiata da Eugenio Pacelli, futuro Pio XII a match di boxe, come nel 1952 quello per il titolo europeo dei paesi massimi. L’impianto, il cui tetto e una tribuna sono stati trasferiti allo stadio dell’Arminia Hannover nel 1974, attualmente è la casa del Borussia II.

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Bökelberg, il “monte” del ‘Gladbach – Prima del Borussia Park a Mönchengladbach il cuore degli appassionati batteva per il “Bökelberg”. L’impianto, costruito esattamente cent’anni fa nel 1929 sulla Bökelstraße e che deve il suo soprannome a Wilhelm August Hurtmann lo stesso giornalista che ha coniato quello di “Puledri”, è stato ristrutturato quattro volte, prima della sua demolizione nel 2006. Tra le tribune d’acciaio, un tetto entrato nel Guiness dei Primati (come unica copertura del mondo in vendita), i posti, più della metà in piedi, a cambiare mai è stato il calore dei tifosi. Lì hanno visto i “Puledri” dominare in Germania e fare grandi imprese in Europa (il 7-1 con l’Inter poi non omologato per la famosa lattina), fino al 22 maggio 2004 quando i ragazzi di ‘Gladbach hanno battuto 3-1 il Monaco 1860, con l’ultima rete di Arie Van Lent, l’ultimo ad aver segnato in Bundesliga al Bökelberg.

Plumpe, il catino dell’Hertha – Per la storia di Berlino e della “Vecchia Signora” i biancoblù hanno cambiato più volte casa. L’ultima prima del trasferimento all’Olympiastadion è stato lo “Stadion am Gesundbrunnen”, situato nell’omonimo quartiere e inaugurato nel 1924. L’impianto da 35mila spettatori che i berlinesi hanno sempre chiamato semplicemente “Plumpe”, pompa per via delle pompe idrauliche che si trovavano nelle vicinanze, ha ospitato oltre ai biancoblù per circa 50 anni, alcune partite del torneo olimpico dei Giochi del 1936. Gravemente danneggiato dalla Seconda Guerra Mondiale fu riutilizzabile nel dicembre 1950, prima di essere venduto nel ’74 dall’Hertha, in difficoltà per lo scandalo del 1971 che aveva coinvolto alcuni giocatori. Lo stadio, che dal ’61 non era così lontano neppure dal tracciato del Muro tanto che i tifosi della “Vecchia Signora” a Berlino Est potevano sentire il suo boato, venne demolito per costruirci della case. Per ricordare ora ci sono quattro sculture nel giardino del complesso abitativo.

Parkstadion, il fortino dello Schalke – Il club di Gelsenkirchen ha uno dei più bei impianti di Bundesliga. A fianco c’è ancora il Parkstadion, la casa dei biancoblù fino al 1998. Si doveva chiamare Ruhrstadion, ma la stessa idea l’avevano avuto al Bochum e la tribuna centrale doveva avere un orologio elettrico, ma.. costava troppo. Qui lo Schalke ha costruito il successo nella Coppa UEFA 1997, grazie a zero gol subiti in sei partite e qui hanno cantato i Rolling Stones e i Genesis, oltre ad aver celebrato Messa Giovanni Paolo II, che del club è pure membro onorario.

Bayern, tra vecchio e nuovo I campioni di Germania giocano ormai da quasi 15 anni all’Allianz Arena, ma per quasi 50 anni tra il 1925 e il 1972, prima di traslocare all’Olympiastadion, hanno disputato i loro match casalinghi al Grünwalder Stadion, costruito dai cugini del Monaco 1860, che ci sono ritornati con la prima squadra nel 2017. Qui il Bayern ha vinto il suo secondo titolo, in uno stadio con un tabellone manuale e la tribuna centrale con le panche in legno. Adesso le uniche formazioni biancorosse che ci giocano sono la seconda e la formazione femminile in un impianto che i tifosi chiamano Hermann-Gerland-Kampfbahn, dallo storico allenatore del Bayern II che qui era (ed è) di fatto di casa.

Müngersdorfer e Rheinstadion, tane ricostruite – Colonia e Fortuna Düsseldorf disputano le loro partite in casa rispettivamente alla RheinEnergie Arena e alla Merkur Spiel-Arena. Due impianti che sono sorti dove una volta c’erano due templi del calcio tedesco Müngersdorfer e il Rheinstadion. Il primo, di cui esistono due “versioni”, fu voluto inizialmente dal futuro cancelliere Adenauer, il secondo teatro della finale di Coppa delle Coppe 1981 tra Carl Zeiss Jena e Dinamo Tbilisi venne inaugurato nel 1925 da un discorso patriottico dell’allora presidente della Repubblica Paul von Hindenburg.

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