Friburgo, Petersen raggiunge Löw: segnale al Ct?

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Quando nell’estate del 2015 Nils Petersen arrivò a Friburgo dal Werder Brema, non avrebbe mai immaginato che dopo poco più di quattro anni avrebbe raggiunto Joachim Löw al primo posto dei marcatori nella storia del club della Brisgovia.

Il rigore dell’1-1 trasformato con freddezza all’Arena aufSchalke al nono minuto del secondo tempo (il risultato finale sarà 2-2) è infatti il gol numero 83 in tutte le competizioni con il Friburgo, esattamente come quelli segnati in tre diverse esperienze dall’attuale Commissario Tecnico della Mannschaft. Löw, nativo di Schönau, ha giocato infatti nella Foresta Nera tra il 1978 e il 1980, tra il 1982 e il 1984 e infine tra l’85 e l’89.

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Nils Petersen. Twitter: @OptaFranz

La loro è una storia che si intreccia, al di là del record oggi condiviso. Petersen, classe 1988, cresce nel Carl Zeiss Jena ma si fa conoscere nel grande calcio grazie a due stagioni ad altissimi livelli in Zweite con l’Energie Cottbus: 10 reti nella prima, addirittura 25, con annesso titolo di capocannoniere, nella seconda. Così a neanche ventitré anni arriva la chiamata del Bayern, che lo individua come alternativa ideale di Mario Gomez. In Baviera resterà soltanto un anno, ma è comunque una stagione importante. Non gioca molto, però 4 gol tra Bundesliga e DFB Pokal e soprattutto 4 gettoni in Champions League gli permettono di trasferirsi al Werder Brema senza grossi rimpianti.

I tre anni al Werder sono una parabola discendente: dalle 11 reti del 2012/2013 si passa allo zero del 2014/2015.

Siamo tornati così all’estate del 2015, quella del passaggio al Friburgo. Da quel momento Nils vive una crescita costante. Quattro stagioni e mezza con numeri pazzeschi: 118 presenze e 51 gol in Bundesliga, 21 gol in 32 presenze nell’unica stagione in Zweite (2015/2016), 10 presenze e 10 reti in Coppa di Germania, più un gol nel turno preliminare dell’Europa League nell’estate del 2017.

Totale: 83 reti e record di Löw eguagliato.

La crescita non è solo nei numeri, ma anche nelle prestazioni. Come ha detto Christian Streich, suo coach a Friburgo fin dall’arrivo “Ormai ha la capacità di segnare in ogni situazione e lo ha fatto di nuovo quest’anno”. È indiscutibile infatti che oggi oltre alla buona tecnica, alla capacità di tiro sia col destro che con il sinistro e alla forza del colpo di testa, Petersen abbia aggiunto una continuità di corsa perfetta per l’intensità del gioco di Streich.

Anche il CT della Nazionale era una buona punta, ma la differenza sostanziale è che i suoi gol con il Friburgo li ha segnati tutti tra Zweite e DFB Pokal, quindi il peso specifico è certamente diverso.

Löw vive tuttora vicino a Friburgo e non ha dimenticato la squadra dove ha giocato e segnato di più. Spesso lo si è visto e si continua a vedere allo Schwarzwald Stadion. È curioso quindi che Petersen abbia collezionato solo 2 presenze con la Mannschaft di Löw e prima del Mondiale 2018 sia stato escluso dopo essere stato pre-convocato, nonostante fosse il giocatore tedesco ad aver segnato di più in Bundesliga.

Con la solita simpatia Streich aveva dichiarato quando a Petersen mancava solo un gol per raggiungere Löw: “Credo che Jogi sarà in grado di convivere con questa cosa“. Non c’è dubbio, ma forse avrà un motivo in più per seguire il Friburgo e il suo attaccante con la maglia numero 18, magari facendo un pensierino alla clamorosa convocazione…

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