Chi è Palacios, il nuovo acquisto del Bayer Leverkusen

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Il primo colpo del mercato invernale lo ha piazzato il Bayer Leverkusen. Le Aspirine hanno battuto la concorrenza di mezza Europa (Real Madrid ed Inter tra le altre) acquistando dal River Plate Exequiel Palacios per circa venti milioni di euro.

Dopo Alario, il Bayer, torna a pescare dai Millonarios, ma questa volta lo fa per un giocatore più di tecnica e ‘garra’ rispetto al Pipa. Sul classe 1998 nativo del Tucuman sono riposte molte speranze in patria e lo stesso Leverkusen ci scommette molto. Per chi non lo conoscesse, Palacios, come dimostrato nella gestione Gallardo, può rivestire tutti i ruoli del centrocampo passando dal fare il mediano al trequartista. Ragion per cui ha attirato su di sé tutti gli occhi. Verosimilmente, però, nel sistema di gioco di Peter Bosz farà il numero dieci, ovvero ciò che attualmente fa un certo Kai Havertz, oppure l’interno di centrocampo quando il tecnico olandese spingerà sul suo 4-3-3 iper-offensivo con interni che sono estremamente offensivi, come l’anno scorso con il classe 1999 e Brandt.

L’idolo del ventunenne è sempre stato Ariel Ortega, anche lui scuola River e numero 10 degli anni ’90 nel Parma e nella Sampdoria, ma suo malgrado la somiglianza più stringente la ha con un calciatore del passato delle Aspirine: Arturo Vidal. Il cileno ha sicuramente più gol nei piedi rispetto all’argentino che, invece, è più l’uomo dell’ultimo passaggio, ma la fame di palloni ed il temperamento sono gli stessi, come dimostra anche l’infelice espulsione in finale di Copa Libertadores contro il Flamengo. Se Palacios dovesse quantomeno riuscire a replicare parte di quanto fatto dall’ex Juventus, il Leverkusen potrà dirsi soddisfatto.

C’è anche un altro cileno che entra nel discorso Palacios al Leverkusen, ovvero Charles Áranguiz. L’ex Internacional è pronto alla partenza, almeno a sentire l’agente che ha di fatto escluso un rinnovo di contrratto. E anche se Bosz lo ha utilizzato spesso anche come perno davanti alla difesa, il numero 20 del Bayer non aveva mai disdegnato inserimenti offensivi fino a fungere quasi da rifinitore. Il classe 1998 può essere l’erede designato, anche se gli verrà chiesto del tempo per adattarsi naturalmente al calcio europeo.

Pensando all’immediato presente, infatti, è difficile immaginare già un massiccio impiego del Tucu. Come accaduto per Paulinho due anni fa, l’argentino verrà inserito gradualmente. Il gioco di Bosz, già difficile da apprendere, è completamente diverso da quello di Gallardo. Il tecnico del River ha sempre giocato adattandosi all’avversario, mentre il Leverkusen è una squadra con un’identità di gioco ben definita che cerca di imporsi su chi ha di fronte sfruttando la pressione ed il palleggio. Idealmente, dopo questi sei mesi di apprendistato, Palacios dovrebbe prendere l’eredità di Havertz qualora il tedesco dovesse lasciare il Bayer per una delle big europee che lo seguono da anni, e di Aranguiz se sarà confermato anche il suo addio. Una speranza e una doppia successione non di poco conto.

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