Le prime mosse di Beierlorzer al Mainz

beierlorzer Mainz

L’ingaggio di Achim Beierlorzer da parte del Mainz dopo l’undicesima giornata aveva fatto più notizia per essere arrivato dopo soli nove giorni dal suo esonero dal Colonia che per l’aspetto tecnico. Nove punti in undici partite con Sandro Schwarz avevano reso il cambio di allenatore abbastanza inevitabile. Alla fine del girone d’andata si può dire che con altrettanti punti ma in sei partite, con due trasferte stravinte, 1-5 con l’Hoffenheim e 0-5 a Brema, la dirigenza del Mainz possa ritenersi soddisfatta della scelta di Beierlorzer.

Il miglioramento dei Nullfünfer va però al di là del dato statistico ed è riassumibile essenzialmente in tre punti.

La duttilità tattica e la fase difensiva. La squadra è stata costruita fin dal mercato estivo per un 4-3-1-2, comunque per una difesa a 4. Quattro terzini e quattro centrali in rosa certificano la scelta. Beierlorzer alterna invece fin dall’esordio a Sinsheim la difesa a 3, con un centrocampista, Edimilson Fernandes, utilizzato al centro tra St. Juste e Niakhaté. I vantaggi sono evidenti: l’impostazione da dietro è più fluida e varia, potendo partire da Fernandes come dalle avanzate sul centro-destra di St. Juste, in linea con le caratteristiche dell’olandese arrivato dal Feyenoord. Anche la fase difensiva ne beneficia: nelle sei partite del nuovo corso il Mainz ha segnato 13 gol e ne ha subiti 9, contro i 12 fatti e 30 subiti nelle prime undici con Schwarz.

La valorizzazione di giocatori cardine. Con tale variabilità tattica Beierlorzer è finora riuscito nell’intento di valorizzare o recuperare giocatori chiave. La crescita più evidente è di Levin Öztunali, utilizzato spesso fuori ruolo da Schwarz. Con la difesa a tre l’ex nazionale Under21 ha la possibilità di coprire tutta la fascia destra, pensando più a offendere che a difendere. Velocità, tecnica e capacità di attaccare gli spazi (caratteristiche per le quali tanti addetti ai lavori a inizio carriera lo indicavano come futura stella del calcio tedesco) ora si palesano finalmente con una certa continuità. Inoltre due gol nel finale del girone d’andata dopo una vita senza segnare certificano la svolta. Discorso analogo vale per la fascia sinistra, con lo spagnolo classe 1997 Aaron Martin tornato sui livelli della scorsa stagione. Citazione anche per Pierre Kunde: il ventitreenne camerunense pare aver tratto beneficio da una fase difensiva più organizzata, che gli permette di non limitarsi al contenimento (la doppietta a Sinsheim lo dimostra).

La fase d’attacco. Hanno di certo inciso nei 13 gol fatti sotto la gestione Beierlorzer i 10 realizzati tra Hoffenheim e Werder. Allo stesso tempo è comprensibile che il nuovo tecnico abbia iniziato il lavoro dalla difesa, visti i 30 gol subiti nelle prime undici giornate. Ma il maggior coinvolgimento di Jean-Paul Boetius nella fase cruciale dell’azione è innegabile, visti i 3 assist decisivi dell’olandese dal cambio di guida tecnica. E il ritorno di Jean-Philippe Mateta, 14 gol lo scorso anno e fermo per infortunio da inizio stagione, si è già fatto sentire nei pochi minuti in cui il francese è stato in campo (gol al Werder), nonostante la buona vena dell’ex Palermo Robin Quaison.

La salvezza è comunque tutta da conquistare e i soli tre punti di vantaggio sulla terz’ultima alla fine del girone d’andata non tranquillizzano. Ma il nuovo Mainz di Beierlorzer sembra sulla buona strada per poter vivere la stagione 2020/21 ancora in Bundesliga, per la dodicesima volta consecutiva.

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